Da Lourdes a Medjugorje, in crescita il turismo religioso

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testo di Giovanni Stefani

 

Turismo religioso. In Europa le mete più tradizionali vanno da Lourdes a Fatima, dal Vaticano a Czestochowa fino al Santo di Padova. Ma negli ultimi anni c’è un fenomeno in forte crescita: è quello che riguarda Medjugorje, un piccolo paese della Bosnia Erzegovina. E’ diventato, grazie alle apparizioni mariane, seppur non riconosciute dalla Chiesa, una destinazione importante per migliaia di pellegrini. Nel 2011 lo hanno visitato 300 mila italiani. Ne parliamo con uno dei maggiori tour operator del settore, Eliseo Rusconi, che, dalla sua base di Lecco, organizza viaggi religiosi di ogni genere.
Innanzitutto, come sta andando il comparto dei pellegrinaggi?
"Queste destinazioni, anche un po’ nuove, sono in crescita. Di anno in anno aumentano i pellegrini che desiderano visitare questi luoghi, e in particolare il santuario di Medjugorje. Ci sono anche parecchie richieste per altri Paesi dell’Est: grazie all’ingresso in Europa, Polonia, Romania e Repubblica Ceca sono mete sempre più frequentate anche dai pellegrini, dal turismo religioso".
Qual è il cliente-tipo di questi viaggi?
"Qui bisogna distinguere. A Medjugorje, per esempio, ci vanno persone spinte esclusivamente da un fatto devozionale, per una ricerca, per un motivo di fede. La tipologia del pellegrino è abbastanza varia: spazia da persone giovani, a persone di mezza età, a famiglie, fino agli anziani. Non il traffico che è un po’ una prerogativa di Lourdes, ovvero il traffico degli ammalati e delle persone molto anziane. Mentre Lourdes è proprio il santuario delle persone con problemi fisici, diciamo che Medjugorje è il santuario degli ammalati dello spirito, di persone che sono alla ricerca, che hanno difficoltà in famiglia".
Oggi a Medjugorje si va anche in aereo, ci sono nuovi voli. Come sta andando questo settore?
"Visto che il viaggio è piuttosto lungo, da Milano a Medjugorje sono oltre mille chilometri, io ho sviluppato delle catene aeree, quest’anno abbastanza consistenti, con partenze da Orio al Serio, da Malpensa, da Torino e una nuova linea che partirà il prossimo mese da Pescara, tutte con destinazione Mostar, aeroporto che dista mezz’ora da Medjugorje".
Complessivamente quante persone pensa di poter portare quest’anno?
"Con l’aereo io penso di portare dalle 10 alle 12 mila persone".
E’ un settore in crescita, dunque: prevede un ulteriore aumento nei prossimi anni?
"Fare previsioni a lunga scadenza è difficile. Dipenderà molto dal pronunciamento della Chiesa sul fenomeno Medjugorje. La commissione del cardinal Ruini sta lavorando, giustamente ha i suoi tempi ed è prudente. Io ritengo che un pronunciamento sia abbastanza vicino: sapremo se ci sarà un’apertura totale o almeno parziale, se le autorità ecclesiastiche diranno: si può andare, andateci senza problemi. La crescita, comunque, è un fatto inarrestabile".

 

Servizio andato in onda in "Estovest" (Radio1 Rai) l’8 aprile 2012

 

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