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giovedì, Febbraio 29, 2024

Professione pellegrino”: in Umbria per scoprire dove hanno vissuto i santi

"Professione pellegrino": in Umbria per scoprire dove hanno vissuto i santi

 

Una volta li chiamavano semplicemente pellegrini. E, discorso fede a parte, non erano molto considerati. Oggi, rappresentano una voce in taluni casi considerevole per il comparto dell’ospitalità. I cosiddetti turisti religiosi raggiungono il 5,7% del flusso totale in regioni come l’Umbria. Un comprensorio turistico che annovera fra le sue molte credenziali luoghi famosi come quelli dove hanno vissuto San Francesco, Santa Chiara, Santa Rita, San Benedetto, solo per citarne alcuni. Elementi, passateci il termine, di forte attrazione soprattutto per i nostri connazionali. I visitatori italiani rappresentano infatti il 72,1% del turismo religioso in Umbria. E di questi possiamo dire che il 20,1% arriva dalla Campania, il 15,2% dal Piemonte, il 14% dalla Lombardia. Nello studiare il fenomeno ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) fornisce un preciso identikit di questo tipo di turisti: nella maggior parte dei casi di età compresa tra i 51 e i 60 anni (42%), pensionati (29,4%), operai (20,2%), sposati con figli (62,2%).
Oltre alla motivazione di ordine religioso gli italiani che arrivano in Umbria sono spinti dalla curiosità di vedere un luogo sconosciuto e dal suo patrimonio naturalistico (fattori, questi, che determinano le scelte rispettivamente del 65,5% e del 50,9% dei vacanzieri). Interessante notare poi che più di tre turisti su dieci viaggiano nell’ambito di viaggi organizzati, che si intrattengono in media tra le quattro e le cinque notti, che pernottano per lo più in strutture alberghiere (73,1%) privilegiando quelli di categoria tre stelle (dato questo valido per il 73,6% di coloro che hanno scelto di dormire in un hotel). Quanto spendono? Poco più di 50 euro per il viaggio, 48 circa al giorno per l’alloggio, poco più di 30 al giorno per le spese extra.
Sul fronte estero possiamo dire che la domanda internazionale dei pellegrinaggi in Umbria costituisce ben il 27,9% dei flussi globali riconducibili al turismo religioso. In particolare il pellegrino è prevalentemente: di nazionalità francese (38,4%), polacca (29,2%), sopra i 60 anni (36%), arriva in pullman (quelli dei tour organizzati 44,1%) oppure in camper (28,7%). Sul fronte delle spese medie individuali: 105 euro per il viaggio, 40 per l’alloggio, 63 circa per le spese extra.
Elementi di criticità (avvertiti da tutti i turisti e, dunque, elemento su cui lavorare per migliorare l’offerta): l’insufficiente livello di connessione e collegamento tra i diversi luoghi sacri umbri e tra questi e quelli presenti fuori regione.

 

Rif. Isnart, Flavia Maria Coccia, tel. 06 2039891 – email: f.coccia@isnart.it

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