Il Ballo del Doge: una dimensione onirica che si materializza nell’arco di una notte

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di Angela Nadir

 

Un susseguirsi di damier (scacchiere) e dame (nobildonne vestite in costume d’epoca con crinoline, maschere e pennacchi) a   significare che la vita è come il gioco degli scacchi: ci si muove in un’alternanza di bianco e di nero, fra scelte necessarie ed esercizi strategici, mosse studiate ed intrecci del destino, in continuo avvicinamento e conquista. Siamo tutti pedine di un disegno cosmico più grande: alfieri di ideali, cavalli in libertà, torri a baluardo dei nostri valori, re e regine di sentimenti sovrani. E come nel gioco degli scacchi e dell’esistenza stessa, tutto si svolge in una progressione incessante di eventi: alcuni immediati da agire all’istante, altri da sperimentare a un livello intellettuale più sottile affidato all’interpretazione, ma sempre meritevoli di essere accolti. Antonia Sautter è l’ideatrice di questa meraviglia: una dimensione onirica che si materializza nell’arco di una notte per dissolversi con le prime luci dell’alba.

 

Sabato 2 marzo 2019 alle ore 20.30 è andato in scena a Venezia Il Ballo del Doge di Antonia Sautter, giunto alla sua ventiseiesima edizione. C’erano decine di motoscafi all’ingresso via acqua da Palazzo Pisani Moretta, tutti in attesa di attraccare alla passerella più ambita del Canal Grande – allestita con foglie d’alloro dorate e un tappeto a scacchiera. Il superbo edificio storico era illuminato in tutte le sue trifore sovrastate dalla grande scritta Il Ballo del Doge. Il tema di questa edizione 2019 era  “The Magnificent Ephemeral In Praise of Dream, Folly and Sin”, la magnificenza dell’effimero, elogio del sogno, della follia e del peccato. All’ambito  happening internazionale, considerato tra i 10 eventi più glamour al mondo, erano presenti l’allenatore di calcio ed ex calciatore della nazionale azzurra Marco Tardelli, la giornalista Myrta Merlino conduttrice del programma televisivo “L’aria che tira”, la stilista Alberta Ferretti, Gabriella Scarpa Presidente LVMH Italia, Mimma Posca CEO Vranken-Pommery Italia, Diego Dalla Palma make-up artist, lo chef Filippo La Mantia con la foodblogger Chiara Maci, il cantautore Zucchero Fornaciari, Antonello de Medici Area General Manager Marriott International, Emanuele Pugnale owner Pugnale Eyewear, Anna del Prete direttore Academia BSI nonché magnati, aristocratici ed esponenti del jet set internazionale.

Il leit motiv ricorrente, che come un fil rouge univa le scenografie dei tre piani, è stato giocato su scacchiere e farfalle. Ciascuno dei 400 ospiti presenti (truccati dall’equipe di make-up artist dell’Academia BSI di Anna Del Prete fondata da Diego Dalla Palma) indossava gli stupendi abiti dell’Atelier Antonia Sautter.
Si è trattato di un caleidoscopio di esibizioni da sogno. Un sogno che cominciava dal peccato, dalla tentazione magnetica di ciò che maggiormente ci attrae, dal trasgredire le regole ordinarie per sconfinare nel territorio delle concessioni abdicando a quel pizzico di follia che ci rende vivi. Antonia Sautter ha scelto di declinare i tre temi del Magnifico Effimero con magistrali scenografie, spettacolari coreografie, multiformi espressioni artistiche dai tratti decisamente innovative e quasi futuristiche, dove anche i personaggi della commedia dell’arte incarnavano ruoli nuovi.

