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lunedì, Aprile 22, 2024

MONDOVI',ANTICO GIOIELLO NEL PROFONDO DEL PIEMONTE

Testo di Grazia Paganuzzi


Una candida spianata di neve e sullo sfondo una collina brulla: in cima si trova Mondovì.

Antica e popolata di palazzi d’epoca ricchi di storia e affreschi, Mondovì, situata ne profondo Piemonte in provincia di Cuneo, è divisa in due, la parte bassa, Breo, dove si può passeggiare sotto i vecchi portici, guardando le botteghe piene ancora dell’atmosfera di un tempo che fu, e quella alta, Piazza. Risalendo per una stradina, quest’ultima si apre luminosa e candida tra neve e cielo, al di sopra della valle dell’Ellero, il fiume che la lambisce. E’ considerata la più antica: al centro svetta la torre dei Bressani a cui gli alberi spogli fanno da corona, mentre intorno tra qualche casa e una chiesina si abbraccia splendido e immenso il panorama sulla luminosa pianura della città bassa e il candore della neve, come un paesaggio incantato, nel silenzio che qui regna. All’interno della Torre dei Bressani , alta 29 metri, si ripercorre la storia degli orologi, sia meccanici che elettronici. Le origini sono medieoevali, come quelle del palazzo del Vescovado, dove tra le varie sale si trova quella degli Arazzi, quattro in tutto, con storie tratte dall’VIII°libro di Tito Livio.
Anche passeggiando per Breo, tuttora centro della vita commerciale del paese, si incontrano interessanti monumenti, come la chiesa dei SS.Pietro e Paolo (XVII° sec), dalla movimentata facciata barocca, dominata in alto da un moro che segna le ore, mentre sullla piazza Maggiore si affaccia con una balconata la chiesa barocca della Missione, che ospita al suo interno un importante ciclo di affreschi di Pozzo (1679), ed è coronata dalle antiche case con portici quattro-cinquecenteschi. Notevole è anche il palazzo dei Bressani,del XIII°-XIV°sec., dalla splendida facciata gotica con finestre ogivali, mentre l’antico Palazzo di Città è dominato da un’immagine della Vergine, dipinta sotto un orologio, per protesta dei fedeli in seguito alla distruzione della statua. Anche la Cattedrale si distingue per l’interessante facciata in Arenaria. Nell’ex-collegio dei Gesuiti ,invece, la ricchezza delle decorazioni offre notevoli effetti di chiaroscuri nell’atrio. Interessante è anche la chiesa di S.Chiara, sempre del 1700,dove nella cupola sono dipinte l’Assunzione di Maria tra gli angeli e i papi Gregorio Magno, Leone III° e CelestinoV°, oltre alla bella cripta sottostante, con un pilastro a forma di fungo che sostiene la volta. Tuttavia la chiesa più antica è la Cappella di S.Croce. Di origine medioevale, ospita all’interno un magnifico ciclo di affreschi del XV°sec., sul tema dell’esaltazione della Croce, notevole esempio di arte tardo-gotica, stile che contraddistingueva la zona delle Alpi Marittime in quell’epoca. Già esistente nel 1297 , la Cappella faceva parte del convento dei Domenicani . Dove fu costruita la cittadella militare, nel 1500, un tempo si trovavano chiese, conventi, palazzi nobiliari e giardini. Due secoli dopo, invece, fu creata la sinagoga, al secondo piano di una comune abitazione del ghetto ebraico, composta di 4 ambienti: la sala delle celebrazioni, il matroneo, l’aula scolastica e la terrazza a veranda che si apre sul panorama…Tuttora riccamente decorata, ospita ancora gli arredi antichi in legno laccato e dorato. Di particolare pregio sono i pannelli, le cornici, le colonne tortili, intagliati mirabilmente.
Il Duomo originario fu distrutto insieme ad altri palazzi e chiese per costruire la cittadella, mentre quello attuale, la Cattedrale di S.Donato, è la quarta chiesa vescovile di Mondovì. Fu iniziata da Francesco Gallo nel 1793, ma venne completata dopo la sua morte. Tuttavia su suo disegno furono realizzati l’altare maggiore e il presbiterio utilizzando marmi locali. E’ interessante il fatto che 14 dei 22 stalli lignei del coro sono stati presi dalla Certosa di Casotto.
Una funicolare costruita nel 1886 conduceva un tempo studenti, professori e visitatori di ogni genere nella parte alta, Piazza, mentre quella nuova fu inaugurata e riaperta nel 2007.
La parte alta invece detiene il primato per l’impiantito ancora medioevale e le attività culturali che vi si realizzano. Il suo nome viene dal Monte Vico, su cui si rifugiarono i ribelli al vescovo di Asti, nel 1198.
Gli abitanti tuttavia si chiamano Monregalesi da quando la città acquistò l’autonomia comunale per denaro con diritti e privilegi tali da meritare l’appellativo di Mons Regalis.
Nel resto della sua storia Mondovì fu poi soggetta a diverse dominazioni, pur rimanendo un centro economico e culturale molto vivo.-Tra il 1560 e il 1566 passò sotto il dominio del duca Emanuele Filiberto, divenne sede dell’università e fu fortificata, mediante l’edificazione della città della militare, nonostante l’opposizione dei cittadini, mentre nel frattempo sorgevano i nuovi quartieri di Breo e Piandevalle.
Nel 1472, vi fu stampato il primo libro con data sicura di tutto il Piemonte,e già nel XVI sec. si popolò di lanifici, concerie, cartiere, fabbriche di cappelli, tappeti, candele e i famosi dolci di Mondovì…, i “monregalesi” al cacao e nocciole, che si possono ancora trovare nella pasticceria Comino.
Nei dintorni si trova il monumentale santuario di Vicoforte, eccezionale per proporzioni e grandezza iniziato nel 1596 e completato solo nel 1884. La sua cupola elissoidale pare sia l’opera più notevole di Gallo.(1728-33).

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