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Le imprese di Bonatti nel museo di Zermatt

testo di Giovanni Stefani

Le Alpi viste da nord. Zermatt, canton Vallese, Svizzera. Una delle capitali internazionali dello sci e dell’alpinismo. Migliaia di appassionati vengono da tutto il mondo a godere di un panorama grandioso, dominato dal gruppo del monte Rosa ma soprattutto dai 4478 metri del Cervino, che qui è chiamato Matterhorn.
Il villaggio è accessibile solo con il treno e percorso da mezzi elettrici e carrozze trainate da cavalli. Nel centro, accanto alla chiesa, un piccolo museo è stato ricavato dal vecchio casinò. E qui Zermatt ha voluto dedicare una sezione speciale a Walter Bonatti.
La Svizzera, che certo non manca di scalatori, riconosce al grande alpinista bergamasco capacità fuori dal comune.
Nell’inverno del 1965, ricorda il direttore del museo di Zermatt Edy Schmidt, Bonatti compì sul Cervino una triplice impresa dalle caratteristiche eccezionali: in cinque giorni salì per primo la mitica parete nord, dove aprì dunque una nuova via e firmò la prima assoluta invernale. Bonatti aveva 35 anni e l’impresa sul Cervino fu la sua ultima avventura in verticale prima di dedicarsi alle esplorazioni in terre lontane e sconosciute.
Bonatti, scomparso nel 2011, ha avuto tanti amici qui e, dice il direttore del museo, a Zermatt il suo nome è molto conosciuto.
Nel museo si conservano i cimeli delle prime salite del Cervino. La montagna fu conquistata il 14 luglio 1865 da sette uomini: l’inglese Edward Whymper, altri tre britannici e tre guide svizzere. La discesa fu funestata da un tragico incidente: quattro uomini della cordata morirono, precipitando dalla parete. E’ considerata la prima grande tragedia dell’alpinismo moderno. In una teca del museo c’è la corda che si spezzò, simbolo di un’epoca di avventura e di conquiste. Oggi Zermatt non è più un villaggio di contadini, ma un luogo di vacanza di fama mondiale. Oltre tremila alpinisti hanno scalato il Cervino e d’estate ogni giorno 140 scalatori lo affrontano. E molti sono italiani, sulle tracce del grande Bonatti.

Servizio trasmesso in "Tgr Montagne" (Rai Due) il 29 marzo 2013

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