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martedì, Luglio 23, 2024

Il Congressuale italiano arretra di 5 anni


testo di Annarosa Toso

 

Presentato nell’ambito della BTC dall’OCI – Osservatorio Congressuale Italiano, il rapporto annuale promosso dalla rivista Meeting e Congressi e dal Convention Bureau della riviera di Rimini, il quale traccia un quadro preoccupante della situazione italiana. "La crisi economica – ha spiegato Attilio Gardini dell’Università di Bologna – ha contribuito pesantemente alla contrazione degli eventi, ma il nostro paese risulta poco adatto per le grandi manifestazione per le quali è necessaria una ampia disponibilità di stanze e di grandi centri congressuali".
Nessuna destinazione italiana è riuscita ad arginare il crollo a due cifre della domanda. Il raffronto con il 2004 si commenta da solo. In quell’anno il numero di giornate di presenza congressuale furono oltre 30 milioni. L’Osservatorio stima che per fine 2009, l’Italia non riuscirà a raggiungere la cifra di cinque anni fa.
In altro studio presentato sull’andamento del mercato in cinque tra le principali città italiane, rispettivamente Roma, Milano, Torino, Firenze e Rimini si evince che Roma sia risultata la prima per giornate di presenze, mentre Milano è prima per numero di incontri. Sulla permanenza, Roma che ospita numerosi eventi sindacali, risulta ancora al primo posto con 2 giorni di media, Rimini con 1,9 giorni, 1,6 è la media di Torino, seguita da Milano con 1,5. Ultima Firenze con 1,4 giorni. Testa testa tra Roma e Milano per il numero dei partecipanti, circa un milione settecentomila.
Nell’ultimo semestre del 2009 solo Rimini e Firenze hanno realizzato un incremento sulle giornate di presenza rispettivamente Rimini del 4,89% e Firenze del 2,26%, mentre Milano con -7,07%, Roma -3,28% e Torino -2,28%, hanno subito ulteriori cali.

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