Dalle vette iconiche del Civetta alla maestosità della Marmolada, il cuore delle Dolomiti offre un’esperienza sciistica che unisce adrenalina tecnica, aria purissima e il fascino vintage di Moena. Un viaggio tra 100 chilometri di piste dove lo sport diventa poesia alpina.
Un anfiteatro naturale nel cuore delle Dolomiti
Passo San Pellegrino. C’è un luogo, nel cuore pulsante delle Dolomiti, dove il confine tra terra e cielo sembra farsi sottile, quasi impercettibile. È qui che le cime disegnano geometrie di silenzio e neve, offrendo uno spettacolo visivo che non ha eguali nel panorama alpino internazionale. Il Monte Civetta, con la sua silhouette inconfondibile, svetta come una sentinella di roccia, mentre lo sguardo dello sciatore, dai pendii del Passo San Pellegrino, viene rapito dalla parete sud della Marmolada: una cascata verticale così scoscesa da impedire persino alla neve di aggrapparsi.
In questo scenario, la montagna smette di essere un semplice sfondo per diventare la protagonista assoluta di un’esperienza sensoriale. Sul versante opposto, le Pale di San Martino si ergono come braccia di un gigante roccioso, proteggendo una valle che invita a scivolare lungo tracciati baciati dal sole dall’alba al tramonto. Non è solo sci; è un invito a perdersi in una narrazione fatta di curve, velocità e contemplazione.

Cento chilometri di emozioni: il dominio del Dolomiti Superski
Inserito nel prestigioso circuito Dolomiti Superski, il comprensorio che unisce Passo San Pellegrino e Alpe Lusia si rivela come un libro di fiabe innevate. Con circa cento chilometri di piste perfettamente battute, l’area offre una varietà tecnica capace di soddisfare ogni profilo, dal neofita che indossa gli scarponi per la prima volta all’atleta professionista in cerca del limite.
Il settore del Passo San Pellegrino si presenta come un vasto anfiteatro naturale. Qui, le piste blu e rosse si distendono ampie e rassicuranti, ideali per chi ama la “sciata turistica”, fatta di curve ampie e soste fotografiche per immortalare l’austerità delle vette circostanti. Ma non bisogna farsi ingannare dalla dolcezza dei pendii: il Passo nasconde un’anima tecnica profonda, testimoniata dalla scelta di grandi campionesse come Sofia Goggia, Federica Brignone e Lindsey Vonn, che spesso scelgono questi tracciati per i loro allenamenti di discesa libera.

L’Epica del Col Margherita e la Sfida della VolatA
Il vero cuore pulsante dell’adrenalina batte però a 2.510 metri di altitudine. Salendo con la moderna funivia verso il Col Margherita, lo sci si trasforma in epica. Da quassù, le linee diventano più nitide e l’aria si fa frizzante. È qui che nasce la VolatA, una pista nera che è già leggenda.
Il nome non è casuale: le iniziali “V” e “A” rendono omaggio ad Alberto Vendruscolo, l’imprenditore pioniere che negli anni ’60 ebbe la visione di un tracciato tecnico che collegasse la vetta del Col Margherita direttamente al Passo San Pellegrino. Con pendenze che toccano il 48%, la VolatA è una palestra di velocità e precisione, un invito a costruire ritmo e traiettorie su muri che tolgono il fiato. È un percorso che educa alla sciata veloce, riservato a chi non teme il confronto con la gravità.

Sostenibilità e Purezza: l’aria delle Svalbard in Trentino
Oltre alla qualità dei tracciati, il comprensorio si distingue per un primato invisibile ma preziosissimo: la qualità dell’aria. Studi scientifici hanno rilevato che l’aria respirata al Passo San Pellegrino possiede una purezza paragonabile a quella delle isole Svalbard, nel cuore dell’Artico. Un mix di ossigeno cristallino e leggerezza che rende ogni respiro un atto di rigenerazione profonda. Sciare qui significa partecipare a un protocollo di benessere naturale, lontano dall’inquinamento dei centri urbani, sospesi in un ecosistema protetto e valorizzato da una gestione attenta alla sostenibilità.
Alpe Lusia: il dualismo perfetto tra adrenalina e famiglia
Spostandosi verso sud-est, lo stesso skipass apre le porte del mondo dell’Alpe Lusia, una ski area che vive di un affascinante dualismo. Il versante nord è il regno dei “puristi”: piste nere tecniche e impegnative mettono alla prova la destrezza e l’abilità dei maestri di sci e degli esperti.
Al contrario, il versante sud è un giardino innevato baciato dal sole. Qui l’atmosfera cambia: le piste azzurre e rosse sono fluide, prive di “spigoli di ansia”, perfette per le famiglie che cercano una giornata di relax. L’eccellenza per i più piccoli si chiama Lusialand, un nido d’infanzia d’alta quota dove baby sitter qualificate si prendono cura dei bambini a partire dai 18 mesi, seguendo la filosofia del “giocando, si impara”.

Moena vintage ski revival: un tuffo nel passato
Per chi invece guarda allo sci con una punta di nostalgia, l’appuntamento imperdibile è fissato dal 27 al 29 marzo. Il Moena Vintage Ski Revival trasforma le piste in una sfilata di colori fluo e attrezzature d’epoca. È il momento di rispolverare tute attillate anni ’70 e sci dritti, dimenticando per un weekend il carving moderno.
L’evento non si limita alle gare non competitive, ma coinvolge l’intera cittadina di Moena. La “Fata delle Dolomiti”, con le sue radici ladine e la sua ospitalità autentica, si anima di musica e feste, offrendo un’accoglienza familiare negli storici hotel del centro. È la chiusura perfetta di una stagione che celebra non solo lo sport, ma la cultura e la gioia di vivere la montagna.











