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giovedì, Febbraio 22, 2024

AZZORRE, GIARDINO TROPICALE TRA I VULCANI

AZZORRE, GIARDINO TROPICALE TRA I VULCANI

Se non fosse per le previsioni del tempo, che ci comunicano ogni tanto l’arrivo di una perturbazione dovuta all’anticiclone delle Azzorre, di queste isole non ne conosceremmo probabilmente nemmeno l’esistenza. Situate in pieno Atlantico ad un quarto di distanza tra Lisbona e New York e a 1.400 km dalle coste del Portogallo, l’arcipelago portoghese delle Azzorre costituisce il lembo più occidentale del continente europeo. La loro presenza ha portato qualcuno a vedervi un residuo dell’antico e mitico continente di Atlantide; in realtà si tratta delle terre di più recente formazione del pianeta, catapultate alla superficie da un’intensa attività vulcanica sottomarina tuttora in atto, dovuta allo scontro tra le placche tettoniche americana, eurasiatica e africana. Quelle che emergono sono soltanto le punte di enormi catene montuose sottomarine, che se misurate dal fondo dell’oceano ne farebbero le più alte montagne in assoluto. L’isola più antica è Santa Maria: formatasi 8 milioni di anni fa, ad un certo momento scomparve per riaffiorare poi di nuovo; la più giovane è invece Pico, accresciuta sensibilmente da un’eruzione del 1700. In verità la più recente sarebbe Sabrina, poco distante da Sao Miguel, emersa soltanto nel 1811 e subito rivendicata dalla Gran Bretagna perché esplorata da una flotta britannica; ma la disputa diplomatica si risolse in fretta perché l’isola scomparve subito dopo. La loro natura vulcanica risulta evidente un po’ ovunque, dalla soffice sabbia scura delle spiagge alle innumerevoli colate di lava, dai crateri ai laghi, dai geyser alle sorgenti termali, elementi che determinano il peculiare aspetto ambientale e paesaggistico dell’arcipelago. Conosciute dai Cartaginesi come dimostra il rinvenimento di monete puniche del 300 a.C., poi scoperte nel 1427 dalla flotta di Enrico il Navigatore e grandi in tutto un decimo della Sardegna, le Azzorre hanno sempre vissuto una vita tranquilla e appartata, del tutto estranee agli eventi del mondo, conservando intatte nel tempo le vecchie abitudini e le tradizioni del passato.Vennero subito popolate da portoghesi, seguiti poi da francesi e belgi delle Fiandre; oggi la popolazione ammonta a 240 mila persone, con però quasi un milione di emigrati. L’abbondanza di pioggia dovuta alla formazione degli anticicloni, un clima di eterna primavera con temperature che oscillano perennemente tra i 14 ed i 21 gradi e un suolo estremamente fertile hanno fatto di queste isole un giardino botanico di acclimatazione: la vegetazione risulta fondamentalmente europea, a cui si mischiano però essenze di tutti gli altri continenti, ma con una densità e un rigoglìo decisamente tropicali, come attesta l’abbondanza di fiori selvatici che spesso offrono immensi tappeti di ortensie, azalee, agaphantes, camelie, ibischi, magnolie, ecc. Piccoli paradisi naturali circondati dall’oceano. Le principali risorse sono costituite da agricoltura (vite, agrumi, ananas, banane), allevamento e pesca, spesso combinate assieme. Vanta un ricco patrimonio vegetale, con 56 piante endemiche e un gran numero di specie importate, e 330 varietà di uccelli, soprattutto migratori. In mare l’incontro di correnti calde e fredde genera un habitat ideale per i pesci, in particolare balene, delfini e orche. Le nove isole componenti l’arcipelago, che presentano caratteristiche geografiche, climatiche e ambientali assai diverse, possono essere raggruppate in tre aree: Santa Maria e Sao Miguel ad est, Terceira, Graciosa, Sao Jorge, Pico e Faial vicine tra loro al centro, Flores e Corvo defilate ad occidente. Santa Maria, che offre belle spiagge e memorie storiche del passato, fu usata come scalo da Colombo al ritorno dal suo primo viaggio americano, mentre ad altri porti attraccarono per secoli galeoni carichi di merci esotiche e preziose provenienti dall’Oriente e dal Nuovo Mondo. Le Azzorre costituiscono uno degli angoli più remoti e meno conosciuti di tutta l’Europa, a torto trascurate anche dal turismo per l’apparente scomodità ad essere raggiunte, ora che sono venuti meno anche gli scali compiuti in passato dalle crociere transoceaniche. Ma un viaggio in questo arcipelago può rappresentare un’incredibile, piacevolissima sorpresa.

Un possibile itinerario di una settimana parte da Sao Miguel, l’isola maggiore grande tre volte l’Elba, caratterizzata da lussureggiante vegetazione con prati, coltivi, boschi, laghi, coste frastagliate e alcune belle spiagge e da intense manifestazioni endogene come crateri, geyser, sorgenti termali di acque e fanghi, offre lo spettacolo di tre lagune immerse nel verde, un esuberante giardino botanico con fiori tropicali e piante europee e l’unica piantagione europea di the; il capoluogo Ponta Delgada, affacciata su una bella baia, è il maggior centro dell’arcipelago e vanta prestigiosi edifici storici. Faial, disseminata di ortensie e camelie e dominata dalla mole del vulcano Capelhinos la cui eruzione del 1958 ha ampliato non poco l’isola, offre case bianche e antichi mulini a vento rossi; nel grazioso porto di Horta si danno appuntamento i velisti di tutto il mondo durante le traversate oceaniche. Pico, seconda per dimensioni ma tra le più suggestive per vigneti, orti e giardini con piante grasse e muretti a secco di roccia lavica, è sovrastata dall’aspra e imponente mole del vulcano omonimo alto 2.351 m, massima altitudine dell’arcipelago e dell’intero Portogallo, protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità; in passato è stato un importante centro baleniero (per coraggio e maestria gli azoreani erano considerati i migliori cacciatori di balene). Infine Terceira, la più popolata, con palesi manifestazioni vulcaniche e fertili campi separati da siepi di ortensie; il suo capoluogo Hangra do Heroismo è protetta dall’Unesco quale prima città atlantica edificata secondo l’urbanistica rinascimentale.

L’operatore milanese "Adenium – Soluzioni di viaggio" (tel. 02 69 97 351, www.adeniumtravel.it), specializzato in turismo culturale con accompagnamento qualificato, propone dal 5 al 12 luglio 2009 un tout di 8 giorni che tocca le quattro principali isole delle Azzorre. Partenza con volo di linea da Milano via Lisbona, pernottamenti in hotel a 4 stelle con pensione completa (meno 3 pasti), accompagnatrice dall’Italia, assicurazioni, quote da 2.200 euro.

 

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