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domenica, Febbraio 25, 2024

WEEK-END A BOLOGNA CON UN AMICO

Testo di Giuseppe Barro

 

Siamo partiti in treno da Milano e in un’ora e 40 minuti siamo arrivati a Bologna per un week-end all’insegna dell’arte e naturalmente della buona cucina. La nostra prima meta è la prima mostra monografica alla pinacoteca nazionale di Amico Aspertini (Bologna,1474 – 1552) un pittore imprevedibile, che ha conosciuto: Raffaello, Durer, Michelangelo, Filippino Lippi, Perugino nei suoi dipinti c’è una realtà che crea un legame con l’arte tedesca dove il tramite culturale fra Bologna e il Nord Europa fu certamente l’Università di Bologna dove la personalità più importante in quel periodo a Bologna fu Albrecht Durer. La vitalità rivoluzionaria di Aspertini si colloca nell’ambito di un movimento che è stato definito sperimentalismo anticlassico. La mostra è costituita da un centinaio di opere circa, che ricostruiscono uno straordinario contesto artistico.

La mostra è anche un’occasione per visitare Bologna e se non conoscete questa bellissima città vi sorprenderanno i suoi portici.
Perché Bologna è la città dei portici dove si affacciano gallerie d’arte, vetrine, ingressi di negozi, bar e ristoranti. Se volete percorrerli tutti vi fate una passeggiata lunga 38 chilometri. Camminare sotto i portici è molto piacevole, ci riporta alle città medioevali dove il pedone veniva protetto dalle intemperie, oggi anche dal traffico e dalla sosta selvaggia. Leggiamo: "In un editto del 1288, nessun nuovo edificio doveva essere privo di portico, specificava che questi dovevano essere alti almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri), questo per permettere il transito di un uomo a cavallo. Identica anche la larghezza minima. A queste misure non si attenne scrupolosamente la popolazione più indigente che in alcuni casi riservava 1 o 2 piedi alla propria dimora obbligando i cavalieri transitanti a chinare il capo." Oggi non troverete un cavaliere che con il suo cavallo percorre i portici o ricchi studenti medioevali mandati dalle corti più avanzate d’europa, sì perché è risaputo che l’Università di Bologna, è la più antica del mondo occidentale: le sue origini risalgono al 1088.

E qui nascono i due miti storici di "Bologna la Grassa e Bologna la Dotta", dovuti alla frequentazione nei secoli di studenti a Bologna che arricchiscono e affinano la tradizione gastronomica bolognese quindi una cucina apprezzata già nel medioevo. Dove per cucina "grassa" non si intende una cucina ricca di calorie ma nella cultura medievale assumeva un significato di viver bene.
Quindi, contrariamente ad altre città vocate solo al turismo, qui anche i menù più semplici sono eccezionalmente buoni perché rispecchiano la tradizione bolognese. Ancora oggi nei locali incontrerete moltissimi studenti dove sia a mezzogiorno che alla sera potete pasteggiare o bere in allegra compagnia.

Se volete staccarvi dal mondo medioevale evocato dalla mostra di Amico Aspertini dovete andare al MAMbo (Museo d’arte moderna di Bologna) dove sino all’otto di Dicembre nello spazio museale espone Giuseppe Penone un artista nato a Garessio (Cn) nel 1947. Estraiamo dal catalogo un suo pensiero: "Ciò che si può pensare come moderno -come avvenuto per il digitale o il computer- in realtà è una tecnica o una tecnologia che ha già in sé il passato perché sarà certamente sostituita da altro. Un pezzo di marmo invece è passato, è presente e sarà futuro". Alla galleria Dipaoloarte in occasione dei quasi cento anni della pubblicazione il 20 Febbraio 1909 sul quotidiano "Le Figaro" del manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, espone opere di Balla, Boccioni, Russolo, Dudreville. Come "anticipatori" Medardo Rosso per la scultura e Edward Muybridge per la fotografia. Alla G.A.M. (galleria d’arte maggiore) troverete delle splendide opere tutte realizzate in ceramica di vari grandi artisti, per citarne solo alcuni: Mimmo Paladino, Louise Nevelson, Lucio Fontana, Hsiao Chin, Enrico Baj. Alla galleria Marabini espone le opere fotografiche di grandi dimensioni, l’artista americano James Casebere che vive e lavora a New York City. L’acqua, in questa mostra è il tema ricorrente di Casebere, dice l’artista: "tutte le Flooded Cells sono state elaborate dopo il mio viaggio a Bologna, influenzate dalla mia esperienza nei canali sotterranei della città".

Bene, per terminare il nostro week-end non ci resta che andare ha prenderci un caffè in piazza Maggiore dove ammiriamo la Basilica di San Petronio, il Palazzo del Podestà del 1200 dove fu aggiunto il palazzo di Re Enzo (ma questa è un’altra Storia).

 

 

Indirizzi Utili:

www. bolognincoming.it
organizza soggiorni alberghieri,
pacchetti organizzati con visite guidate.
Escursioni Enogastronomiche.

 

Pinacoteca Nazionale:
Mostra Amico Aspertini
termina 11 gennaio 2009

 

Dipaoloarte
Galleria Falcone Borsellino 4A/B

G.A.M. galleria d’arte maggiore

Via D’Azeglio 15

 

MAMbo
Museo d’Arte Moderna di Bologna

Galleria Marabini
Vicolo della Neve 5
La Mostra termina il 18 Dicembre

 

 

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