Quando ci si reca all’estero, specialmente fuori dai confini europei, l’assicurazione sanitaria viaggio si rivela uno strumento fondamentale, in quanto in grado di intervenire a supporto diretto della persona nella tutela del bene più prezioso: la salute.
Per questo motivo chiedersi “come funziona l’assistenza sanitaria quando ci si trova fuori dall’Italia” è una domanda da porsi già durante l’organizzazione del viaggio, predisponendo tutto ciò che serve insieme alla verifica dei documenti necessari per partire e alla scelta dell’alloggio.
Vediamo quindi come procedere alla gestione dell’assicurazione sanitaria per il viaggio fin dalle fasi preliminari e dunque prima della partenza.
La copertura sanitaria nei Paesi dell’UE
Per chi è cittadino dell’Unione Europea, in occasione di un soggiorno temporaneo come quello di una vacanza studio, un viaggio di piacere o di lavoro, ricordiamo che i diritti sono i medesimi di quelli delle persone del posto.

È comunque buona prassi portare la propria Tessera Sanitaria Europea di Assicurazione Malattia o TEAM, la quale rappresenta una prova fisica dei propri diritti. Qualora la si dimenticasse, si ha comunque diritto a essere curati.
Attenzione, questo non significa che tutte le prestazioni siano gratuite: si applicano le condizioni e gli eventuali costi previsti per gli assicurati del Paese ospitante. Senza la TEAM potrebbe inoltre essere necessario anticipare l’intera spesa, chiedendo successivamente il rimborso secondo le regole applicabili.
La tessera presenta poi alcuni limiti importanti: non copre l’assistenza sanitaria privata, le operazioni di salvataggio e il rimpatrio. Questi aspetti andrebbero considerati anche quando la destinazione appare vicina oppure risulta familiare.
Alla luce di quanto detto, vale dunque la pena valutare una polizza viaggio che integri la tutela offerta dalla TEAM. Una scelta che richiede di dedicare particolare attenzione alle garanzie effettivamente incluse, ai massimali, alle franchigie e alle esclusioni, insieme alle procedure da seguire per attivare l’assistenza, a fronte di una predilezione per le soluzioni digitalizzate, più pratiche da gestire in tutte le fasi.

L’importanza dell’assicurazione sanitaria per un viaggio fuori dall’UE
Quando il viaggio è fuori dai confini dell’UE la gestione dell’aspetto sanitario diventa ancora più delicata. In primo luogo, occorre verificare le regole della singola destinazione, compresa l’eventuale presenza di accordi sanitari con l’Italia. Pertanto, è la stessa Farnesina a raccomandare di stipulare un’assicurazione con un massimale adeguato, che comprenda le spese mediche e l’eventuale trasferimento sanitario o rimpatrio.
Un esempio concreto è quello degli Stati Uniti, dove il livello dell’assistenza sanitaria è ottimo, ma i costi sono alquanto elevati, anche per il trattamento di un semplice raffreddore. Se poi si va incontro a un infortunio che richiede accertamenti o un ricovero imprevisto, le prestazioni tendono a incidere sensibilmente sul budget: la scelta della copertura assicurativa dovrebbe tenere conto proprio di questo fattore.

Un discorso affine è approntabile in occasione di un viaggio in Giappone, dove l’efficienza delle strutture mediche non deve far sottovalutare l’aspetto economico: i costi dell’assistenza sono molto elevati; è quindi essenziale prepararsi ad affrontare un’eventuale necessità di cure durante il soggiorno.
Prima di sottoscrivere la polizza, è comunque basilare chiarire se la compagnia paga direttamente le strutture oppure prevede un rimborso, quali autorizzazioni richiede e come contattare la centrale operativa. Altrettanto importante si rivela verificare che la copertura sia valida in tutti i Paesi dell’itinerario e per l’intera durata del soggiorno, conservando i riferimenti dell’assistenza insieme ai documenti di viaggio.













