Un museo d’impresa che festeggia e racconta il centenario della DEISA Ebano

Oltre 300 bozzetti d’autore e prototipi della DEISA Ebano sono esposti per la prima volta a Bologna, direttamente dalla storica azienda bolognese che apre il suo archivio e racconta un secolo di arte e industria Made in Italy.
Accanto a macchinari d’epoca e strumenti produttivi, esposti disegni originali, progetti inediti e fotografie dei grandi maestri del Novecento: da Mingozzi a Mauzan, da Fontana a Migliori. Allestimento e catalogo scientifico a cura della storica dell’arte Francesca Sinigaglia.

Una storia industriale che unisce arte e impresa e che, da più di cento anni, cammina con gli italiani, accompagnando l’evoluzione del costume e dell’immaginario nazionale.

DEISA Ebano
Maddalena e Luca Rossi

È la storia di DEISA Ebano, eccellenza del comparto chimico entrata nella vita quotidiana del Paese con marchi storici come Ebano, Zig Zag, Voilà, Aquila fino al più recente Calzanetto e le altre linee, sviluppate in decenni di continua innovazione.
Nata negli anni Venti e guidata dal 1939 dalla famiglia Rossi, che ancora oggi ne mantiene sede e identità produttiva a Bologna, è sinonimo di continuità imprenditoriale, pionierismo in materia di welfare aziendale e avanguardia sul fronte della comunicazione. Un emblema di quel Made in Italy che ha saputo interpretare le grandi trasformazioni del Novecento, preservando qualità industriale e valore culturale.

È questo il significato più profondo delle celebrazioni del Centenario di DEISA Ebano, che culminano, il 16 ottobre 2026, con l’inaugurazione del Museo DEISA Ebano, allestito all’interno della sede di via Edoardo Collamarini 27, a Bologna.

DEISA Ebano
Ebano, Apollo Spiaggia, novembre dicembre 1961

Il progetto espositivo nasce grazie alla collaborazione con la storica dell’arte Francesca Sinigaglia, che ha curato l’allestimento e il catalogo fondativo del museo. Con oltre trecento bozzetti, disegni originali, manifesti di grande formato, fotografie, progetti di vetrine, prototipi, macchinari d’epoca e strumenti produttivi, il Museo rappresenta, dunque, una galleria del Novecento italiano. Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio nell’arte applicata alla comunicazione: dal segno Déco alla sintesi razionalista, dalle atmosfere esotiche di inizio secolo all’euforia del boom economico, fino alla fotografia d’autore contemporanea.

“Creare un museo dentro la fabbrica – afferma Luca Rossi, Presidente di DEISA Ebano – significa affermare che la nostra storia non è un ricordo, ma una parte del lavoro di ogni giorno. Cento anni di Made in Italy si misurano nella longevità e nella qualità dei prodotti, ma anche nel modo in cui un’azienda ha saputo interpretare i cambiamenti della società, coniugando tecniche antiche e sguardo al futuro. Crediamo che condividere il nostro patrimonio industriale e culturale con la città, e con tutto il Paese, sia il modo più giusto per celebrare il nostro Centenario”.

DEISA Ebano
Pietro Pietra, Stop, s.d., litografia

A suggellare il prestigio della raccolta, la firma di alcuni dei più grandi maestri dell’immagine, dalla grafica alla pittura, fino alla fotografia. Accanto a Giovanni Mingozzi (1891-1975), che collabora con l’azienda per oltre trent’anni e inventa il personaggio del solerte lustrascarpe ‘Sor Ebano’, ci sono le affiches di Achille Luciano Mauzan (1883-1952), i lavori di Aurelio Craffonara (1875-1945), tra i primi illustratori di Emilio Salgari e al quale si deve la brillante creazione dell’iconica foca dal manto nero. E ancora, Pietro Pietra (1885-1956), autore dell’elefante che si lucida la zampa, Marcello Dudovich (1878-1962)con l’eleganza del suo tratto dinamico e moderno, quindi, dagli anni Novanta il passaggio alla fotografia, con gli scatti sgargianti di Franco Fontana (1933-2026) e l’intensa ricerca di Nino Migliori, che nel 2002 dedica al marchio un lavoro appartenente al ciclo delle Trasfigurazioni.

