Puglia fuori stagione tra i tesori di Taranto, Ostuni e Grottaglie

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Ostuni- credits: ARET Pugliapromozione- Carlo Elmiro Bevilacqua

di Elena Pizzetti

 

Alla ricerca di luoghi antichi, ceramiche d’autore e ulivi millenari.  Spunti per apprezzare il Tacco d’Italia tra centri storici e campagna.

 

 

Anche lontani dall’estate, la Puglia riserba al viaggiatore curioso sorprese di carattere storico, artigianale, artistico e naturalistico. A cominciare da una città dalla storia illustre conosciuta purtroppo per altre vicende, Taranto.

Fu l’unica città spartana della Magna Grecia. Nata nell’VIII sec. a C. con il nome di Taras dal suo mitologico fondatore, fu anche l’ultima a cadere sotto Roma, dopo 5 anni di guerre pirriche. Una storia gloriosa quella della città dei due mari, bagnata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo, e raccontata nel suo sottosuolo, fitto di ipogei, necropoli, cripte e tombe a camera. E, se il sottosuolo ospitava un raffinato culto dell’aldilà, in superficie era un brulicare di vita, scambi commerciali e culturali, talenti militari e ginnici, tanto che Taranto divenne la Polis più importante della Magna Grecia. Fasti molto lontani, certo, ma ancora rintracciabili, nel Museo Spartano presso l’ipogeo Bellacicco, vistabile a emergenza terminata, come gli itineranti dell’archeologia urbana sotterranea.

Un fascino particolarissimo è anche quello della Taranto Vecchia stretta su un’isola, raggiungibile attraversando il ponte Girevole o il ponte Punta Penna. Tanto che nei primi anni ’70, Giulio Carlo Argan, tra i più grandi critici d’arte italiani, ne rimase folgorato e la definì “uno dei centri storici più affascinanti d’Italia”. È un avvicendarsi di chiese e palazzi d’epoca, spesso disabitati e malandati, di vicoli angusti, voluti così stretti per ostacolare i temuti invasori saraceni. Con punti di stupore come le colonne del Tempio di Poseidone e San Cataldo, tra le più antiche cattedrali di Puglia, con la sua sinfonia di luce e ombre, scandite dalla fantasia di colonne da reimpiego che delimitano le navate normanno-romaniche.

Taranto, San Cataldo credits: ARET Pugliapromozione – Giorgia Esposito

Anche il Castello Aragonese, architettura militare rinascimentale accudita dalla Marina Militare, racconta, nelle sue segrete, 3.000 anni di storia.  Così come il Museo Archeologico Nazionale MARTA, dove è esposta una delle più grandi collezioni della Magna Grecia, tra cui gli Ori di Taranto, con pezzi di grande raffinatezza (www.museotaranto.org).

 

I tesori fuori stagione proseguono su una piccola collina a pochi chilometri da Taranto, sul ciglio del gradone murgiano che degrada verso il Mar Piccolo. Grottaglie ha la sua origine proprio nei verdeggianti e spettacolari canyon che la abbracciano, le gravine, dove si trovano arcaiche tracce di vita.

 

Grottaglie (TA) credits: ARET Pugliapromozione- Andrea Ruggeri

Ed è proprio dalla terra che trae la sua maestria e la sua fama attraverso un prodotto divenuto famoso in tutto il mondo: la ceramica. Vistare Grottaglie significa viaggiare nei colori della ceramica, dai suoi “pumi” o “pomi” ai balconi, simboli di abbondanza e fertilità, al museo nel Castello Episcopio fino al quartiere delle ceramiche, ricco di botteghe-scuola, un tempo ricavate nelle antiche gravine, e studi d’arte, dove si trovano sia manufatti tradizionali sia creazioni dalle linee contemporanee.

È un bagliore anche lontano dall’estate Ostuni, “scialbata” a calce secondo un’antica tradizione che la salvò dalla peste: chiamata la città bianca, ma anche Regina degli ulivi che ai suoi piedi ondeggiano come un oceano argenteo per 50 km. Ci si inerpica lungo il dedalo di stradine di pietra chianca sotto gli archi bianchi fino alla Concattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, con il rosone trecentesco, tra i più grandi di Puglia, che sembra ruotare catturando la luce.

Ostuni, Cattedrale – ARET Pugliapromozione – Vincenzo Pioggia

Al Museo Archeologico, ricavato nell’ex monastero delle Monacelle, riposa “Ostuni 1” che, con i suoi 28 mila anni, è tra le mamme più antiche del mondo, ritrovata con il suo feto di otto mesi nel Parco Archeologico di S. Agnano, luogo da sempre vocato al culto femminile. Sempre sul fil rouge della storia, all’Antica Masseria Brancati (www.masseriabrancati.it) si può visitare l’oliveto monumentale con ulivi millenari (ancora produttivi) e l’antichissimo frantoio ipogeo. A questo proposito, l’associazione Millenari di Puglia organizza (emergenza sanitaria permettendo) escursioni a piedi in Valle d’Itria e del Salento, alla scoperta di luoghi poco conosciuti, ma di grande pregio naturalistico e archeologico, con particolare attenzione per gli olivi monumentali (www.ulivisecolaridipuglia.com). Info: www.viaggiareinpuglia.it.

 

Ostuni, la Città Bianca – credits: ARET Pugliapromozione – Carlos Solito

 Articolo pubblicato su Il Giornale il 17 gennaio 2021

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