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venerdì, Maggio 24, 2024

Tarquinia e Monteromano, nella Tuscia viterbese tra storia e natura. Un soggiorno low cost per tutti

 Testo e foto di Maurizio Pavani

 

Tra mare e collina, miti e leggende, antiche civiltà, archeologia, escursioni a cavallo e sagre paesane, mix di legna, brace, funghi ed erbe aromatiche
 

La Città di Tarquinia spicca già in lontananza. Si delinea nettamente con le sue 23 torri e le solide mura di macco dorato a cornice del Torrione e del borgo medievale. Il Museo Etrusco e i monumentali Palazzi sono tesori di architettura e di storia. Chi visita Tarquinia scopre una cittadina armoniosa dove il sole domina i sapori della terra e di erbe oramai introvabili aromatiche. La natura è dappertutto: sulle colline circostanti impreziosite dagli ulivi e dai resti archeologici dell’acquedotto romano. Specialmente in autunno e in primavera si offre per piacevoli cavalcate attraverso i boschi con soste nei vari agriturismi, oppure lungo il litorale fino alla Riserva Naturale delle Saline. Nella stagione estiva: un bagno di sole, un tuffo nel mare e poi visitare le aree archeologiche dell’Acropoli e della Necropoli oppure a passeggio per il borgo medioevale fra stradine, chiese, palazzi turriti, botteghe e ristorantini che allietano lo sguardo e il gusto del visitatore. TARQUINIA DEGLI ETRUSCHI: narra il mito che da un solco appena aperto dall’aratro, balzò un essere divino: Tagete, fanciullo nell’aspetto e vecchio nella saggezza che rivelò agli Etruschi la disciplina della loro religione. Fu allora che Tarchon, al quale Tagete si era rivelato, fondò nel luogo del prodigio una città sacra alla quale dette il nome Tarchna, cioè Tarquinia, il soffio della civiltà e della cultura. Uno splendore ancora impresso nelle pitture murarie della necropoli, scavata nel macco dorato. Nel VII secolo, dalla grande opulenta, vivace e sacra Tarquinia, partì un uomo ricchissimo: Luchmon che divenne il quinto Re di Roma col nome di Tarquinio Prisco. Dopo di lui, altri due re etruschi, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo ma Roma era già grande macchina mietitrice di guerra e i primi ad esserne schiacciati furono proprio gli Etruschi e la stessa Tarquinia. TARQUINIA OGGI, centro dell’Etruria Meridionale, capitale etrusca, cittadina medioevale, luogo archeologico di fama internazionale. Sorge su un’altura panoramica che domina la valle del fiume Marta e il Mar Tirreno. La sua posizione geografica (90 km da Roma, Grosseto e Saturnia) la rende meta del turismo privilegiato che non disdegna il risparmio; un turismo low cost di qualità dove il visitatore può godere dell’importante tradizione che copre 3000 anni di storia, testimoniata dai numerosi e preziosi reperti archeologici e medioevali e delle sue variegate caratteristiche naturali con il litorale marino, la campagna maremmana, i vicini monti della Tolfa e Cimini. In centro città si scoprono angoli suggestivi. Si viene dominati dalle torri e si percorrono anguste viuzze che sfociano improvvisamente in ampie piazze dominate dalle facciate delle chiese, fino ai limiti delle antiche mura urbane a strapiombo sulla roccia. Ai piedi della cittadina, il centro balneare e la pineta. Le zone residenziali di Marina Velca, di Spinicci, Tarquinia Lido, Sant’Agostino, Riva dei Tarquinii e gli alberghi situati al centro offrono innumerevoli comfort. Il clima è sempre mite anche in inverno e la calura estiva è mitigata da costanti brezze che rendono favorevoli gli sport della vela e il windsurf. MONTE ROMANO, dove le colline colorate con le molteplici tonalità del giallo; lo stesso colore del grano duro che rimanda alla bontà del pane basso e scuro, rigorosamente senza sale e al sapore dell’olio; un paesino dove è possibile riscoprire il piacere, la serenità e la qualità della vita di un tempo. Eccolo lì il borgo dall’aspetto sei-settecentesco che forse per troppo tempo ha nascosto la bellezza della propria terra; memoria di storie importanti e di grandi civiltà, etrusca e romana, custode d’importanti testimonianze, medioevali e rinascimentali, il tutto immerso in contesti ambientali che contribuiscono a creare bellezza a soli 15 Km dalla costa tarquiniese e dall’entroterra viterbese, nostalgia degli antichi depositi di grano duro, di butteri, di stalle, di cavalli e buoi, di selle, paglia e fieno, borracce, stivali e cuoio. L’ingresso al borgo è veramente suggestivo: una sequela di saliscendi collinari trasporta il visitatore innanzi all’imponente Arco d’ingresso, ristoro d’ombra dal sole abbagliante, viatico di sapori della cucina monteromanese, titolare esclusiva dell’ormai mitico "pane di Monte Romano" che al pari della mentuccia e del finocchio selvatico (erbe ormai introvabile anche a causa dei vari turisti razziatori) ben si sposa con l’olio a bassa acidità della vicina Blera. Su MONTE ROMANO svetta la mitica collina chiamata, la "Rotonda", fucina di miti e leggende e dall’aspetto inconfondibile che la caratterizza con quella sua cima formata da querce secolari disposte a corona. Per secoli questo boschetto ha custodito il segreto della vera origine di Monte Romano: qui, infatti, nel punto più alto del territorio 368m/slm, sorgeva il primo nucleo abitato, l’antica Arx Montis Romani. Oggi, tra le caratteristiche di Monte Romano, vi sono la Fontana dell’Oste e il Granaio Agucchi (1602). Intorno alla prima metà del 1700, nuovi elementi architettonici quali la Torre dell’Orologio (1767) del Cavalletti e la Fontana del Mascherone. Percorrendo il sentiero del parco della Rotonda, si possono apprezzare le varie specie floreali: il mandolo (Prunus amygdalus), il melo selvatico (Malus sylvestris), il biancospino (Crataegus monogyna), l’azzeruolo (Crataegus azarolus), dell’albero di Giuda (Censis siliquastrum), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), l’olivo (Olea Europea) e il gelso (Morus platani foglia). Nelle serate d’estate, ristorantini, tavernette e trattorie dalla cucina casalinga, propongono i piatti tipici rigorosamente "fatti in casa": fettuccine al ragù, bucatini alla romana, carni di cinghiale e maremmane, patate al forno o alla brace con erbe aromatiche, vinello bianco e rosso e biscottini irresistibili. Il low cost? Fate voi: 48 euro in camera doppia; 20-25 euro per pranzo o cena, fanno di TARQUINIA e MONTE ROMANO in particolare e un po’ di tutta la Tuscia viterbese in generale, un luogo davvero apprezzabile per natura e relax, ancora alla portata di giovani e famiglie.

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