Dall’esordio a Palazzo Fendi nel 2016 all’espansione nazionale, il colosso dell’izakaya contemporaneo festeggia 10 anni di successi romani, guardando già al debutto milanese del 2027.
C’è un filo rosso che unisce l’estetica zen del Giappone e la maestosità barocca della Città Eterna, e questo filo passa per il quarto e quinto piano di Palazzo Fendi. Era il 2016 quando Zuma Roma apriva le sue porte, portando per la prima volta in Italia il concept rivoluzionario di Rainer Becker. Oggi, 16 aprile 2026, il ristorante celebra il suo decimo anniversario, confermandosi non solo come un’istituzione gastronomica, ma come il motore trainante di un lifestyle internazionale che ha saputo conquistare il pubblico più esigente della Penisola.
Dieci anni di rivoluzione gastronomica
Il traguardo dei dieci anni rappresenta un momento di riflessione e celebrazione per quello che è stato il decimo locale del gruppo a livello globale. L’arrivo di Zuma a Roma non è stato un semplice inserimento commerciale, ma un atto di audacia culturale: proporre una visione contemporanea dell’izakaya (il tradizionale locale informale giapponese dove si beve e si condivide il cibo) in una città profondamente legata alla propria tradizione culinaria.

“Raggiungere i dieci anni in una città come Roma è un traguardo che ha un valore speciale,” ha dichiarato Corrado Lamanuzzi, Director of Operations in Italia di Zuma. “Zuma Roma non è semplicemente un ristorante: è un luogo vivo, fatto di persone, energia e rituali quotidiani che si rinnovano ogni giorno. Roma ci ha accolti e ci ha permesso di crescere, diventando il punto di partenza di un percorso che ha portato allo sviluppo del brand in altre destinazioni italiane.”
L’identità di Zuma: cucina, design e socialità
Ho provato le specialità di Zuma proprio la scorsa settimana a Roma, incuriosito da questo ristorante particolare che non solo è riuscito a resistere in una città complessa come la Capitale, ma addirittura a crescere e ad avere un successo sempre maggiore fino a tagliare il traguardo dei 10 anni. E devo dire che qui non si viene solo per “guardare ed essere visti” come in tanti locali alla moda, ma per un pranzo o una cena davvero interessante e gustosa. Oltre il menù alla carta di domenica viene offerto anche il brunch in tre differenti versioni, la versione Champagne – che ho provato – ha una serie di antipasti fusion che vengono portati in tavola, alla fine dolci e frutta e, in mezzo, si scelgono due piatti principali dal ricco menù.
Situato in una delle location più prestigiose del mondo, Zuma Roma deve gran parte del suo fascino all’equilibrio perfetto tra forma e sostanza. Il progetto di interior design, curato da Noriyoshi Muramatsu dello Studio Glitt, utilizza materiali naturali come legno e pietra per creare un ambiente che dialoga costantemente con il panorama urbano visibile dalle iconiche vetrate e dal rooftop.
L’esperienza culinaria si articola su tre pilastri fondamentali che hanno reso il brand celebre in tutto il mondo:
- La cucina principale: dove vengono preparati i piatti signature che fondono tecniche nipponiche e ingredienti di altissima qualità.
- Il sushi counter: un tempio della precisione dove la freschezza della materia prima incontra la maestria del taglio.
- Il robata grill: la griglia a carbone che conferisce ai piatti quel sapore ancestrale e sofisticato, tipico della cottura a fuoco vivo.
A completare l’offerta, una cantina di sake che vanta oltre 40 etichette e una cocktail list d’avanguardia, che ha reso il bar di Zuma una destinazione a sé stante per l’after-dinner romano.

Un successo che varca i confini capitolini
Il decennio romano è stato il catalizzatore per un’espansione strategica senza precedenti nel mercato italiano. Il successo di Roma ha dimostrato che il format Zuma poteva risuonare perfettamente con il gusto mediterraneo per la convivialità e il lusso discreto. Da qui, l’apertura delle prestigiose sedi stagionali: dalla Costa Smeralda con Porto Cervo (aperto nel 2022), fino alle vette di Cortina e all’esclusività di Capri.
L’Italia è diventata così uno dei mercati più dinamici per il gruppo Azumi Ltd. Ma la crescita non si ferma qui. Con l’annuncio ufficiale del decimo anniversario, gli occhi sono già puntati al 2027, anno in cui Zuma farà il suo atteso ingresso a Milano, portando il suo mix di eleganza e innovazione nella capitale della moda e del design.

La community e l’impatto culturale
Oltre ai numeri e alle stelle, il successo di Zuma Roma risiede nella sua capacità di aggregazione. In questi dieci anni, il ristorante è diventato il salotto privilegiato per una community eterogenea: dai residenti che frequentano il celebre brunch del weekend, ai protagonisti del jet-set internazionale, fino ai creativi della moda e del cinema.
È la “dimensione sociale” citata da Lamanuzzi il vero segreto della longevità: Zuma non si limita a servire piatti, ma mette in scena un rituale collettivo fatto di musica, luci e un servizio impeccabile che fa sentire l’ospite al centro di un network globale.

Uno sguardo al futuro: evoluzione costante
Mentre si spengono le dieci candeline, la filosofia del brand rimane fedele alle origini ma proiettata in avanti. Fondato a Londra nel 2002 da Rainer Becker e Arjun Waney, Zuma conta oggi 34 ristoranti nel mondo, da New York a Dubai, da Hong Kong a Cannes.
“Roma è e resterà un punto centrale nella nostra storia,” conclude Lamanuzzi. “È qui che abbiamo trovato un terreno straordinario di dialogo culturale. Celebriamo questo decennio guardando al futuro con la stessa energia audace e dinamica che ha segnato il nostro esordio.” In un mondo della ristorazione in continua mutazione, Zuma Roma conferma che la qualità, se unita a una visione chiara, è capace di resistere al tempo, diventando un classico contemporaneo.











