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martedì, Luglio 16, 2024

DANCALIA, INFERNO GEOLOGICO TRA SALE E VULCANI

DANCALIA, INFERNO GEOLOGICO TRA SALE E VULCANI

Esistono ancora sulla terra regioni sconosciute, o quanto meno sconosciute fino a ieri e comunque ancora poco note, dove il turista intraprendente possa sentirsi un esploratore, o almeno un pioniere ? In Dancalia tutto questo può avvenire. Sul lato orientale del grande acrocoro dell’Etiopia, costituito da enormi montagne basaltiche alte fino ad oltre 4.000 m a formare la maggior massa di rocce vulcaniche ed i più estesi altopiani del continente africano, si estende la vasta depressione della Dancalia (grande quasi un terzo dell’Italia), un deserto atipico formato da sabbie, colate di lava, vulcani attivi e spenti, manifestazioni vulcaniche secondarie, laghi salati ed enormi distese di sale che costituisce uno dei luoghi più caldi e inospitali della terra, oltre ad uno dei punti più bassi sotto il livello del mare, dove si ha la sensazione di trovarsi su un altro pianeta e non nel cuore dell’Africa orientale, a non eccessiva distanza dalle acque del Mar Rosso. Ma anche un luogo estremamente affascinante e reale per gli amanti dell’avventura, dell’esplorazione geografica e dell’ignoto, del tutto sconosciuto dalle carte geografiche fino ad 80 anni fa e dove ancora oggi non risulta facile avventurarsi e neppure scevro di pericoli (tanto che occorre andare con agenzie specializzate in convoglio e con permessi, accompagnati da guida locale e scorta armata e ci si può accampare soltanto presso i posti di polizia), dove si può riscontrare meglio di qualsiasi altro posto i risultati di sconvolgenti avvenimenti geologici del passato e quelli in preparazione per il futuro. In questo deserto di lava e sale non piove praticamente mai, da sempre, la temperatura in estate arriva ai limiti della sopportazione umana (50°C, ma con punte record fino ad 81), l’unica acqua potabile proviene da profondi pozzi in quanto i laghi sono tutti salati o salmastri e l’unico fiume si perde evaporando nelle sabbie. Viene da chiedersi come in presenza di simili condizioni ambientali estreme possano sopravvivere una stentata vegetazione con alberi di acacie, euforbie e dracene, una fauna peculiare con asini selvatici, zebre di Gravy, gazzelle, orici, struzzi e otarde e, soprattutto, come possano viverci gli afar, una scorbutica popolazione di pastori nomadi che rimediano il pasto allevando capre e cammelli e estraendo e trasportando sull’altopiano lastre di sale. La Dancalia, che costituisce il tratto sommitale africano della grande spaccatura tettonica della Rift Valley, fino al 1928 risultava inesplorata: venne attraversata per la prima volta da una spedizione italiana che impiegò 4 mesi e un sacrificio di 5 vittime; tutti i numerosi tentativi precedenti erano finiti miseramente per le condizioni climatiche e la feroce ostilità degli afar. Sicuramente in un lontano passato le condizioni non dovevano essere però così proibitive, se hanno permesso la vita a Lucy, l’australopiteco fossile considerato il più antico antenato umano vecchio di 3,5 milioni di anni, scoperto presso Hadar assieme ai resti di scimmie antropomorfe risalenti a 10 milioni di anni fa e a quelli di elefanti, coccodrilli e ippopotami fossili.

Ad un turista colto e curioso la Dancalia ha parecchio da offrire, perché costituisce uno dei musei naturali più interessanti per l’osservazione delle morfologie tettoniche, passate e future. Si comincia dal parco nazionale del fiume Awash, poco sotto la capitale Addis Abeba, un contesto di foreste e savane con canyon e cascate abitato da una ricca fauna, e dal lago Afrera, uno specchio di acque verdi salate circondato da colate di basalti neri e da sorgenti termali situato 100 m sotto il livello del mare. Si raggiunge facilmente il vulcano Erta Ale, il monte che fuma, il più spettacolare di una serie di crateri attivi alti sui 600 m allineati lungo una faglia, uno dei tre luoghi al mondo dove è possibile ammirare a cielo aperto un lago di lava in perenne ebollizione a 1.200°C, in quanto questo fenomeno avviene di solito nelle profondità marine. La visione notturna della lava incandescente costituisce uno spettacolo unico e straordinario. Attraverso sporadiche oasi di palme dum e colate di lava si arriva al lago Assale, lago mobile salato che si sposta con i venti, e al cratere vulcanico di Dallol, uno dei punti più caldi e bassi della terra (-116 m), un universo minerale di sorgenti geyseriane che producono stupendi laghetti con incredibili concrezioni e cristalli di cloruri di potassio, sodio e magnesio dai colori psichedelici, in un intenso afrore di zolfo. Il vulcano ha anche costruito una distesa di guglie dalle diverse forme e dimensioni e dai colori intensi, quasi a formare una città fantasma e fantastica di roccia. La contigua Piana del Sale è un’immensa pianura salina lunga 200 km, un arido e rovente deserto di salgemma a perdita d’occhio, dove da sempre afar e tigrini estraggono blocchi di sale che trasportano poi sull’altopiano etiopico con enormi carovane di dromedari, composte anche da duemila quadrupedi uno dietro all’altro. Lo storico egiziano Kosmos scriveva nel VI sec. che i re di Axum scambiavano il sale con l’oro. Non risulta affatto un caso che la Dancalia possieda uno dei maggiori depositi salini della terra. In lontane epoche la depressione costituiva infatti un braccio laterale del Mar Rosso; poi sconvolgimenti geologici bloccarono l’accesso del mare e il lago evaporò, lasciando sul fondo strati di salgemma spessi diverse centinaia di metri. Si risale quindi per 2.000 m l’altopiano assieme alle carovane bibliche del sale per raggiungere la regione del Tigray e il capoluogo Mekele (la Macallè italiana), dove visitare qualcuna delle misconosciute chiese rupestri ortodosse di Gheralta, risalenti le più antiche al IV-VI e le altre al IX-XV secolo, sconosciute fuori dalla regione fino al 1960, certo meno imponenti di quelle più famose di Lalibela ma ricche di elementi architettonici di pregio e di commoventi pitture. In volo si rientra infine ad Addis Abeba, per una visita alla città e al suo pregevole museo antropologico e etnografico.

L’operatore milanese "I Viaggi di Maurizio Levi" (tel. 02 34 93 45 28, www.deserti-viaggilevi.it), specializzato con il proprio catalogo "Deserti" in viaggi e spedizioni nei deserti di tutto il mondo, è uno dei pochi a proporre in tutta sicurezza una spedizione esplorativa in Dancalia di 14 giorni, toccandone tutti i punti più rilevanti. Uniche partenze con voli di linea Lufthansa da Milano e Roma il 14 novembre, 26 dicembre e 6 febbraio 2010, accompagnatore italiano, pernottamenti in alberghi e tenda (7 notti) con pensione completa, quote da 2.780 euro.

 

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