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martedì, Aprile 23, 2024

Mar Rosso: il mondo sommerso della baia di Abu Dabbab e le sue meravigliose creature. Dalla bellezza della barriera corallina di Mars Alam alla magia di Luxor

Testo e foto di Maurizio Pavani

In questo periodo, inizia il tormentone vacanza; pur breve ma che vacanza
sia! Allora sorge il dilemma e dopo lungo dibattito (la querelle era tra
Egitto e Kenia), si decide per il Mar Rosso, località Mars Alam, baia di
Abu Dabbab. La scelta tiene conto di alcuni fattori imprescindibili: il
mese ideale (verso fine aprile quando in Egitto inizia la primavera con una
temperatura compresa tra i 28 e 30 gradi un caldo secco salutare con
gradevole brezza che spira dal mare); solo 8 giorni a disposizione; la
relativa distanza da Milano (copribile con circa 4 ore di volo); le
bellezze della barriera corallina (ideale per fare snorkeling) con le sue
meravigliose creature; il decoro logistico della struttura d’appoggio
(Columbus Club)e soprattutto un preventivo di spesa davvero abbordabile con
circa 420 euro a pax per una settimana in camera doppia con formula All
inclusive/soft comprensiva di trasferimenti da e per l’aeroporto e una
giornata dedicata all’escursione al tempio di Luxor e alla Valle dei Re con
annesse tombe e i due Colossi di Memnone. Il viaggio: ritrovo all’alba a
Milano MXP con volo Livingston delle ore 6.00 e rotta verso l’aeroporto
internazionale di Mars Alam. L’aeroporto regala la sua prima suggestiva
immagine: completamente immerso nel deserto, in mezzo al niente, deriva del
nulla così affascinante e distante anni luce dal caos della metropoli che
solo poche ore prima avevamo lasciato in fondo ai nostri pensieri. Il
transfer dura circa trenta minuti e ben presto la baia di Abu Dabbab offre
le sfumature azzurro vermiglio delle sue acque lambite da una lunga
striscia bianca dalla quale spicca l’acceso diretto alla barriera corallina
che proprio dall’arenile inizia e si estende su entrambi i lati a formare e
chiudere il semicerchio delle meraviglie marine fra le quali spiccano la
miriade di pesci di ogni tipo vestiti da incredibili e coloratissime
livree: c’è il pesce pagliaccio, il farfalla, il napoleone … insomma
l’acquario dei sogni, ora lì spalancato davanti ai nostri occhi rapiti.
Ecco il Mar Rosso: 200km di barriera ricco di mille e più specie di pesci,
uno dei mari con la più alta biodiversità marina al mondo dove il reef
consente di fare snorkelling esplorando in apnea semplicemente con muta,
pinne, maschera e boccaglio. Anche i colori delle formazioni madrepore sono
molteplici: dal rosso al giallo e al rosa, dal verde al viola, al bruno e
all’azzurro. Altri organismi concorrono alla scenografia del reef e non
potendo raccontarvi di tutte queste star indiscusse, accennerò delle più
appariscenti e simpatiche ma anche di quelle pericolosissime nella loro pur
bellissima livrea. Alcune si lasciano ammirare spesso, altre come la
stupenda cernia rossa, le tartarughe marine e il mitico dugongo sono più
riservate e non sempre s’incontrano a ogni snorkelling. In ogni caso tutte
danno emozione come le meduse che a quella latitudine, stranamente non sono
pericolose e urticanti e si possono persino prendere in mano. La cernia dei
coralli è una varietà tipica della barriera; assomiglia a un grande fungo
col grande cappello rosso e i puntini bianchi. I pesci angelo sono fra i
più rappresentativi della barriera con le loro bellissime e vivaci
colorazioni in continuo mutamento. Il pesce Napoleone, così chiamato per
quel buffo bozzo sulla testa simile al copricapo dell’imperatore, si
presenta goffo ma simpatico. Il pesce scorpione e il pesce pietra sono
invece da evitare e da evidenziare in rosso sul libretto dell’attenzione.
Questi insidiosi e pericolosissimi scorpenidi dall’aspetto a volte
leggiadro, sono solitari, diurni e notturni e si scorgono nuotare nel reef
