I dati ISTAT confermano il consolidamento del settore: tra ottobre e dicembre gli arrivi crescono dell’1% e le presenze del 2,9%. L’Italia si conferma meta d’elezione per il mercato internazionale, che ormai rappresenta oltre il 56% del totale.
Un finale d’anno oltre le aspettative
Secndo i dati ISTAT l’industria del turismo in Italia archivia il 2025 con il segno più, consolidando un trend di ripresa che ha caratterizzato l’intero anno solare. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT, il quarto trimestre ha fatto registrare una performance solida: gli arrivi complessivi sono aumentati dell’1,0%, mentre le presenze (ovvero il numero di notti trascorse nelle strutture ricettive) hanno segnato un significativo +2,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Questo scarto tra la crescita degli arrivi e quella delle presenze suggerisce un dato qualitativo importante: i turisti che hanno scelto l’Italia nell’ultima parte dell’anno hanno optato per soggiorni mediamente più lunghi, aumentando di fatto il valore aggiunto per l’economia dei territori.

La spinta internazionale
l vero motore della crescita autunnale e invernale è stato il turismo oltreconfine. Le presenze dei turisti stranieri sono balzate del 5,1%, a dimostrazione di un appeal del “Brand Italia” che non conosce stagionalità. Al contrario, il mercato interno mostra segni di stazionarietà: le presenze dei viaggiatori italiani sono rimaste sostanzialmente invariate, con un timido +0,1%.
Questo dinamismo differenziato ha portato a un ulteriore consolidamento della componente internazionale nel mix dei flussi: oggi, il 56,5% delle presenze totali nelle strutture ricettive italiane è rappresentato da cittadini stranieri. È un dato che conferma la trasformazione dell’Italia in una destinazione capace di attrarre flussi globali anche al di fuori dei tradizionali mesi estivi.
L’analisi mensile: l’anomalia di novembre e il boom di dicembre 2025
Analizzando il trimestre nel dettaglio, emerge un andamento frammentato per quanto riguarda i viaggiatori domestici, condizionato probabilmente dal calendario dei ponti e dalle condizioni meteorologiche.
- Ottobre e Dicembre: Sono stati mesi d’oro per il turismo nazionale, con aumenti rispettivamente del +4,4% e +4,3%. Il mese di dicembre, in particolare, ha beneficiato del forte richiamo delle città d’arte e delle località montane per le festività natalizie.
- Novembre: Ha rappresentato l’unico punto di flessione del periodo, con un calo netto delle presenze italiane del 9,2%. Questo dato riflette spesso una saturazione della domanda nei mesi adiacenti o una minore propensione alla spesa nei periodi di transizione.
Per quanto riguarda i turisti stranieri, invece, il trend nel 2025 è stato costantemente positivo per tutto il trimestre, toccando il picco massimo proprio a dicembre con un incremento del 9,2%.

Il contesto macroeconomico e la capacità ricettiva
L’integrazione di questi dati con lo storico ISTAT permette di inquadrare il 2025 come un anno di “normalizzazione espansiva”. Dopo gli shock degli anni precedenti, il settore ha raggiunto una stabilità che poggia su basi strutturali. La capacità ricettiva italiana, composta da oltre 32.000 esercizi alberghieri e oltre 190.000 esercizi extralberghieri, ha saputo adattarsi a una domanda sempre più esigente e digitalizzata.
I dati indicano che la crescita del 2025 non riguarda solo le grandi capitali come Roma, Firenze e Venezia, ma si sta progressivamente estendendo a destinazioni minori e borghi, grazie alla spinta del turismo esperienziale. Tuttavia, l’incremento del 5,1% degli stranieri pone nuove sfide in termini di gestione dei flussi (overtourism) e di sostenibilità ambientale delle infrastrutture.

Prospettive per il 2026
Il consolidamento della quota straniera sopra il 56% suggerisce che la strategia di promozione internazionale sta dando i suoi frutti. La sfida per il prossimo anno sarà quella di recuperare la dinamicità del mercato interno, che appare più sensibile alle fluttuazioni del potere d’acquisto e all’inflazione nel settore dei servizi turistici.
In conclusione, il IV trimestre 2025 consegna al governo e agli operatori un settore in salute, capace di generare ricchezza anche nei mesi “freddi” e di attrarre capitali esteri attraverso il consumo diretto di servizi.











