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venerdì, Maggio 24, 2024

Veneto: il finger food (e non solo) dei Colli Euganei

Testo e foto Sonja Vietto Ramus

Era il 2002 quando aziende vinicole, distillerie, frantoi, botteghe enogastronomiche e strutture ricettive – in collaborazione con Comuni, Associazioni e Enti del territorio di questo angolo di Veneto – hanno creato un progetto decisamente ambizioso: la Strada del Vino Colli Euganei.

 L’obiettivo è quello di valorizzare e trasformare l’area collinare vulcanica in un patrimonio turistico naturale per accompagnare alla scoperta di vini e prodotti locali, luoghi d’arte e di cultura. Cantine e trattorie in cui gustare le eccellenze vitivinicole e le migliori espressioni stagionali degli orti: di queste prelibatezze, i Colli Euganei ne offrono in tutto il territorio, in un contesto ambientale e storico che si snoda fra pievi secolari, castelli medievali e dimore patrizie.

In Veneto la Strada del Vino Colli Euganei...

Enotrattoria da Serafino, mangiare e bere bene

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Serafino Baù

In ambito gastronomico, a valorizzare le tradizioni del territorio, l’Enotrattoria da Serafino, a Torreglia (via San Daniele, 57), è uno dei luoghi da non perdere in Veneto. Pasta fatta a mano, baccalà nelle varie declinazioni e piatti tipici della cucina casalinga veneta si affiancano a menù stagionali, come quello a base di oca, tipica pietanza da gustare se si è da queste parti nel mese di novembre. “La storia dell’oca di San Martin?

L’11 novembre coincideva nelle campagne con la fine del lavoro dei contadini: se il padrone non chiedeva di restare a lavorare per l’anno dopo, bisognava traslocare e cercare un altro podere –spiega Michele Littamé, allevatore di oche- Divenne poi abitudine anche nelle città cambiar casa l’11 novembre, giorno di San Martino, e in quel giorno, che precedeva il digiuno in vista del Natale, si usava fare una grande mangiata di oca e biscotti”.

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Portata a base di oca Enotrattoria da Serafino

La famiglia Baù – Serafino, la moglie Michela e i figli Alberto, Giacomo e Matteo – è riuscita a trasmettere a chi siede ai tavoli della trattoria la passione per le cose buone e il buon bere, con progetti legati alle bollicine e al vino d’autore del Veneto. Da assaggiare assolutamente sono il risotto con ventrigli e fiori d’arancia, la tagliata di petto d’anatra affinata al vino rosso e marmellata, la pasta al ragù d’anatra o al musso.

E anche la pasticceria (opera di Michela) che ha aggiunto creatività ai dolci della tradizione. Fra i vini che si possono sorseggiare ci sono anche quelli dell’azienda vitivinicola Cà Lustra Zanovello, certificata biologica dal 2012, con Linda e Marco che portano avanti la tradizione di famiglia e di amore per la terra che era di papà Franco. E i nettari d’uva di Quota 101 (per via dell’altitudine a cui si trova l’azienda), cantina biologica immersa nella natura di Torreglia, appena fuori Padova.

Il vino e i “cicchetti” di Monte Fasolo-Le Volpi

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Interno Monte Fasolo-Le Volpi

Monte Fasolo, a Cinto Euganeo, è una splendida azienda agricola sulle pendici orientali dei colli, fra viti e uliveti a perdita d’occhio: per raggiungerla si passa dal borgo medievale di Arquà Petrarca dove sorge anche l’ultima dimora del grande poeta umanista. Si racconta che Petrarca indulgesse molto raramente al vino ma che, dopo il consiglio del medico (tale Giovanni Dondi) di berlo al posto dell’acqua, si convinse che un un goccio di vino possa offrire senz’altro benessere”. Nel miglior spirito Veneto.

