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domenica, Maggio 26, 2024

Georgia: trekking nel Caucaso, fra i villaggi dello Svaneti

di Laura Colognesi

 

Da Kutaisi, uno dei centri più importanti dell’antica Colchide abitata da 4000 anni, la destinazione di Giasone e degli Argonauti in cerca del Vello d’Oro, dove sorge il Monastero di Gelati (Patrimonio dell’Umanita Unesco) fondato nel 1106 dal re Davit il Ricostruttore come centro della cultura cristiana, si prosegue verso nord per il selvaggio Svaneti, la regione montuosa a nord-ovest della Georgia, Patrimonio dell’Unesco dal 1996, una terra antica racchiusa nel Caucaso Maggiore, così isolata da non essere mai stata sottomessa da nessun dominatore e da essere riuscita a mantenere il suo stile di vita tradizionale anche durante l’epoca sovietica. A piedi si cammina lungo profonde vallate solcate da torrenti, intervallate da pittoreschi villaggi, dove il tempo sembra essersi fermato. Nelle vette inespugnabili delle loro montagne gli abitanti della Svanezia hanno saputo preservare intatta la loro cultura. L’essenza della Georgia è qui, in piccoli borghi isolati dal mondo, dominati da un’economia agricola basata sull’allevamento e da profonde radici cristiane (qui morì San Simeone, uno degli Apostoli). Su quasi ogni villaggio, circondato da pascoli e campi recintati di granturco e patate, svetta una torre difensiva in pietra (chiamata koshki), simbolo dello Svaneti, costruita nel Medioevo il IX e il XIII secolo, alta 20-25 m su 4-5 piani, per proteggerne gli abitanti in caso di invasioni e guerre; oggi ne sono rimaste 175, alcune ancora visitabili, avvolte da solitarie cime innevate che svettano oltre i 4.000 m su pascoli alpini ammantati di fiori. Lungo i sentieri, ricchi di erbe medicinali, si snodano decine di chiese ortodosse e numerose fortezze.

Georgia Unesco

Avvolta da cime maestose, fra cui il Chkhara (5.201 metri), la più alta della Georgia, Svaneti si estende sulle vallate dei fiumi Rioni, Inguri e Tskhenistskali, divisa nell’alto Svaneti (Zemo Svaneti, l’odierna provincia di Mestia) e il basso Svaneti (Kvemo Svaneti, provincia di Lentekhi), ricoperto da foreste, composte principalmente da conifere, in cui non è raro imbattersi in pecci, abeti del Caucaso, faggi, querce e carpini. Molti i sentieri di trekking sparsi nella regione. Nei villaggi in pietra disseminati nel territorio, dove il tempo sembra essersi fermato, vivono gli Svan, che parlano una lingua priva di forma scritta che si è separata dal georgiano circa quattromila anni fa, in gran parte incomprensibile al resto della popolazione. Nelle chiese, anche quelle dei villaggi più piccoli, sono visibili affreschi vecchi di un millennio. Da Mestia (1.400 m), capoluogo amministrativo dello Svaneti a 456 km da Tbilisi, impreziosito da palazzi antichi e torri svan oltre a dozzinali edifici di epoca sovietica, si prosegue verso sud-est per raggiungere il pittoresco villaggio di Ushguli (2.100 m), la località abitata più alta d’Europa, che sorge sulle propaggini più elevate della Valle dell’Enguri, ai piedi del massiccio innevato del Monte Shkara (5.068 m), la vetta più elevata della Georgia e la terza più alta del Caucaso. Formato da quattro villaggi (Murqmeli, Chazhashi, Zhibiani e Chvibiani), Da Ushguli (2200 m) dichiarato nel 1996 Patrimonio dell’Umanità Unesco per la presenza di una ventina di antiche torri svan, si percorre un sentiero fino al villaggio di Mami nella Bassa Svaneti attraverso il passo Latpari (lunghezza del percorso 23 km, a piedi 8/9 ore circa, da maggio ad ottobre, punto più alto 2900 m). Paradiso del trekking, il 40% del territorio della Georgia è ricoperto da boschi e foreste con quattordici riserve naturali e nove parchi nazionali in cui vivono numerose specie endemiche, fra cui il bisonte Caucasico (Jikhvi in georgiano), unico per le sue splendide corna ricurve lateralmente. Info www.georgia.travel, www.viaggilevi.com.

torri svan

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