Forme bianche. Suggestioni di acqua e tempo è una mostra fotografica di Gisella Motta, tutta da scoprire, in uno dei comprensori più alti d’Europa, nel cuore di Val Thorens–Orelle, all’interno di Caron 3200, il nuovo spazio che reinventa l’esperienza della montagna contemporanea.
Voluta da Atout France Italia e Caron 3200, l’esposizione celebra il bianco come linguaggio visivo e poetico, attraverso immagini che raccontano la neve come materia viva, in continuo mutamento.

Protagonista è lo sguardo di Gisella Motta, fotogiornalista che vive a Stresa, sul Lago Maggiore, e che da sempre intreccia la propria ricerca fotografica con il mondo della montagna. Le immagini nascono soprattutto nei territori a lei familiari – dal Verbano-Cusio-Ossola al Mottarone, dall’Alpe Devero alla Val Formazza, da Macugnaga ad Alagna – ma si aprono anche ad altri paesaggi, dalla Valtellina all’Abruzzo, fino al Marocco e a Gressoney. Ovunque si posi il suo obiettivo, la neve diventa racconto.
Il bianco domina la scena, mentre il colore resta in sottofondo, a sostegno dell’idea. La neve, agglomerato di acqua e aria, viene “dipinta con la luce” e trasformata in esperienza visiva concreta e materica. Il freddo non traspare, lascia spazio a una sensazione inattesa di calore e quiete. Ogni scatto isola dettagli che spesso passano inosservati e li restituisce come forme effimere e irripetibili, nate dall’incontro tra vento, gelo e sole.

La mostra invita a rallentare, a osservare, a riconoscere quella bellezza silenziosa che ci circonda e che, una volta fermata in un’immagine, diventa eterna.
Come suggerisce il celebre monologo di American Beauty, davanti a tanta bellezza è impossibile restare indifferenti: passeggiando tra le fotografie di Forme bianche, si ha la sensazione che quel momento di consapevolezza sia finalmente arrivato.
La mostra rimarrà aperta fino al 3 marzo 2026.

Gisella Motta: Fotogiornalista, socia GIST, vive a Stresa sul Lago Maggiore.
Il suo viaggio nel mondo della fotografia inizia molto presto, fin dalle scuole medie, con lo sviluppo in casa delle proprie pellicole.
La passione si trasforma poi in professione che la porta a collabore con le maggiore testate storiche di turismo.
Il suo terreno d’azione comprende la scoperta di antichi borghi, le riprese di interni, le manifestazioni folcloristiche e soprattutto il reportage di montagna, meglio se sulla neve.












