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mercoledì, Aprile 17, 2024

UN LUNGO WEEK END IN PUGLIA

testo di Pia Bassi

 

Bianchi paesi di pietra emergono dal verde con le loro cattedrali romaniche, splendide facciate con rosoni che illuminano di luce ambrata i severi interni: Bitonto, Ruvo di Puglia, Terlizzi nell’entroterra, e Giovinazzo e Molfetta sul mare. Queste cittadine sono un poker vincente per i vari settori del turismo, dall’enogastronomico al religioso. I centri storici, anch’essi in pietra bianca, con i loro labirintici vicoli medioevali, avvolgono come una conchiglia i centri del potere civico e religioso che non hanno mai perso la loro forte identità, essendo la Puglia terra di frontiera del mondo cristiano verso l’oriente mussulmano. Castelli, cattedrali, palazzi nobiliari, masserie, sono il pregiato portfolio turistico della regione che vuole farsi conoscere, al pari della Toscana, in tutto il mondo.
Bitonto, immersa nel mare verde argenteo di due milioni e mezzo di olivi, è il punto ideale di partenza dell’itinerario "Tra olio e cattedrali" proposto dalla cooperativa Ulixes di Bari. La cattedrale di Bitonto è maestosa, con facciata tripartita, belle bifore e splendido rosone, il fianco chiaroscurato da una fuga d’archi con soprastante loggiato e con grande transetto. L’interno splendido è il trionfo dell’arco e della pietra. Recenti scavi nella cripta hanno messo in luce resti di preesistenti edifici di culto, col bellissimo mosaico del grifo alato. Palazzi nobiliari: Palazzo Gentile, ora sede del Comune, il teatro comunale Tommaso Traetta, il loggiato rinascimentale di Palazzo Sylos-Vulpano, la Porta Baresana, il Torrione Angioino a pianta circolare con 16 m di diametro (ospiterà mostre temporanee e permanenti d’arte). Bitonto ha ben cinque musei. Particolare devozione è riservata ai Santi Medici Cosma e Damiano, nell’omonima basilica santuario al quale sono affiancati edifici per la cura di malati terminali e di Aids.
Giovinazzo deve il suo sviluppo all’ agricoltura e al porto. Il centro storico racchiude i resti della muraglia romana, l’arco di Traiano e le due colonne miliari dell’antica strada romana Benevento – Brindisi. Notevole è la cattedrale (1283) in stile romanico pugliese, con la famosa campana "bombaun" che avverte i pescatori dell’imminente tempesta. La chiesa di Santo Spirito (1397), con le cupole a "chiancarelle", la tipica copertura in pietra dei trulli.
Sempre sul mare è Molfetta, l’antica Melfi i cui traffici mercantili sono stati la ricchezza della città. Il Duomo, dedicato a San Corrado, è la più grande chiesa a tre cupole in asse del romanico pugliese con due torri campanarie (XI-XII sec.). Grandiosa è la processione via mare della Madonna dei Martiri, protettrice dei marinai.
Terlizzi è l’ingresso alla Murgia bassa. La coltivazione dei fiori in serra e la ceramica sono le attività principali. Il centro storico coincide con la cittadella medievale che abbraccia la cattedrale neoclassica di S. Michele Arcangelo, costruita su fondamenta romaniche.
Ruvo di Puglia ha una cattedrale romanico pugliese imponente, Il museo nazionale Jatta, presenta una collezione di vasi greci di grande valore, visitata ogni anno da ventimila persone.
Queste cittadine saranno presto collegate da una pista ciclabile con partenza dall’aeroporto di Bari, dove si potranno affittare le biciclette.
Gli oleifici di Bitonto dove si può degustare l’olio: nei frantoi olearii Agostinacchio, Giovanni Napoli, Marrone; nelle aziende agricole Franco Cuonzo, Michele Labianca, e nell’oleificio Luigi Maggio. Per un assaggio dei vini: La Vineria in piazza 26 maggio, oltre 600 etichette, ottimo il Malvasia della Murgia.

