C’è una strada che più di ogni altra racconta l’anima degli Stati Uniti. È la Route 66, la “Mother Road”, che nel 2026 celebra il suo centenario.
Un secolo di viaggi, migrazioni, sogni e libertà racchiusi in 3.755 chilometri che collegano Chicago a Santa Monica, attraversando gli 8 stati di Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California, su una distanza complessiva di 3.755 chilometri.
Istituita l’11 novembre 1926 come una delle prime autostrade federali americane, la Route 66 fu inizialmente una strada sterrata.
Eppure, in pochi decenni, divenne il simbolo del viaggio on the road e dell’America in movimento.
Negli anni della Grande Depressione accompagnò migliaia di famiglie verso Ovest, mentre nel dopoguerra si trasformò nella via delle vacanze e della scoperta.
Nel 1940 John Steinbeck, nativo di Salinas, Ca, la rese immortale nel romanzo Furore, definendola “Strada Madre”, così come fece Jack Kerouac nel 1951 nel libro “On the road” manifesto della Beat Generation.

Illinois: il punto di partenza
Il viaggio sulla “66” inizia a Chicago, metropoli vibrante affacciata sul Lago Michigan. Tra grattacieli iconici, musei di fama mondiale e quartieri dinamici, la città rappresenta il perfetto trampolino di lancio per un itinerario che attraversa l’America più autentica.
Qui il cartello “Begin Route 66” segna l’inizio simbolico di un’esperienza che è insieme viaggio e rito.
Attraversando l’Illinois, la strada si snoda tra campagne e cittadine storiche, anticipando l’ingresso nel cuore degli Stati Uniti.

Missouri: tra storia, architettura e spirito americano
Dopo aver lasciato l’Illinois, la Route 66 entra in Missouri, uno stato che combina perfettamente fascino urbano e atmosfere rurali. La tappa principale è St. Louis, dominata dall’iconico Gateway Arch, simbolo dell’espansione verso Ovest.
Il Missouri è anche celebre per le sue attrazioni “on the road”: dalle storiche Meramec Caverns, pubblicizzate lungo tutta la Route 66, fino ai piccoli diner e motel vintage che conservano l’atmosfera degli anni d’oro della strada. Qui il viaggio assume un ritmo più lento, fatto di soste autentiche e incontri con la cultura locale.

Kansas: il tratto più breve, ma ricco di fascino
Con appena 21 chilometri di percorso, il tratto in Kansas è il più breve della Route 66, ma anche uno dei più curiosi e iconici. Qui si trovano luoghi simbolici come Galena e Baxter Springs, che custodiscono lo spirito più autentico della “Mother Road”.
A Galena, gli appassionati riconosceranno l’ispirazione per il personaggio Cricchetto del film Cars, mentre a Baxter Springs si può attraversare il suggestivo Rainbow Bridge, uno degli ultimi ponti ad arco in cemento ancora esistenti lungo il percorso originale.

Oklahoma: neon, musica e tradizione
In Oklahoma, la Route 66 entra nel suo tratto più iconico. Tulsa si autodefinisce “capitale della Route 66”, con oltre 250 insegne al neon lungo la strada. La città offre concerti, festival ed eventi durante tutto l’anno.
Poco dopo si arriva a Oklahoma City, conosciuta anche come la “Capitale Mondiale dei Concorsi Ippici”. Tra le attrazioni spicca il National Cowboy & Western Heritage Museum, che racconta la storia del West americano, insieme ad altri musei e quartieri vivaci.

Texas: spazi sconfinati e icone pop
La Route 66 entra poi nel nord del Texas, attraversando il Panhandle, terra di ranch, cowboy e orizzonti infiniti. A Amarillo si trovano alcune delle attrazioni più iconiche e curiose della strada, come il Cadillac Ranch, installazione artistica con auto conficcate nel terreno, e il Big Texan Steak Ranch.

New Mexico: culture e deserti
Ed eccoci in New Mexico, dove si mescolano le atmosfere dei Nativi Americani e quelle del retaggio spagnolo. Il tratto della Route 66 attraversa città come Santa Rosa, Santa Fe, Tucumcari, Grants, Albuquerque e Gallup.
Albuquerque, fondata nel 1706, è oggi uno dei centri più importanti lungo la Route 66, nota per il volo in mongolfiera e per il tratto urbano più lungo e intatto della storica strada. In occasione del centenario, molti edifici sono stati riqualificati e le insegne al neon restaurate.

Arizona: natura spettacolare
Si entra in Arizona, dove la Route 66 offre scenari naturali straordinari.
Il Petrified Forest National Park sorprende con tronchi pietrificati e colori unici, mentre il Meteor Crater è tra i meglio conservati al mondo. A breve distanza si trova anche il Grand Canyon.

California: il traguardo sull’oceano
Ultimo stato della Route 66 è la California. Il percorso attraversa il Deserto del Mojave, montagne e vallate, fino a raggiungere l’oceano Pacifico.
L’arrivo a Santa Monica rappresenta il culmine del viaggio: il celebre cartello “End of the Trail” sul molo è una tappa obbligata per ogni viaggiatore, simbolo della conclusione di un itinerario leggendario.

Un secolo di storia, un viaggio senza tempo
A cento anni dalla sua inaugurazione, la Route 66 continua a rappresentare molto più di una strada. È un’esperienza culturale, un viaggio nella storia americana e un simbolo universale di libertà.
Oggi si può ripercorrerla da cima a fondo su un tracciato molto simile a quello originario, attraverso i campi del Midwest, il fiume Mississippi e gli affascinanti deserti del Sud-Ovest fino all’Oceano Pacifico. Per un’immersione nell’America più vera, seguendo la leggendaria tradizione dei viaggi on the road.
Photocourtesy https://route66centennial.org/












