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martedì, Aprile 16, 2024

Tesori di Sicilia

Testo e foto di Tiziano Argazzi

 

Un patrimonio fatto di storia, cultura, archeologia, una impareggiabile enogastronomia e tradizioni culinarie da valorizzare. Un interessante progetto, "Le vie dei sapori", della cooperativa Agronica di Palermo

 

 

La Sicilia una terra magica che affascina da secoli i suoi visitatori. Una regione che Giovanni Pascoli nella sua "Isola dei poeti" descrisse come "nuvola di rosa sorta dal mare (….) ogni aura che qui muove, pulsa una cetra od empie una zampogna, e canta e passa… io ero giunto dove giunge chi sogna".
Un territorio emozionante in qualunque periodo dell’anno che, in estate, dà il meglio grazie a golfi bellissimi, clima splendido, tante e belle località balneari con spiagge dorate, costeggiate da piccole insenature, promontori scoscesi ed isole vulcaniche che fanno da cornice ad una natura splendida, al tempo stesso dolce e selvaggia.
Con queste premesse è facile lanciarsi alla scoperta di questo universo stracolmo di storia, di cultura, di archeologia e di architettura in cui si mescolano in maniera gradevole tratti bizantini, arabi, barocchi e rinascimentali. Culture che hanno segnato la storia e che hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio. A cominciare da Ibla, l’affascinante quartiere settecentesco di Ragusa. A sera, grazie all’illuminazione disposta in maniera sapiente, che a volte filtra soffusa attraverso una sottile nebbiolina che spesso l’avvolge, la cittadina sembra ancora più magica e misteriosa.
Percorrendo stradine strette, vicoli e cortili che profumano di spezie ed erbe mediterranee si ha l’impressione di vedere sbucare, da uno dei tanti vicoletti, il commissario Montalbano, anche perché molte delle scene della fortunata serie televisiva del poliziotto più famoso d’Italia, uscito dalla insuperabile penna di Andrea Camilleri, sono state girate nelle piazze di questa cittadina barocca.
Ma Ibla, con le sue 50 e passa chiese e monasteri e tanti palazzi antichi merita di essere visitata con calma. Assolutamente da vedere il Duomo di San Giorgio fra gli esempi più interessanti del barocco siciliano e la chiesa di Santa Maria delle Scale, riedificata nel ‘700. Dal sagrato si può ammirare uno splendido panorama su Ibla.
Spostandosi di appena 20 chilometri si incontra Modica con il suo castello, appollaiato su uno sperone roccioso. Modica oltre ad essere un indiscusso gioiello del barocco siciliano è anche la sede della più antica fabbrica di cioccolato della Sicilia. E così dopo avere visitato alcune delle tante eccellenze artistiche ed architettoniche, ci si può concedere una sosta golosa nella Antica Dolceria Bonajuto dove è d’obbligo degustare il "cibo degli dei" per scoprirne profumi e sapori a volte anche molto antichi, che il tempo non ha cambiato.

 

 

Itinerari enogastronomici siciliani

 

La Sicilia possiede uno straordinario patrimonio enogastronomico, specchio fedele della storia di questa terra che in passato è stata punto di incontro tra oriente ed occidente. La cucina è la sintesi perfetta di tale diversità di sapori e aromi che passano dal piccante al salato per arrivare al dolce, con estrema naturalezza, in un magico ed affascinante caleidoscopio dei sensi che non mancherà di stupire anche i palati più sopraffini. Tanti i prodotti tipici frutto del lavoro di piccoli produttori che fanno della qualità il loro biglietto da visita. Dal vino all’olio extravergine di oliva, dalla pasta ai formaggi, dai pesti alle conserve ortolane, dai biscotti alle marmellate, dalla frutta secca al miele, per finire con le gelatine, i dolci ed i dessert. Per valorizzare appieno questo immenso patrimonio si è appena concluso il progetto "Le vie dei sapori", realizzato e gestito dalla cooperativa Agronica di Palermo (www.agronica.com). L’obiettivo era quello di far conoscere due patrimoni di questa isola meravigliosa, quello enogastronomico e quello artistico, storico ed archeologico. Per far ciò si è divisa idealmente questa parte d’Italia in quattro spicchi e per ognuno si è realizzato un itinerario per valorizzarne tipicità e tradizioni, per coniugare aspetto e sostanza, colori e sapori, forme espressive e tradizioni popolari, da riscoprire e da valorizzare. Itinerari enogastronomici pensati per "far toccare con mano" tutto quello che offre questa terra magnifica. Il primo ripercorre le terre che furono anticamente i luoghi di insediamento delle popolazioni fenice. Territori, oggi ricompresi nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento, che propongono una gastronomia ricca di piatti molto diversi tra loro, la cui eccellenza è dovuta all’originalità delle ricette, al sapore ed agli aromi degli ingredienti che le compongono. Con il secondo percorso si passa dall’affascinante paesaggio vulcanico dell’Etna alle coste che si affacciano sullo Ionio, percorrendo le vie della colonizzazione dei Greci in Sicilia. I percorsi dei sapori si intrecciano con quelli naturalistici ed archeologici, creando atmosfere indescrivibili. La terza tappa porta a conoscere due tra i più bei parchi naturali della Sicilia, Madonie e Nebrodi, che si estendono dalle coste tirreniche fino ad importanti rilievi e catene montuose. Il viaggio si chiude con il Tour dei Templi che abbraccia l’area centro meridionale della Sicilia che comprende Ragusa, Caltanissetta, Enna ed Agrigento con la splendida Valle dei Templi che in primavera, grazie alla precoce fioritura dei mandorli, distribuiti a ventaglio ai piedi della "collina sacra", si colora di un bianco candido punteggiato qua e là da sapienti pennellate dei tanti colori che inondano la rigogliosa campagna circostante. Poco distante Palma di Montechiaro dove Giuseppe Tomasi di Lampedusa trasse spunto per "Il gattopardo". Qui, nell’Azienda Agricola Mandranova immersa in un giardino di palme e piante africane si ha la possibilità di assaporare un fantastico olio extra vergine di oliva. Il modo migliore per chiudere un viaggio meraviglioso.

 

Come arrivare: l’aereo è il mezzo ideale. Bologna è collegata a Catania con tre voli giornalieri, uno di Meridiana Fly e due garantiti da Alitalia. Poi si può noleggiare un auto per muoversi liberamente fino a Ragusa ed Agrigento.

Articolo già pubblicato su IL CENTRO di Ferrara e su ESTENSE.COM

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