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sabato, Giugno 6, 2026

LAND, il cinema diventa ponte culturale: in Italia la Spring School per giovani filmmaker palestinesi

Dodici giovani aspiranti filmmaker arrivati dal West Bank stanno vivendo in Italia un’esperienza che unisce formazione, dialogo interculturale e racconto del territorio attraverso il linguaggio audiovisivo.
Si chiama LAND – Spring School di Cinema per giovani palestinesi ed è il progetto promosso da Cinema In Verde insieme ad ACS – Associazione Cooperazione e Solidarietà, nato come iniziativa di solidarietà e cooperazione internazionale.

L’obiettivo è offrire ai partecipanti strumenti professionali per raccontare ambiente, società e identità culturali attraverso il cinema documentario e il linguaggio audiovisivo contemporaneo.
Un percorso che, oltre alla formazione tecnica, rappresenta anche un viaggio nell’Italia del cinema, della natura e della creatività.

Il programma, sviluppato tra aprile e maggio 2026, prevede due mesi intensivi di lezioni teoriche, workshop, visite e produzioni sul campo, culminando nella realizzazione di cortometraggi che saranno presentati durante la prossima edizione del Festival Cinema In Verde, in programma a settembre.

Tullio Bernabei

Tra i protagonisti del progetto figura Tullio Bernabei, socio GIST, documentarista naturalistico di fama internazionale, recentemente nominato dal Ministero della Cultura – attraverso l’Istituto Centrale per l’Archeologia – membro del Tavolo Tecnico Consultivo nazionale incaricato di elaborare le linee guida per le ricerche archeologiche in ambienti confinati come grotte e tombe.
Un incarico prestigioso che riconosce l’esperienza maturata sul campo in decenni di esplorazioni, documentazione e divulgazione.

All’interno della Spring School, Bernabei guiderà un corso intensivo di cinque giorni dedicato alla comunicazione audiovisiva della natura e al documentario ambientale, dal 25 al 29 maggio, durante una residenza presso PandatariaFilm.
Un laboratorio che permetterà agli studenti di confrontarsi con tecniche narrative, linguaggi visivi e modalità di racconto del paesaggio e della biodiversità.

«Dobbiamo aiutare queste persone a raccontare, a 360 gradi – spiega Bernabei – è il principio che accompagna il progetto, che anche sintetizza la volontà di trasformare il cinema in uno strumento di espressione, inclusione e crescita professionale».

Il percorso coinvolge alcune importanti realtà del panorama audiovisivo italiano.
Le società di produzione Groenlandia e Zen 2030 organizzano masterclass e incontri con figure di rilievo del cinema italiano, tra cui Matteo Rovere e Giulia Steigerwalt, oltre a visite ai set e agli studi di Cinecittà.

La formazione professionale comprende inoltre un corso completo di video design realizzato da IED – Istituto Europeo di Design, che accompagna gli studenti nelle diverse fasi della produzione audiovisiva: ideazione, scrittura, regia, fotografia, montaggio e sound design.

Accanto alle competenze tecniche, il progetto dedica ampio spazio alla sostenibilità ambientale e alla comunicazione sociale. Sapienza Università di Roma mette a disposizione il proprio Orto Botanico per attività formative e lezioni dedicate alle scienze ambientali, mentre Silverback – greening the communication cura un modulo specifico sulla comunicazione ambientale.

Gli studenti vengono inoltre seguiti da registi, autori e professionisti del settore come Angelo Loy, Alessandro Bernard, Ilaria Congiu, Francesco De Augustinis e Barbara Chichiarelli.

Il risultato finale saranno cortometraggi dedicati a temi sociali e ambientali, opere che uniranno sguardi, esperienze e territori differenti, trasformando il viaggio formativo in una narrazione collettiva capace di costruire connessioni culturali attraverso il cinema.

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