Nonostante i 5,2 milioni di euro incassati nell’ultimo periodo di prova, il Comune di Venezia ammette che la tariffa da 5 euro non basta a scoraggiare gli escursionisti. All’orizzonte si profila un modello dinamico legato alla domanda: il ticket d’ingresso per i visitatori giornalieri a Venezia si appresta a cambiare volto.
Le autorità comunali della città lagunare stanno valutando un piano di inasprimento delle misure contro il overtourism, che potrebbe portare a un ampliamento delle giornate a pagamento e a un aumento della tariffa massima fino a 30 euro al giorno.
Nonostante il contributo d’accesso sia stato introdotto e sperimentato a partire dal 2024, il Comune riconosce che le cifre applicate finora non sono servite da vero deterrente per gli escursionisti “mordi e fuggi”.
L’escalation delle misure dal 2024 a oggi
La strada dei contributi d’accesso è iniziata con una sperimentazione di 29 giorni nel 2024 a una tariffa base di 5 euro.
Nel 2025 le giornate a pagamento sono salite a 54 (con il raddoppio del prezzo per chi acquistava il biglietto all’ultimo minuto), arrivando nel 2026 al record di 60 giornate interessate.
Tuttavia, come evidenziato dall’assessore al Bilancio e alla Fiscalità, Michele Zuin, gli importi attuali continuano a rivelarsi troppo accessibili. Il rischio concreto è che la misura perda del tutto la sua funzione disincentivante nei confronti dei grandi flussi turistici che continuano a saturare il centro storico.
Prezzi dinamici e manutenzione record
Per superare queste criticità, l’amministrazione guidata dal sindaco Simone Venturini punta sull’introduzione di un sistema di tariffe dinamiche.
L’idea è quella di un modello flessibile in cui il prezzo del biglietto aumenti automaticamente nei giorni a maggiore congestione previsti dal calendario, toccando punte di 30 euro nelle giornate da “bollino rosso”.
Il sindaco ha ricordato quanto sia complessa la gestione economica della laguna: la manutenzione fisica e strutturale di Venezia richiede un investimento annuo di circa 100 milioni di euro.
Una cifra enorme che grava quasi interamente sulle spalle dei cittadini residenti e sul gettito delle tasse turistiche, considerando che il Comune non riceve trasferimenti diretti dedicati né dallo Stato italiano né dall’Unione Europea.
I numeri della sperimentazione e le prospettive per il 2027

I dati provvisori relativi all’ultimo periodo di test indicano incassi superiori ai 5,2 milioni di euro, frutto della vendita di quasi 680.000 biglietti. Sebbene si sia registrata una lieve flessione dell’affluenza proprio nei giorni di picco tradizionale, la misura non è ancora ritenuta strutturale.
Prima di confermare ufficialmente il nuovo quadro tariffario per il 2027, le autorità comunali condurranno un’analisi approfondita per valutare l’impatto delle condizioni meteorologiche e del calendario delle festività sui flussi dei visitatori. La sfida rimane aperta: trovare un equilibrio tra la sostenibilità di una città fragile e la sua storica vocazione all’accoglienza.














