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giovedì, Febbraio 29, 2024

Magiche cene d’inverno in Trentino

Magiche cene d’inverno
Anche nei mesi freddi rifugi, chalet e ristoranti in quota offrono 
una calda accoglienza e sfiziosi menù a base di prodotti tipici

 

Erbe selvatiche, selvaggina locale, formaggi delle malghe e salumi, polenta e funghi: di questi sapori semplici è fatta la cultura gastronomica trentina, che si può degustare nei rifugi (una cinquantina quelli aperti anche d’inverno), chalet e ristoranti. Il tutto accompagnato da una calda e accogliente atmosfera, da un buon bicchiere di vino, indispensabile per riscaldare le fredde sere invernali, e dalla grappa, che conclude il pasto.

 

Per quanto riguarda i rifugi, taluni si possono raggiungere servendosi di comode funivie, altri con gli sci ai piedi o attraverso una divertente escursione con le racchette da neve, altri ancora con una tranquilla passeggiata a misura di famiglia. Così è possibile approfittare delle belle giornate per compiere un’escursione e fermarsi a gustare qualche piatto preparato secondo la tradizione.
Magiche serate si possono trascorrere in Val di Fassa alla Baita Ciampedié (in Val San Nicolò), al Rifugio Fuchiade nella zona di Passo San Pellegrino – Moena. A Passo Sella è possibile degustare una cena tipica al Rifugio Salei, con trasporto in motoslitta, e al Rifugio Maria, a 2950 metri sulla vetta del Sass Pordoi.
Scendendo nel Primiero, a Tonadico, in Val Canali, location del film "Lezione 21" di Alessandro Baricco, si trova il Rifugio Dismoni, di fronte al panorama delle Pale di San Martino.
In Val di Fiemme cene in quota sono servite alla Baita Monzoni e al Rifugio Salei, a Canazei. In Val di Sole sono aperti per cene tipiche il Rifugio Orso Bruno e la Capanna Presena a Vermiglio.
In Val Rendena, a Madonna di Campiglio, è accessibile solo con i gatti delle nevi o le motoslitte il Rifugio Boch. Sulla Paganella si trova il Rifugio La Montanara.
A Folgaria il Rifugio Stella d’Italia è raggiungibile anche con la seggiovia, che parte da località Francolini. Maggiori informazioni sulle aperture invernali e sull’elenco dei rifugi si possono trovare in www.trentinorifugi.com.

Oltre ai rifugi, anche gli chalet a ridosso delle piste da sci e i ristoranti in quota propongono menù a base di prodotti tipici, all’insegna della tradizione alpina.
È il caso della rinomata Malga Panna, a Moena, che un tempo era utilizzata per la produzione della panna fresca, poi trasformata in un ristorante tra i più rinomati della valle. Sempre in Val di Fassa, accanto alle piste da sci sul Ciampediè, al centro del Massiccio del Catinaccio, si trova Baita Checco, e in Val Rendena la Locanda Mezzosoldo (Spiazzo) e il Maso Doss (Sant’Antonio).
La Val di Fiemme propone il Costa Salici, sulla strada per Passo Lavazé e la Baita Caserina sull’Alpe di Pampeago, la Baita Ciamp de le Strie all’Alpe di Lusia e la Capanna Cervino a Passo Rolle. Nel Primiero, a Tonadico, è rinomato il Cant del Gal, un alberghetto di montagna trasformato in una struttura di charme.
Chi si trova sull’Altopiano della Paganella, può andare a mangiare alla Baita Pineta (Molveno), alla Casina Bruniol (Molveno) o alla Tana dell’Ermellino (Cavedago) per la quale è previsto pure il trasporto su slitte trainate da cavalli.
Sull’Altopiano di Lavarone, invece, si trova la Stube del Cervo, un’antica stazione di posta arredata in stile alpino e trasformata in wine bar e ristorante.

 

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