INFO: Masseria San Marco (Via Patierno s.n. – Bitonto; tel/fax 0803740336, www.masseriasanmarco.com, doppia euro 95, colazione inclusa, uso singola 80, a 10 km da Bari) offre ospitalità in elegante edificio del XV secolo, prato all’inglese, piscina e olivi. Sul mare, a Giovinazzo, San Martin Hotel, quattro stelle, Via Spirito Santo, 46, tel. 0803942627-www.smantinhotel.it; doppia 120 euro, singola 80, colazione inclusa; piatti tipici della tradizione barese innovativa al Ristorante "L’Osteria dei poeti – La Luna nel Pozzo" – Via Lecce 20 – Giovinazzo, tel. 0803946554 (euro 25/50);Informazioni turistiche: Info Point Bitonto (piazza Marconi,4; tel.0803743487; www.vieniabitonto.it; Buquicchio@cooperativaulixes.it, tel.0809903078.

 

FRANTOI NEL BITONTINO

Spostandosi da una città all’altra, dopo tanta cultura, una tappa ai frantoi nascosti fra gli oliveti è d’obbligo. Arrivando da Terlizzi, fermandosi nella frazione bitontina di Palombaio si incontrano l’azienda agricola di Franco Cuonzo (C.so Vitt. Emanuele, 22 – Palombaio, tel.0803738012), che sorge in un antico frantoio seicentesco, dove la molitura delle olive si realizza con un impianto tradizionale composto da una molazza con tre macine di granito e 5 presse idrauliche. Sempre a Palombaio, l’azienda agricola Michele Labianca (Corso Vittorio Emanuele, 140 – Palombaio, tel.0803744544) garantisce la vendita diretta di olio extravergine di Bitonto, noto per la sua bassissima acidità, per il gusto gentile e il retrogusto mandorlato. Entrando a Bitonto da Palombaio, si incontra il Frantoio Giovanni Napoli (Via Palombaio,95, Bitonto, tel. 0803717912) e, verso il centro, si possono visitare i frantoi Agostinacchio (Frantoio Oleario Agostinacchio, via Mazzini, tel. 0803751139) e Marrone (Marrone Nicola Frantoio Oleario
Via Ammiraglio Vacca 169, tel. 0803751515), dove è possibile assistere, nel periodo della raccolta delle olive, da novembre a febbraio, alle 6 fasi della lavorazione: lavaggio, frangitura, gramolatura, spremitura, separazione e stoccaggio. Infine, lasciando la città e avviandosi verso il mare, sulla strada per Giovinazzo, si incontra il frantoio Maggio (Maggio Dr. Luigi Oleificio
KM. 1, Via Giovinazzo, tel. tel.0803748755) dove, in una struttura nuova, all’inizio della campagna olearia, è possibile gustare "la goccia di Bitonto", il vero succo di olive, dal colore giallo con riflessi verdi, ottenuto per affioramento spontaneo della olive migliori.

BITONTO, DOVE S’IMPARA A FARE L’OLIO EXTRAVERGINE

Cogliere le olive, metterle nel frantoio di pietra, estrarre l’olio, filtrarlo degustarlo, metterlo in bottiglia e portarlo a casa, è un grande divertimento per molti turisti, soprattutto d’oltralpe che abbinano viaggi studio e cultura.
Franco Cuonzo accoglie i turisti provenienti dalla Germania, organizzati dall’importatore Artefakt, che vogliono scoprire le terre di conquista di Federico II: "E’ gente che già conosce il mondo oleario – dice Cuonzo – perché Artefakt pubblica una rivista che informa sull’annata avutasi in Spagna, Italia e Grecia, con i risultati delle analisi e ricerche fatte da un laboratorio di Berlino."
Iniziano il raccolto con la bacchiatura o "mungendo" i rami con le mani. Le olive poi vengono buttate nel frantoio e si attende la prima colatura. Nel frattempo si degusta con fette di pane i due tipi di olio extravergine prodotti: la cima di Bitonto, dal sapore delicato e la coratina, leggermente pizzicante, più saporita.
Un appezzamento di terreno è dedicato agli alberi da adottare: olivi, mandorli, fichi, melograni, meli. Portano un targa in ceramica con il nome dell’adottante. Via internet Cuonzo informa sullo stato di salute del vostro albero. Questo frantoio inoltre è aperto alle visite scolastiche.
Info: tel. 0803738012 – cuonzo@libero.it

 

Articolo pubblicato su Tuttoturismo di dicembre 2008

 

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