La FNSI perde in tribunale: il Gist è fuori dal sindacato

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da www.senzabavaglio.info

il tribunale ha congelato il commissariamento bloccando il ricorso delle colleghe Cristina Berbenni, Veronica Deriu e Rosaria Talarico.

 

By Senza Bavaglio on 11 Settembre 2021

Speciale Per Senza Bavaglio
Massimo A. Alberizzi
Milano, 11 settembre 2021

 

La FNSI ha preso un’altra sberla giudiziaria: “Con una gioia infinita che non posso descrivere, comunico che abbiamo vinto! Il ricorso di Berbenni-Deriu-Talarico è stato respinto e giudicato inammissibile. L’assemblea del 14 maggio 2021 è pertanto valida!” Lo scrive la presidente del GIST (Giornalisti Italiani Stampa Turistica), Sabrina Talarico. (Attenzione Sabrina Talarico non ha nulla a che fare con Rosaria Talarico autrice del ricorso, ndr)

La risoluzione del GIST che ha deciso di uscire dalla FNSI (era un gruppo di specializzazione) è quindi operante ed efficace. Forse un giorno (chissà quando) si terrà anche la causa di merito ma per ora il distacco è praticamente sancito.

E, detto per inciso, il tanto sbandierato commissariamento – peraltro avvenuto dopo l’assemblea del 14 maggio u.s. – è un mero flatus vocis: più precisamente, dato che il GIST è da ritenersi ormai fuori, è come se la FNSI pretendesse di commissariare una Associazione terza, tipo l’Associazione per lo sviluppo dei traffici nel Mediterraneo.

Noi non vibriamo di gioia, come fa la presidente del GIST. Ma non possiamo non sottolineare, come avevamo già denunciato, la procedura scorretta che era stata messa in atto dalla FNSI per bloccare il divorzio. Claudio Silvestri, segretario dell’Associazione Stampa Campana, era stato incaricato di istruire una pratica contro il GIST. Come un nuovo Torquemada, Silvestri aveva tuonato, prima durante una riunione di Giunta Esecutiva (di cui io faccio parte) quindi durante un Consiglio Nazionale accusando il GIST. Aveva parlato di violazioni palesi – secondo lui – del patto di collaborazione con la Federazione.

In entrambe le sedi avevo obbiettato che per giudicare con cognizione di causa i colleghi membri di Giunta e consiglieri nazionali chiamati a decidere cosa fare avrebbero dovuto essere informati anche delle motivazione del GIST. Avevo quindi chiesto di invitare Sabrina Talarico o chi per lei di esporre le ragioni del gruppo.

Ma la dirigenza FNSI aveva fretta di procedere e di punire i reietti e, incurante della mia richiesta basata sul banale principio “conoscere per deliberare”, aveva scelto il commissario nella figura del presidente della Lombarda Paolo Perucchini, fedele esecutore dei desideri della Federazione di Roma.

E così, Paolo ha cominciato a chiedere alla Talarico di fornirgli tutti i documenti riservati conservati negli archivi del GIST: indirizzari dei soci e varie documentazioni che la presidente si è guardata bene dal fornirgli. E’ cominciato un braccio di ferro piuttosto imbarazzante che è finito nelle aule di giustizia. Tre socie del GIST, Cristina Berbenni, Veronica Deriu e Rosaria Talarico.

Strano che nessuno abbia avuto da obbiettare la situazione incresciosa di questa giovane calabrese che oltre ad essere giornalista professionista, in violazione delle regole deontologiche dell’Ordine, è anche imprenditrice come lei stessa ammette in un’intervista riportata qui: https://www.lacnews24.it/politica/rosaria-talarico-unica-pirata-calabrese-euorpee-lamezia_87831/

Perché si è voluto a tutti i costi colpire il GIST? A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca e così la risposta viene da sé: il GIST non è omogeneo alla maggioranza che governa la FNSI da cui non prende e non intende prendere ordini.

Tra l’altro al GIST si contesta il fatto che tra i suoi soci ci sono colleghi non iscritti al sindacato. L’iscrizione al sindacato è una condizione necessaia perchè un organismo possa aderire alla FNSI (come gruppo di specialisszzione, qual era il GIST) o come organismo di base (come è l’USIGRAI, il sindacato dei giornalisti RAI).

E qui c’è un’altra curiosità. Qualche anno fa si scoprì che molti iscritti alll’USIGRAI non erano iscritti all’associazione regionale di stampa competente. Nessuno si sognò di commissariare o chiedere il commissariamento del sindacato RAI. L’USIGRAI infatti è di fatto una potentissima costola della FNSI e quindi può permettersi di tutto, anche di aggirare le regole.

Ovviamente durante il mini dibattito sul GIST in Giunta ho chiesto perché questa differenza di trattamento tra GIST e USIGRAI, ma non ho ottenuto nessuna risposta. La risposta me la sono data da solo e si può riassumere così: gli amici sono autorizzati a fare qualunque cosa; i nemici invece devono attenersi strettamente alle regole, pena una severa punizione.

Il problema è il comportamento della FNSI: tutto sta crollando, gli editori stanno distruggendo sia i giornali sia i giornalisti, l’emorragia di iscritti che sta colpendo il sindacato è inarrestabile, i posti di lavoro si riducono sempre più e i dirigenti del sindacato cosa fanno? Con una procedura piuttosto curiosa che viola il buon senso, ingaggiano un duello con un gruppo di specializzazione che vuole sciogliere i legami con loro.

Sarebbe stato molto meglio operare per mantenere attaccato il Gist, trattando sui confini della loro permanenza o addirittura, come fu fatto con l’USIGRAI, improntando le relazioni con maggiore tolleranza e zero prevaricazione. La miopia è talmente marcata che non riesce a nascondere incompetenza, pressapochismo, dilettantismo e incapacità gestionale.

E a fare le spese di questa politica del sindacato sono soprattutto i freelance, difesi a parole abbandonati a se stessi nei fatti. Eppure il futuro del giornalismo è nelle mani proprio dei liberi professionisti dell’informazione. I giornali saranno fatti sempre più fuori dalle redazioni ed è proprio lì che dovrebbero concentrarsi il lavoro e l’azione sindacale.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
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