Da Brindisi a Taranto alla scoperta della luce di Puglia tra città, musei e masserie

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di Elena Pizzetti

Non solo mare. Tra le meraviglie del Tacco d’Italia ci sono anche storia, artigianato, architettura e buona tavola.

 

 

I riflessi degli ori di Taranto, i colori accesi delle ceramiche di Grottaglie, le case bianche di Ostuni e l’argenteo delle foglie di ulivo: seguiamo le tracce della luce di Puglia prima del grande bagliore estivo.

Si parte da Brindisi, con la sua colonna romana (un tempo due) che segna la fine della via Appia: 19 m di biancore marmoreo svettante sul porto, il più importante dell’epoca romana, un tempo considerato l’ingresso verso la Terra Santa. Si trova sulla sommità della scalata virginiana, sulla quale si affaccia la casa dove morì Virgilio, mentre il suo grande capitello con potenti divinità marine è a Palazzo Nervegna – Granafei. Per gustare pesce freschissimo si va all’antica Osteria La Sciabica (tel. 0831.562870), dove anche la pizza è un capolavoro.

Brindisi_Colonne trminali della Via Appia_ph Mirabilia Sistemi copia

Nella città vecchia di Taranto, offesa dall’incuria e dall’abbandono, la cifra della luce è in San Cataldo, la più antica cattedrale di Puglia, con un chiaroscuro scandito dalla fantasia di colonne da reimpiego che delimitano le navate normanno-romaniche. Risplende delle amorevoli cure della Marina Militare il Castello Aragonese, architettura militare rinascimentale che racconta, nelle sue segrete, 3.000 anni di storia, così come i percorsi di archeologia urbana della Taranto Sotterranea (tarantosotterranea.it). E’ invece un bagno di luce dorata la visita al Museo Archeologico Nazionale MARTA, dove è esposta una delle più grandi collezioni della Magna Grecia, tra cui gli Ori di Taranto, con pezzi di una raffinatezza emozionante come lo schiaccianoci o l’orecchino-barchetta (www.museotaranto.org). Per assaggiare le cozze piccole tarantine si va Al Canale (tel. 099.4764201).

Italia - Puglia - Alto Salento

Luce colorata a Grottaglie, la città delle ceramiche, con i suoi pomi ai balconi, il museo della ceramica nel Castello Episcopio e la maestria del modellare e del dipingere nel quartiere delle ceramiche, con le botteghe-scuola, un tempo ricavate nelle antiche gravine, e gli studi d’arte, come quello di Paola e Domenico Pinto, che ritraggono i personaggi della corte federiciana. Imperdibile una sosta da Alfredo, autentico laboratorio gastronomico con i migliori prodotti locali (tel. 393.9777956).

Ostuni_Panorama_ph Carlo Elmiro Bevilacqua copia

Ma il vero bagliore è a Ostuni, “scialbata” a calce secondo un’antica tradizione che la salvò dalla peste: chiamata la città bianca, ma anche Regina degli ulivi che ai suoi piedi ondeggiano come un oceano argenteo per 50 km. Ci si inerpica lungo il dedalo di stradine di pietra chianca sotto gli archi bianchi fino alla cattedrale dal rosone trecentesco, tra i più grandi di Puglia, che sembra ruotare. Al Museo Archeologico, ricavato nell’ex monastero delle Monacelle, la sorpresa si chiama “Ostuni 1”: ha 28 mila anni ed è la mamma più antica del mondo, ritrovata con il suo feto di otto mesi nel Parco Archeologico di S. Agnano, luogo da sempre sacro per il culto femminile. Non si torna senza un mestolo in legno d’ulivo fatto dall’artigiano Giuseppe Roma nel suo negozio la Cucchiaia (con fogge e ritrovati originali) e un aperitivo da Riccardo Caffè a ridosso delle mura (www.riccardocaffe.com). Per una degustazione indimenticabile di olio si va all’Antica Masseria Brancati (www.masseriabrancati.it), dove il proprietario Corrado Rodio accompagna tra i suoi ulivi monumentali (anche di 3.000 anni) e nella luce ovattata dell’antichissimo frantoio ipogeo. A brillare c’è di nuovo la stella Michelin al ristorante Il Cielo del Relais La Sommità, capitanato dal giovane chef Andrea Cannalire, che propone viaggi sensoriali tra tradizione e sperimentazione, attraverso piatti che giocano con forme e colori, utilizzando eccellenze locali e preziosità da tutto il mondo. Un’esperienza del gusto da vivere avvolti dalla volta in pietra del ristorante o all’esterno, tra gli ulivi e gli aranci del giardino spagnolo. Dalla dimora cinquecentesca del relais che sorge sul punto più alto del colle, si contempla l’immensa distesa di ulivi fino al mare.15 camere e suite dalla stile raffinato e minimalista per un soggiorno all’insegna del lusso discreto e della più romantica luce di Puglia, sospesi tra cielo, terra e mare. Per i lettori de Il Giornale: 2 notti con prima colazione, 1 cena (bevande escluse) al ristorante Il Cielo: da 250 euro a persona (proposta valida fino a giugno, www.lasommita.it). Info: www.viaggiareinpuglia.it.

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Articolo pubblicato su Il Giornale martedì 24 maggio 2016

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