Il Lugana DOC è una delle denominazioni simbolo dell’area gardesana.
Un terroir felice dove il vitigno autoctono Turbiana, grazie ai fertili terreni e al clima mediterraneo garantito dal benefico influsso del Garda, dà origine a vini riconoscibili per freschezza, eleganza e capacità di evoluzione, espressione autentica di una forte identità, dalla crescente vocazione internazionale.
Bologna ha avuto il piacere di ospitare l’attivo Consorzio di Tutela Lugana DOC, presieduto da Fabio Zenato e diretto da Edoardo Peduto, a Villa Benni un momento di incontro e degustazione dedicato al racconto del Lugana contemporaneo: “Armonie Senza Tempo”,.
Con 50 produttori presenti e oltre 150 etichette in assaggio, l’appuntamento ha attirato più di 600 ospiti tra operatori del settore, stampa, ristoratori, enotecari e wine lover, confermando il crescente interesse verso una denominazione che si caratterizza per distinzione stilistica e capacità evolutiva.

Per la prima volta riuniti nel capoluogo emiliano sotto una visione condivisa, i produttori del Lugana hanno portato una storia corale fatta di territorio, cultura del vino e coesione produttiva.
Una presenza compatta che ha restituito l’immagine di una denominazione capace di esprimersi con una voce unica, pur nella varietà delle sue interpretazioni.
Bologna e Lugana DOC un rapporto in evoluzione
Edoardo Peduto ha sottolineato come la città felsinea abbia “…risposto con un entusiasmo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo percepito grande curiosità da parte del pubblico e degli operatori, ma soprattutto il desiderio di approfondire l’identità del Lugana attraverso il contatto diretto con i produttori. Questo evento ha dimostrato quanto sia importante presentarsi come un comparto unito. Non siamo qui soltanto come singole aziende, ma come un sistema-territorio capace di dialogare con i grandi attori della distribuzione e della ristorazione bolognese”.
Molto partecipate anche le due masterclass guidate da Fabio Giavedoni, giornalista e wine expert, che hanno accompagnato media e professionisti del settore in un percorso di approfondimento. “L’impronta del Lago: Geologia e Visione” e “I volti del Lugana: Identità e Avanguardia” hanno raccontato la pluralità della denominazione attraverso il confronto tra tradizione e innovazione.
In questi due momenti si sono approfondite le influenze pedoclimatiche di questa area, un terroir in cui convivono realtà eterogenee di artigiani storici, produttori pionieri e giovani leve, mettendo in evidenza il grande lavoro quotidiano che nasce da dedizione e passione per la propria terra.

«Il grande valore emerso durante la giornata è stata la capacità del Lugana di raccontarsi come un territorio vivo, sfaccettato e riconoscibile – afferma Fabio Giavedoni – Il pubblico bolognese ha scoperto un Lugana profondo, sapido, capace di passare dalla freschezza immediata alla complessità di riserve che non temono il passare degli anni. È emersa l’anima di un vino che non è solo piacevole, ma intellettuale e gastronomico».
Questo dialogo tra approfondimento tecnico e dimensione esperienziale ha trovato il suo naturale proseguimento nel walk around tasting serale, cuore pulsante dell’evento, che ha animato Villa Benni con degustazioni, incontri diretti con le cantine e momenti di confronto tra professionisti e appassionati.
Un’occasione concreta per esplorare le diverse espressioni della Turbiana e comprendere la versatilità di un bianco capace di spaziare dai profili più immediati e vibranti alle interpretazioni più profonde e longeve.
Con “Armonie Senza Tempo”, il Consorzio Tutela Lugana DOC conferma il proprio impegno nella valorizzazione di un territorio che ha saputo costruire la propria riconoscibilità internazionale mantenendo saldo il legame con le origini. L’evento di Bologna rappresenta un nuovo tassello nel percorso di promozione della denominazione e nella costruzione di un dialogo sempre più diretto con il mercato italiano, gli operatori e il pubblico dei wine-lovers.

Consorzio Lugana Doc
Il Lugana DOC nasce dalle colline che circondano il Lago di Garda, dove il terreno argilloso e il clima mite favoriscono la coltivazione della Turbiana, uva autoctona che dà vita a vini freschi, eleganti e longevi. La denominazione, riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, ricopre oggi 2.600 ettari con 214 produttori, esportando oltre il 60% della sua produzione in 65 paesi. Il Lugana si distingue per la sua varietà di espressioni, che spaziano da fresche e giovani versioni a complesse riserve. Il Consorzio promuove anche pratiche di sostenibilità e un crescente turismo enologico, con esperienze immersive nelle cantine e percorsi enoturistici certificati. Il territorio del Lugana, ricco di storia e bellezza, è una destinazione ideale per gli appassionati di vino, cultura e benessere.
Photo credit Consorzio Lugana DOC – Giuseppe De Biasi