da veri padroni. Hanno spine velenosissime sulla pinna dorsale e si
mimetizzano fortemente adagiandosi sulle formazioni coralline,
perfettamente immobili in attesa della preda. Il pesce Farfalla è invece
leggiadro e nuota nel reef anche a pelo d’acqua. Sono i più colorati e
tipici pesci della barriera. Le tartarughe marine, il dugongo e il pesce
pagliaccio meritano un posto d’onore sul podio delle meraviglie della
natura marina. Le escursioni: per quanto riguarda le escursioni, se
decidete di andarvi, vi consiglio di farne poche e soprattutto mirate
poiché sono abbastanza care e spesso c’è il problema delle infrastrutture
di collegamento, scarse e poco illuminate con asfalto scadente aggravato
dalla spericolata guida degli egiziani in preda a un perenne "fast and
furious" dal momento che alla guida di camion fumosi e supplicanti
manutenzione, tendono a gareggiare fra loro non conoscendo cosa sia la
precedenza. Anche guidare con i fari spenti di notte (forse per vedere se
poi è così difficile morire) per loro è normalità. Il jeep-safari è
interessante perché quando scende la sera è bellissimo aspettare il
tramonto nel deserto, magari con cena tipica nella grande tenda dei beduini
con tanto karkadè. Luxor e La Valle dei Re: uno spettacolo nello spettacolo
ma con sveglia alle quattro del mattino e quattro ore di bus (velocità max
60 km/h ma con aria condizionata); un tormentone di circa 400km con solo
una sosta a uno sgangherato grill il cui bar è ben preso d’assalto.
Tuttavia, alla vista delle prime oasi del Nilo, si comprende perché vale la
pena soffrire un po’. Luxor è infatti situata lungo le rive del Nilo, a sud
del Cairo. Si presenta come centro importante dal punto di vista
archeologico con i templi di Luxor e Karnak e con i vicini siti della Valle
dei Re e della Valle delle Regine(Hatshepsut/Deir el-Bahri). Luxor è
situata dove sorgeva l’antica Tebe, capitale dell’Egitto al tempo del Medio
Regno. La città (caldissima con temperature che anche in primavera toccano
i 40°) è anche luogo di partenza di crociere sul Nilo. A nord est di Luxor
c’è un grande deserto arido, per fortuna riabilitato dalle meraviglie
archeologiche che da sempre sono il motore dello sviluppo turistico di
questo paese. Ma Luxor è anche il regno del Faraone Ramses II dove ogni
angolo e pietra regala alla vista dei turisti monumenti omaggio alle sue
gesta. Nel Tempio, davanti al colonnato vi è infatti un enorme pilone a lui
stesso dedicato in cui vi è scolpita la rappresentazione della battaglia di
Qadesh. Luxor è anche famosa per la vicina Valle dei Re, situata sulla
sponda del Nilo dove vi sono i siti archeologici di Hatshepsut/Deir el
Bahari, Assassif, Ramesseo, Medinet Habu, Malpata, Deir el Medinah e il
complesso dei Colossi di Memnone. A nord della città, andando verso Karnak
si possono visitare il Tempio di Mantu, il Tempio di Mut e quello di
Ammone. Quest’ultimo è a dir poco stupefacente e si trova proprio al centro
del complesso monumentale di Karnak. I Colossi di Memnone (el-Colossat o
es-Salamat) sono due enormi statue di pietra alte quasi 20 mt, costruite
circa 3500 anni fa. Chiamate anche "Le statue gemelle", esse rappresentano
Amenhotep III in posizione seduta con le mani sulle ginocchia e lo sguardo
rivolto a est, verso il fiume e il sole nascente. La loro funzione sacra
era di stare a guardia dell’entrata del tempio funebre di Amenhotep . Una
leggenda narra uno dei Colossi, all’alba emetteva strani suoni (causati dal
riscaldamento della roccia) che dagli antichi erano interpretati come il
saluto dell’eroe alla madre Eos, dea dell’aurora. Tutte le opere egizie
avevano un fine principale: quello dell’eternità. Esserci ancora;
ritornare: è quello che faremo di nuovo.

 

Per informazioni. Interline
Turismo Club, viale Gran Sasso 13 – 20131 Milano (tel. 027064181; fax
0270608595; e-mail: info@interlineclub.it; sito web: www.interlineclub.it)

 

 

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