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Giulia Briguglio

Di proprietà della famiglia Rossi Luciani, Monte Fasolo produce vini e olio extra vergine d’oliva di qualità, nel rispetto del territorio e delle sue tradizioni, come racconta Giulia Briguglio, responsabile marketing e wine experience: “Monte Fasolo e la vicina tenuta Le Volpi (nel territorio di Baone), unite in un’unica azienda, con oltre 200 ettari rappresentano l’attività vitivinicola privata più estesa dei Colli Euganei”.

Nell’enoteca gli ottimi vini locali si possono gustare con i famosi “cicchetti veneti”, gli antenati dell’attuale finger food: gallina in saor “scudellaro”, polpette, formaggi e composte, gorgonzola con pere ripassate in padella e noci. Ma anche bigoli, zuppe e taglieri di formaggi e salumi (per chi ha più appetito!).

Valnogaredo, terra del Veneto di olio e di un…papa

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Paolo Barbiero

Sempre a Cinto Euganeo c’è il frantoio di Valnogaredo, nato nel 1960 nella barchessa (tipico edificio rurale veneto di servizio) della maestosa Villa Contarini Piva, grazie a Oreste Barbiero, padre di Paolo, che oggi lo gestisce assieme alla moglie Pierangela e al figlio Filippo. Ogni anno qui si lavorano 10mila quintali di olive che producono, fra l’altro, un eccellente olio extravergine di varietà Rasara e Marzemina, raccolte rigorosamente a mano. Ci sono poi il biologico, il D.O.P., gli aromatizzati al limone e al rosmarino.

Dopo aver visitato il frantoio, attivo con due linee di produzione, una tradizionale con macine in pietra e l’altra ad estrazione continua a freddo, si può curiosare nella bottega che offre ottimi prodotti dei Colli Euganei, vino compreso. “Valnogaredo è terra d’olio extravergine ma è anche un borgo con tracce di preistoria e con una chiesa settecentesca, quella di San Bartolomeo, sotto il cui altare maggiore giacciono le spoglie di un Santo papa, Adeodato I” racconta Paolo Barbiero.

Ballotta, l’antica trattoria dove nacque l’Accademia Italiana della Cucina

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Fabio Legnaro

Da 25 anni regno indiscusso della famiglia Legnaro, l’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (via Romana, 57) è il ristorante più antico dei Colli Euganei: era il 1605 quando iniziò ad essere meta fissa per viaggiatori in sosta per rifocillarsi e far riposare i loro cavalli. Pare che qui, nel tempo, si siano fermati Foscolo, Galileo, Goethe e D’Annunzio. Oggi la trattoria è uno dei locali simbolo della padovanità a tavola: dalla cucina escono piatti a base di gallina padovana, bigoli, “risi e bisi” e tante altre specialità da gustare anche ai tavoli dell’elegante veranda, un tempo officina per riparare le antiche carrozze, e del suo patio all’ombra dei glicini.

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Cicchetti Monte Fasolo-Le Volpi

Fu qui, ai tavoli del ristorante dell’allora proprietario Toni Carta detto “Ballotta” (per via della stazza non proprio filiforme!), che nacque l’Accademia Italiana della Cucina grazie a Orio Vergani, suo ideatore. Ad Abano Terme (via Marzia, 46), Fabio Legnaro ha inaugurato anche le Osterie Meccaniche, location unica nel suo genere dove cenare ammirando modelli di auto sportive e d’epoca. “Torreglia è un paesino di 6 mila abitanti con 37 ristoranti, 2 cantine e 700 persone che lavorano nella ristorazione -spiega Legnaro-In pratica è la Food Valley dei Colli Euganei tanto da far nascere le Tavole Tauriliane, un’associazione che riunisce ristoratori e si propone di creare un’offerta enogastronomica capace di valorizzare il territorio a tutto tondo”.

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Massimo Terracina
Massimo Terracina
Giornalista dal 1987 si è sempre occupato di sport e turismo, con incursioni su radio e tv. Ha sempre la valigia pronta per esplorare il mondo, inesauribile fonte di spunti. Viaggiare allarga la mente. "State viaggiati" (con licenza)

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