Al piano terra: Sin, Il peccato inteso come unione degli opposti e complementarietà, eloquente richiamo al buio mondo dei sensi che fanno risuonare il diapason nascosto dentro ognuno di noi, negli anfratti segreti dell’anima, fin dentro quella regione abitata dal mistero dell’amore dove nessuna regola è vincolante. In un vortice di falene, lucciole e altre creature della notte, si elevava il trono della seduzione e volteggiava un acrobata sotto gli occhi dei presenti.
Al primo pianoFolly, La follia creativa che è sequenza di desideri, passioni e istinti in un surrealistico sconfinamento dalla razionalità, dentro una prospettiva di nuvole che magnetizza, inghiotte e confonde. Sale da pranzo diventate giardini ricoperti di fiori e farfalle a significare che l’arte è autorizzata a stravolgere l’ordine delle cose, andare oltre l’omologato e le convenzioni con esperienze in divenire e memorie affioranti. I tavoli avevano nomi dedicati alle farfalle e alla follia: Fly Beyond, Folly in Love, Folly is Freedom, Fly Fly Fly the Butterfly.
Al secondo piano: Dream, Il sogno nella sua espressione più alta ed edificante: un viaggio nella fantasia, tra fiabesco e irreale, utopistico e meraviglioso, dove la giocosità dell’inconscio emerge con colori sgargianti, la visione si fa possibilità e l’immaginario si manifesta. La vip lounge aveva nomi dedicati al sogno nelle sue molteplici declinazioni: Dreams are Desire, Fairy Dreams, Dream Weaver, Dream Catcher.

L’approfondimento dei singoli temi iconografici è avvenuto sotto gli splendidi soffitti affrescati dal Tiepolo nella cui sala al piano nobile era allestita la cena placée con menu esclusivo a base di pesce a cura dello chef Luca Marchini del Ristorante L’Erba del Re di Modena (1 stella Michelin) che per le amouse bouche ha utilizzato anche oro edibile 24k e un finale con risotto veggy. La mise en place accurata era una aderente rivisitazione in chiave contemporanea dei sontuosi banchetti della Serenissima. In accompagnamento alla sequenza di piatti, camerieri in livrea hanno servito lo champagne Apanage Blanc de Blancs della Maison Vranken-Pommery, sparkling partner del Ballo, che ha animato i brindisi dei presenti immersi nella magia di questo Galà internazionale in perfetto stile veneziano. Una notte indimenticabile dove hanno fatto il loro debutto anche i pregiati vini fermi La Chapelle Gordonne Rosé, direttamente dalle tenute in Provenza della stessa Maison.

Fra 100 artisti e 400 ospiti, c’è stata anche l’incoronazione di una regina.
Sul main stage, il grande palco principale allestito al piano nobile dove si è assistito allo sabrage di una bottiglia magnum di champagne per un brindisi collettivo, sono stati presentati Alain e Lurence Van den Borre, fondatori di Red Pencil l’associazione con finalità umanitarie di aiuto all’infanzia attraverso forme di art therapy. Inoltre ha avuto luogo la premiazione della vincitrice del contest Instagram Concorso “Regina per una notte, tutte le donne sono Regine nell’anima”, Giorgiana Bianca Lazarescu, che oltre a avere indossato il costume dell’Atelier Antonia Sautter e preso parte alla cena placée a firma dello chef Luca Marchini, ha pernottato all’Hotel Danieli, il trecentesco Palazzo Dandolo affacciato sul Bacino di San Marco, simbolo incontrastato della storia di Venezia e vera icona dell’hotellerie di lusso.

Un’altra novità esclusiva dell’edizione 2019 de Il Ballo del Doge, è rappresentata dal lancio degli occhiali Folly ideati dal brand di occhialeria di lusso Pugnale Eyewear in edizione limitata a 80 esemplari. Folly si ispira alla tradizione delle maschere veneziane: con frontale e aste in acciaio armonico, materiale immediatamente identificativo dell’anima Pugnale per leggerezza e tecnicità; naselli in ceramica e terminali in acetato, selezionato per il comfort e la duttilità. Il tutto è impreziosito da cristalli Swarovski. La tonalità di colore violetto scelta per le lenti, conferisce agli occhiali Folly quel pizzico di mistero, sensualità e magica follia, che ha caratterizzato Il Ballo del Doge 2019. Gli occhiali Folly sono in venditanella boutique Venetia e nell’Atelier Antonia Sautter a Venezia, San Marco 1286 fino ad esaurimento pezzi.

Ma non è finita: tre barman di fama nazionale – Giorgio Fadda, Marino Lucchetti e Enrico Fuga – esibendosi nelle loro volteggianti tecniche di miscelazione con gli spiriti dell’azienda di maestri distillatori veneti Castagner e Ghilardi Selezioni hanno preparato rispettivamente tre cocktail inediti ispirati ai temi del Ballo: Dreamful, Scacco Matto, The Sinner Grog.

Una partita giocata fino all’alba, quando si  sono spenti i riflettori e anche l’ultimo ospite ha lasciato il palazzo.

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