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venerdì, Maggio 24, 2024

PASQUA A MANTOVA, PER L’OSTENSIONE DEI SACRI VASI


La cittadina dei Gonzaga rivive un antico rito con l’esposizione delle gocce rapprese di sangue di Cristo 
Un’occasione per visitare anche la Rotonda di San Lorenzo con gli affreschi sulla Crocifissione, 
scoprire i legami con il Santo Graal, e il Museo Diocesano
 
 

Una vacanza di Pasqua a contatto con l’arte ma anche con le tradizioni popolari secolari, ammantate di fede e leggenda. A Mantova, in aprile, l’aspetto religioso diventa contagiante, per pathos ed emozione e si fa più forte durante i giorni della Settimana Santa, mescolando la rievocazione dei riti sacri alle radici della cultura e della storia. Come ogni anno, da secoli ormai, la cittadina dei Gonzaga rivive l’Ostensione dei Sacri Vasi che contengono alcune gocce rapprese di sangue, ritenuto proprio di Gesù Cristo, misto ad un poco di terriccio.
I due reliquari d’oro, conservati nella cripta sotterranea dell’imponente Basilica di Sant’Andrea (quelli attuali sono stati realizzati nel 1876 dal milanese Giovanni Bellezza, su commissione dell’Imperatore Francesco Giuseppe, per compensare quelli del ‘500 che erano stati trafugati), massima espressione del genio di Leon Battista Alberti, vengono esposti, il pomeriggio del Venerdì Santo, alla venerazione dei fedeli sull’altare maggiore della Chiesa.

Si racconta che la sacra reliquia venne portata a Mantova da San Longino, il soldato romano che secondo i Vangeli trapassò con una lancia il costato di Gesù sulla croce. La leggenda popolare narra che Longino, sconvolto dal proprio gesto e convertito alla fede, raccolse il sangue del Redentore e si mise in viaggio per predicare la parola del Signore, fino ad arrivare fino a Mantova. Qui nascose la preziosa reliquia: seppellì la terra insanguinata – contenuta nei due vasi e quindi in una cassetta di piombo – nell’orto annesso allo "Spedale del Pellegrino".

Alla sera del Venerdi Santo si tiene una processione lungo le vie del centro storico mantovano, in cui il Vescovo "mostra" a turisti e fedeli questi preziosi e sacri Vasi.

I riti del venerdi Santo sono lo spunto di partenza per allargare lo sguardo al territorio. A qualche metro di distanza, in piazza delle Erbe (il centro medievale), si trova la Rotonda di San Lorenzo, la più antica chiesa cittadina (forse eretta da Matilde di Canossa nel 1082) di forma circolare, sul modello di quella che Costantino aveva fatto realizzare a Gerusalemme, nel luogo del sepolcro, dal quale il Cristo resuscitò. All’interno si ammirano i resti di alcuni affreschi, tra cui la scena della Crocifissione, proprio sopra l’abside. E’ riconoscibile dai piedi nudi divaricati di Cristo, in origine vestito con un manto lungo fino ai piedi, e dall’estremità del braccio sinistro della croce.

E non solo. Tutta la chiesa è avvolta nel mistero e riporta, con la mente, ai templari. Le formelle in cotto, di origine siriaca, risalenti all’804, rappresentano un vaso custodito da grifoni, dal quale esce un albero della vita. Questa è una delle rappresentazioni del Santo Graal che, come è noto, era costituito dal vaso nel quale Giuseppe da Arimatea raccolse il sangue di Cristo. E la stessa intitolazione della Rotonda ci porta sulla stessa strada: Lorenzo fu uno dei primi custodi del Graal, avendolo ricevuto da papa Sisto II, e fu martirizzato proprio perché si rifiutava di consegnarlo all’imperatore romano Valeriano. L’immagine di San Lorenzo tra le fiamme, si ritrova anche dipinta nell’abside della Rotonda (un affresco dei primi del ‘400).

Da vedere, inoltre, il Museo Diocesano (piazza Virgiliana, 45, 0376/320602) dove è possibile ammirare alcune tele che riproducono particolari di scene riferite ai Sacri Vasi. Qui sono conservati due oli su tela, uno raffigurante "Il preziosissimo Sangue con Sant’Andrea e San Logino" del XVI secolo e l’altro un "Gonfalone della Compagnia del Santissimo Sangue" di Antonio Brunetti del 1780. Non manca anche una "Miniatura" del 1360 dell’ "Inventio del Preziosissimo Sangue".
All’interno del Museo Diocesano si può ammirare anche "l’Ascensione e i Santi" attribuito alla Scuola Mantegnesca.

 

 

 

 

 

Infine, poiché non c’è Pasqua che si rispetti senza una golosa abbuffata di dolci, ecco che nei vari forni e nelle pasticcerie della città, si possono degustare e acquistare la torta sbrisolona, fatta con farina gialla, mandorle e strutto (deriva il suo nome dalle deliziose briciole che si formano quando viene spezzata a mano, perché è d’obbligo non tagliarla), l’Anello di Monaco, dolce lievitato e farcito, la torta di tagliatelle, la deliziosa torta Helvetia o il rustico e tradizionale Bussolano.

 

Info
www.cittadimantova.it
Tel: IAT 0376-432432

Mantova Tourism (un’ATI che raggruppa imprese di gestione alberghiera, agenzie di viaggio incoming, trasporti, ristorazione, guide turistiche) propone percorsi tra sacro e profano
www.mantovatourism.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ufficio stampa
Isa Grassano – giornalista freelance, 338/7789333 – isagrassano@libero.it
Lucrezia Argentiero – giornalista freelance, filmaker, 333/8308151- info@hippoproductions.it

 

 

 

 

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