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mercoledì, Febbraio 21, 2024

COSTA RICA, UN EDEN TRA DUE OCEANI

COSTA RICA, UN EDEN TRA DUE OCEANI

In un continente, quello latino-americano, caratterizzato da perenni conflitti, guerriglie, rivolte, golpe, sequestri, tensioni sociali, miseria atavica e carestie, narcotraffico, ecc. ecc., c’è un paese del quale non si parla quasi mai, il Costa Rica. Forse perché non c’è mai nulla da dirne in negativo, che sono invece le uniche cose a fare notizia. Eppure ci sarebbe molto da dire di una nazione che ha abolito per legge l’esercito nel 1948, trasformando le caserme in musei o in centri culturali e destinando i relativi fondi ad investimenti sociali, dove vige una stabile democrazia da oltre un secolo, votato da decenni a neutralità, pacifismo, protezione dell’ambiente e giustizia sociale, dove fin dal 1848 l’istruzione elementare risulta obbligatoria e gratuita, che vanta un benessere economico diffuso e con parametri di welfare di elevato livello, tanto da fare meritare nel 1987 ad un suo presidente il Nobel per la Pace e da farla definire come la Svizzera d’America. Molta della stabilità politica, economica e sociale la si deve al fatto che l’ 80 % della popolazione sono bianchi discendenti dai conquistatori spagnoli, e la minoranza composta da meticci, mulatti e amerindi risulti ben integrata, con gli stessi diritti e parla la stessa lingua, lo spagnolo. Questo piccolo paese dell’America Centrale, grande come Piemonte e Lombardia assieme e con una popolazione di 4 milioni (quanto la provincia di Milano) di cui un quarto nella sola capitale San Josè, separa l’oceano Atlantico (o mar dei Carabi) dall’oceano Pacifico e confina a nord con il Nicaragua ed a sud con Panama; l’interno presenta due cordigliere a nord, formate da un centinaio di vulcani spenti (ma 12 ancora attivi) fino ad una altezza di 3.000 m, ed una a sud capace di arrivare a 3.800 m, intervallate da un fertile altopiano centrale, la Meseta, cuore del paese dove si concentra al massimo la popolazione e la produzione agricola. La costa caraibica, lunga 212 km, presenta una pianura alluvionale con giungla, bellissime spiagge basse, barriera corallina e intensa piovosità; quella pacifica, lunga oltre mille km, risulta invece molto mossa con penisole, stupende baie e isole con scarsa pioggia. Al largo l’Isla de Coco è la maggior isola disabitata al mondo. Il clima è tropicale, mite sulla Meseta, freddo in montagna. Venne scoperta da Colombo nel 1502 in occasione del suo quarto ed ultimo viaggio e deve il nome alla speranza, poi disattesa, di trovarvi ingenti giacimenti d’oro, ingannato dai ricchi monili aurei portati dagli indigeni. In realtà l’unico Eldorado trovato dai conquistadores spagnoli fu il fertile terreno vulcanico, capace di regalare abbondanti coltivazioni di caffè (1° produttore al mondo), banane, canna da zucchero, tabacco, frutta e fiori. Sebbene reperti archeologici attestino la presenza dell’uomo a partire dal 5° millennio a.C., qui non si sviluppò nessuna delle grandi civiltà precolombiane che con le splendide architetture delle loro imponenti città-stato attirano frotte di turisti negli altri stati del Mesoamerica.

Anche se il 60 % del paesaggio originario è stato modificato dalla presenza umana e il manto quasi continuo di foreste primarie si è ridotto ad un terzo dell’originale, la vera ricchezza e la grande attrattiva turistica del Costa Rica risulta costituita dalla varietà della natura e dalla sua straordinaria biodiversità, forse unica al mondo. In un territorio che rappresenta appena lo 0,001 % delle terre emerse si concentra infatti ben il 5 % della biodiversità dell’intero pianeta, cioè di tutte le specie vegetali e animali viventi, in una miriade di ecosistemi diversi: 230 mammiferi, 200 rettili, 150 anfibi (di cui 130 tipi diverse di rane, massima varietà al mondo), 850 uccelli, 35.000 di insetti (tra cui il 10 % di tutte le farfalle del pianeta, quanta l’intera Africa), 130 pesci, 12.000 piante di cui 1.200 orchidee, i due terzi di tutte le piante con fiori della terra e un’enormità di felci (quanto la Nuova Guinea, grande però cinque volte di più). E in molti casi si tratta di specie endemiche, cioè che si trovano soltanto qui. Se la biodiversità rappresenta una caratteristica peculiare in sé della fascia climatica tropicale, per giustificare una simile ricchezza bisogna prendere in considerazione la molteplicità delle nicchie ecologiche e ambientali presenti in Costa Rica, nonché la funzione di ponte biologico di transito e di scambio esercitata da questa lingua di terra per la flora e la fauna del Nord e del Sud del continente americano. Oggi un quarto del territorio costaricense risulta protetto in 18 parchi nazionali ed in una miriade di riserve, all’avanguardia per la gestione e le strutture ricettive e di visita, comprese piattaforme e sentieri aerei ricavati nella canopea, la sommità della foresta; per la loro importanza due parchi sono tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, e vi si possono incontrare una miriade di piante e di animali a noi del tutto sconosciuti.

L’operatore milanese "Adenium – Soluzioni di viaggio" (tel. 02 69 97 351, www.adeniumtravel.it), specializzato in turismo culturale con accompagnamento qualificato, propone dal 22 febbraio al 7 marzo 2009 un tour naturalistico-ambientale del Costa Rica che tocca un po’ tutti gli ambienti peculiari del paese centroamericano, dai vulcani centrali alle spiagge caraibiche e pacifiche, fino ad alcuni dei più importanti parchi nazionali. Voli di linea da Milano via Madrid, guide di lingua italiana e accompagnatore dall’Italia, pernottamenti in hotel a 3 e 4 stelle con pensione completa (esclusi 4 pasti), quote da 3.770,00 euro.

 

Ufficio stampa
GIULIO BADINI
Giornalista, fotoreporter e p.r. stampa
Via California 3 – 20144 Milano
Tel. e fax: 02 49 84 033 

 

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