Cronache del viaggiatore curioso Viaggio, l’arte durante il coprifuoco

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Il socio Gist Alberto Lupini, direttore della prestigiosa rivista Italia a Tavola, ha invitato i soci Gist a raccontare come un giornalista di turismo vive il tempo del coronavirus.

Gli articoli raccolti sono pubblicati sul sito della rivista Italia a Tavola  nella rubrica Cronache del Viaggiatore Curioso

 

 

di Gabriella Poli

 

Mentre siamo tutti impegnati in questa sorta di prima e autentica guerra mondiale, la serenità ci può derivare dal ricordo di viaggi in Paesi lontani posti con le esperienze con la gente e ì luoghi

Reclusi ai domiciliari per Covid 19. Qualcuno ha deciso di mostrare i muscoli al resto del mondo.  Ha tirato il sasso, ha nascosto la mano, ha negato. Ma come un boomerang il virus assassino è tornato indietro e ha cominciato a colpire indiscriminatamente.  Se è vero, come è vero, che la popolazione umana di tutto il globo si sta contagiando. Alcune ipotesi complottiste rinviano a scenari di guerra fredda  batteriologica. E in effetti questa potrebbe essere la vera prima guerra mondiale. E tutti, chi più chi meno, con i nostri atteggiamenti egoisti, competitivi, prepotenti, carrieristi, consumisti etc. ne siamo responsabili. Ed è in questa immobilità letterale e forzata che serve mettere a frutto le nostre dimensioni più magiche. Quelle che abbiamo raggiunto, per esempio, nella contemplazione degli scenari mozzafiato ammirati durante i nostri viaggi, il sublime semplice di alcune popolazioni, e i capolavori artistici e architettonici che l’uomo di tutte le epoche ha saputo creare.

Non ci resta che viaggiare virtualmente in visitate terre lontane facendo scorrere immagini e appunti di memorabili esperienze in altri paesi e continenti, Israele, Cina, Myanmar i più recenti.

Israele (aprile 2016), quando nel deserto della Giudea: «… Improvvisamente da lontano, tra le rocce, si scorge del fumo, non può essere un incendio perché sta piovendo. E’ una bomba d’acqua – urla Alì – il mio autista beduino con la Range Rover al posto del cammello – basta scattare foto corri, corri…. Risaliamo sulla jeep e partiamo a razzo per passare il guado prima che venga raggiunto dall’improvvisa formazione torrentizia che, subito dopo il nostro passaggio, fa crollare la pista nel deserto e corre anch’essa a scaricare nel mar Morto. Poi la schiarita. La pioggia cessa e i merli con le ali spruzzate di arancio si avvicinano in cerca di qualcosa da mangiare …»

 

Cina (settembre 2016) «In bus sull’autostrada per Turpan, che sostituisce l’antica Via della Seta, dapprima il deserto ventoso con pozzi petroliferi e milioni di pale eoliche per il fotovoltaico. Poi, mano a mano che ci si avvicina alla città, cambia il clima e la desolazione del deserto viene sostituita da torrenti turchese, campi di girasole, piccole foreste di betulle piantate per arginare l’avanzare della sabbia. Nel Turkestan orientale, ovvero lo Xinijang nella Cina del Nord Ovest, ci si arriva dopo una ventina di ore di aereo da Malpensa a Dubai, a Shanghai, a Urumqi. Ma lo sforzo vale per raggiungere i confini dell’antico Impero con Mongolia, Russia e Kazakistan.

Gabriella Poli in viaggio

Nei Monti Altai sempre più a Nord. La temperatura scende a 5 gradi, ci sono laghi e torrenti e la steppa con mandrie e greggi guidate dai Kazaki a cavallo. Nel villaggio tradizionale di Hemu, considerato uno dei più belli della Cina, vive la piccola tribù dei Tuwa che mantiene una cultura con una propria lingua e religione e sostiene di discendere direttamente da Gengis Khan …».

Myanmar (novembre 2018) «… E’ il viaggio dei sogni quello che si può fare nel paese asiatico più mistico d’Oriente. Il paese delle mille etnie, delle pagode, delle risaie. Il tempo scandito dai rituali buddisti. I laghi solcati dalle imbarcazioni dei pescatori che pescano e contemporaneamente guidano l’imbarcazione con una gamba. Un paese immerso nel blu, nell’oro e nell’amaranto. Il meno occidentalizzato dell’Oriente …».  «… Le donne sono minute come bambine, eleganti nei loro vestiti lunghi di seta. Comprano foglie d’oro da applicare sulle statue esprimendo desideri sicuramente semplici come i loro occhi. Nel Tempio Manuha il Budda sdraiato è immenso. Lo spazio è angusto e sembra intrappolato come lo sono i sogni nel sonno…». «… In navigazione sul lago Inle in una canoa a cinque posti che sfreccia a tratti tra fiori di loto e orti galleggianti degli abitanti dei villaggi di palafitte si vedono scorrere i riti quotidiani della popolazione. Il cuore si tuffa insieme ai bambini che giocano e piroettano come delfini lanciandosi nel lago dalle loro case…».

 

Gabriella Poli
direttore di Ars Artis Magazine
www.arsartismagazine.wordpress.com
ars.artis@yahoo.it

 

 

Articolo pubblicato al link: https://www.italiaatavola.net/turismo/tendenze-e-servizi/2020/3/21/cronache-del-viaggiatore-curioso-viaggio-l-arte-durante-coprifuoco/66109/

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