Il 7 e 8 novembre in Val Tramontina, a Tramonti di Sopra, in provincia di Pordenone, si celebra il salume IGP con laboratori nelle aziende agricole, un mercato di produttori, degustazioni e passeggiate nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
Una montagna friulana lontana dalle rotte turistiche più frequentate, dove i borghi in pietra, i sentieri immersi nei boschi e le tradizioni gastronomiche raccontano un legame profondo con il territorio: ecco la Val Tramontina, nel Pordenonese, che invita a scoprire i suoi paesaggi autunnali in occasione della Festa della Pitina, dedicata quest’anno all’arte dell’affumicatura e intitolata Ciò che il fuoco custodisce.

Organizzata dalla Condotta Slow Food del Pordenonese, la manifestazione è un’occasione per conoscere una delle specialità più caratteristiche della cucina friulana, ma anche per incontrare chi ha scelto di vivere e lavorare in montagna, recuperando antichi saperi e valorizzando le produzioni locali.
La Pitina è un salume particolare perché non viene insaccato: la carne, tradizionalmente di selvaggina e oggi anche ovina e caprina, viene lavorata a mano in piccole polpette, ricoperta di farina di mais e affumicata. Nata come metodo di conservazione delle carni durante i lunghi inverni montani, è oggi riconosciuta con l’Indicazione geografica protetta (IGP) ed è stata il primo Presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia.
Laboratori del gusto nelle aziende agricole
Il programma della Festa permette di entrare direttamente nelle realtà produttive della valle, trasformando la visita in un’esperienza a contatto con le tradizioni locali.
Sabato 7 novembre, al mattino, i fratelli Gambon accoglieranno i partecipanti nella loro azienda in località Sot Maleon per un laboratorio dedicato alla caseificazione: si potrà scoprire come si prepara una caciotta a latte crudo e come si ottiene la ricotta. Nel pomeriggio l’appuntamento si sposta a Borgo Titol, dove il laboratorio Impariamo a fare la Pitina guiderà i partecipanti attraverso le diverse fasi della preparazione, dalla lavorazione della carne alla scelta delle spezie, fino all’affumicatura.
Proprio Borgo Titol rappresenta una delle storie che raccontano il rinnovato interesse per le terre alte: Roberto Ferraro e Xiao Lei hanno recuperato un borgo abbandonato, trasformandolo in un’azienda agricola e in un agriturismo in cui si incontrano cultura friulana e cinese. I laboratori del gusto sono su prenotazione.
Dalle Alpi alla Scandinavia, le tradizioni dell’affumicatura
La Festa amplia lo sguardo oltre i confini regionali, mettendo a confronto tecniche e prodotti che hanno nell’affumicatura un elemento distintivo. Dalla Valtellina arriveranno le esperienze legate alla preparazione della bresaola, mentre dal Trentino sarà protagonista la mortandela storica della Val di Non, affumicata a freddo con fumo naturale di faggio. L’Alto Adige porterà invece in scena la salsiccia tirolese e i würstel affumicati.
Il percorso gastronomico guarda anche al Nord Europa, con la partecipazione annunciata di una cuoca e ristoratrice svedese, cresciuta in una fattoria norvegese, la cui presenza è in via di conferma. Dimostrazioni e laboratori a rotazione consentiranno ai visitatori di avvicinarsi alle diverse tecniche di lavorazione.
A completare l’esperienza ci sarà il Mercato della Terra, con circa 50 aziende, produttori locali, Presìdi Slow Food e realtà aderenti a Io Sono FVG. Negli spazi dedicati alla ristorazione, cuochi e operatori gastronomici proporranno piatti ispirati alle tradizioni del Friuli, della Toscana e della Puglia, accompagnati dai vini delle cantine del territorio e dalle birre artigianali.
Pozze Smeraldine e borghi da scoprire
La Festa può diventare anche il punto di partenza per un fine settimana dedicato all’esplorazione della Val Tramontina, interamente compresa nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
Tra le mete più suggestive figurano le Pozze Smeraldine, piscine naturali formate dal torrente Meduna, raggiungibili attraverso un itinerario ad anello di circa sette chilometri che attraversa anche Borgo Titol.
La valle offre inoltre percorsi verso i laghi del Ciul e di Selva e antichi insediamenti come Frassaneit, mentre nei dintorni si possono esplorare i borghi di Palcoda e Tamar.
Per chi desidera alternare le escursioni ai momenti di riflessione, il programma comprende un’esperienza di Forest Bathing e riconnessione con la natura, incontri dedicati al rapporto tra cibo e territorio e la presentazione del libro Rifugi per un tempo sospeso. Domenica il Forum della Montagna – Dolomiti Days porterà l’attenzione sul futuro delle comunità montane e sulle opportunità per chi sceglie di restare o tornare a vivere in questi luoghi.
La Festa della Pitina diventa così un invito a scoprire una montagna autentica, attraverso i suoi paesaggi, le persone e i sapori. Perché custodire una tradizione non significa soltanto conservare una ricetta, ma mantenere viva la storia di una comunità.