“In questo museo – sottolinea Maddalena Rossi, Direttrice Commerciale e Marketing di DEISA Ebano – raccontiamo la vocazione di un’impresa di famiglia, che ha accompagnato l’immaginario degli italiani. Un’azienda che ha saputo e voluto parlare con il linguaggio dell’arte, per esprimere artigianalità, responsabilità e cura. Insieme a tutti i nostri dipendenti, abbiamo fatto tanta strada. Ci auguriamo di percorrerne ancora molta in futuro, con strategie nuove e con la promessa di conservare e valorizzare un’eredità creativa, fatta d’identità e prestigio, che oggi consideriamo un patrimonio di tutti”. 

Deisa EBANO
Stop, s.d., tempera su carta

Oltre i grandi nomi, il Museo restituisce dignità critica anche a decine di autori minori della grafica commerciale, tuttavia decisivi nella costruzione di un immaginario popolare che si ispira, nel corso dei decenni, agli stilemi di Fortunato Depero e Bruno Munari, al fumetto umoristico, ai chiaroscuri del linguaggio cinematografico. Un carosello artistico che spazia dalle lattine futuriste dell’insetticida Zig Zag, alle solari scene da spiaggia con le bagnanti anni Cinquanta, fino ai veicoli pubblicitari degli anni Sessanta, veri capolavori di meccanica e carrozzeria, che tornano oggi a brillare negli spazi aziendali.

L’allestimento museale nasce dal progetto scientifico diretto dalla storica dell’arte e Direttrice del Museo Ottocento Bologna, Francesca Sinigaglia e confluito nel volume ‘Un sogno lucido. DEISA Ebano: storia, bozzetti, manifesti e Museo’ (edizioni Pendragon).  Proprio dallo spoglio delle carte e dalla ricerca d’archivio, è emerso un dettaglio inedito: le prime tracce documentarie della ditta risalgono al 1922, mentre la memoria interna dell’azienda ha sempre tramandato oralmente il 1926 come anno di fondazione. Un’anticipazione cronologica che il volume ricostruisce e documenta.

“Raccontando l’evoluzione della comunicazione nel corso di tutto il Novecento – spiega la curatrice Francesca Sinigaglia – il Museo e il volume ricostruiscono una storia che diviene esempio universale. Il volume, nello specifico, è concepito non solo come ricerca storico-artistica, ma come catalogo fondativo del Museo stesso, di cui costituisce l’impianto critico, documentario e interpretativo. Si tratta certamente del frutto di un lavoro appassionante, ma soprattutto di uno strumento scientifico a servizio di future ricerche in materia di storia della grafica pubblicitaria italiana e di un contributo offerto allo sviluppo delle pratiche museologiche legate agli archivi d’arte e alla memoria d’impresa”.

Il Museo sarà aperto al pubblico su appuntamento, con ingresso gratuito. (Info e prenotazioni: museo@ebano.com).

L’iniziativa si svolge con il patrocinio di Museo Ottocento Bologna, Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e del Comune di Bologna.

Giuseppe De Biasi
Giuseppe De Biasihttps://giuseppedebiasi.wine/
Giornalista professionista e sommelier AIS, da oltre 30 anni si occupa di enogastronomia, cultura e turismo su quotidiani nazionali e riviste di settore. Nel 2009 ha ideato e, tuttora, cura “Cantine d’Italia” di Bell’Italia, prima rubrica mensile dedicata al vino ospitata stabilmente in una rivista di turismo. Dal lungo trascorso di coordinatore di “Avventure del Mondo” ha mantenuto l’indole di instancabile viaggiatore e curioso esploratore di nuovi territori.

Related Articles

- Advertisement -

Ultimi articoli