L’era dei viaggi decisi dall’Intelligenza Artificiale: la tecnologia italiana che supporta gli hotel indipendenti

Tra il crollo delle ricerche tradizionali e il predominio delle grandi piattaforme nelle risposte degli assistenti virtuali, la startup RankWit lancia la GEO (Generative Engine Optimization) per restituire visibilità e prenotazioni dirette al turismo indipendente.

Immaginate di trovarvi in cima a uno splendido belvedere sopra i tetti di Lisbona. Invece di farvi catturare dalla luce calda del tramonto che illumina la città, restate con la testa china e gli occhi incollati al display dello smartphone, intenti a spulciare decine di recensioni per capire se quel locale valesse davvero la fatica della salita. Per oltre vent’anni il turismo digitale è stato esattamente questo: una prigione di schermate aperte, un filtro continuo e stancante interposto tra noi e la bellezza dell’esperienza reale.

Oggi, quell’infrastruttura si sta sgretolando a una velocità impressionante. Non siamo di fronte a una flessione passeggera o a un semplice assestamento di mercato, ma al cambiamento di un’intera epoca digitale. Una rivoluzione silenziosa che sta cambiando per sempre il modo in cui immaginiamo e prenotiamo una vacanza.

La crisi dei giganti del web e l’impatto delle AI Overviews

Il “caso Tripadvisor”, sollevato dall’analisi The Tripadvisor Warning di Melvin Boecher, è il campanello d’allarme di una trasformazione profonda: in soli due anni la piattaforma ha perso 40 milioni di utenti mensili (da 160 a 120 milioni), vedendo dimezzato il proprio valore di mercato. La causa principale è la diffusione delle AI Overviews di Google, che forniscono risposte immediate trattenendo gli utenti senza generare traffico verso i siti esterni. Una dinamica che sta travolgendo anche altri colossi come Kayak.

A confermare il cambio di rotta sono i dati di Phocuswright: ormai quasi il 40% dei viaggiatori organizza le proprie vacanze tramite assistenti virtuali.

RankWit e il “caro affitti” della visibilità digitale

I grandi intermediari delle prenotazioni online (le OTA) si sono mossi prima di tutti gli altri, spendendo cifre da capogiro per occupare il nuovo spazio digitale. Secondo le rilevazioni della suite Meltwater, colossi come Booking.com ed Expedia controllano già oltre il 54% della visibilità totale all’interno delle risposte fornite dalle intelligenze artificiali quando si cercano hotel in Europa.

«I grandi intermediari hanno letteralmente comprato lo spazio sugli scaffali virtuali delle intelligenze artificiali», denuncia con chiarezza Davide Filiaggi, co-founder di RankWit. «Se un utente chiede oggi a ChatGPT di consigliare un boutique hotel a Porto, l’algoritmo va a pescare a mani basse nei loro giganteschi archivi. Per le strutture indipendenti il rischio mortale è quello di cadere in un affitto perenne della visibilità: si ritrovano costrette a versare commissioni assurde, fino al 35%, a piattaforme che usano poi quegli stessi soldi per dominare su Google e soffocare la vendita diretta degli alberghi».

Scudo italiano contro gli algoritmi: arriva la rivoluzione GEO Generative Engine Optimization

Proprio per colmare questo divario informativo ed evitare la marginalizzazione del turismo indipendente nasce RankWit, startup innovativa e Società Benefit fondata da Dario Valastro, Davide Filiaggi e dal CTO Vincenzo Marragony, che vede tra i soci e advisor Mirko Lalli nel ruolo di Presidente del CdA. La contromisura tecnologica ideata dall’azienda si chiama GEO (Generative Engine Optimization): la prima vera strategia strutturata per insegnare a hotel e territori come farsi comprendere, selezionare e consigliare in modo del tutto spontaneo da motori conversazionali quali ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude.

Rankwit
Il team Rankwit

Il manifesto della riconquista: i tre pilastri per non scomparire

Per battere il monopolio degli algoritmi e farsi raccomandare dall’intelligenza artificiale, la ricetta strategica proposta da RankWit si articola su tre direttrici fondamentali:

La reputazione diffusa sul web

L’AI non studia su un unico sito, ma “ascolta” l’intero ecosistema digitale. Occorre quindi presidiare capillarmente i luoghi in cui l’algoritmo impara: dai forum di Reddit alle recensioni video su YouTube, fino alle testate giornalistiche e ai social network.

Il contesto vince sulle parole chiave

L’intelligenza artificiale non risponde più alle vecchie logiche di posizionamento o ai tag nascosti. L’algoritmo cerca il senso profondo. Servono mappe concettuali in grado di spiegare alla macchina perché un determinato hotel rappresenta l’unica risposta perfetta al desiderio esatto del viaggiatore.

Architettura tecnica blindata

Bisogna ristrutturare da cima a fondo l’infrastruttura dei dati aziendali e i profili tecnici, fornendo ai motori di nuova generazione informazioni prive di errore e immediatamente digeribili.

Scienza contro algoritmi: l’alleanza con gli atenei per difendere i dati

Per evitare improvvisazioni in un mercato in continua mutazione, RankWit ha scelto la strada del rigore scientifico, stringendo partnership strategiche con l’Osservatorio Travel Innovation di un primario ateneo milanese e avviando progetti di ricerca avanzati insieme alle Università di Catania e Bologna per studiare e neutralizzare i bias (i pregiudizi di calcolo) annidati nei modelli linguistici (LLM).

«L’intelligenza artificiale sta riscrivendo da zero la mappa del mercato turistico globale», avverte Dario Valastro in conclusione. «Il nostro obiettivo primario è rimettere la proprietà e il controllo dei dati direttamente nelle mani degli albergatori, impedendo che l’accoglienza reale venga spazzata via. La transizione non è un’ipotesi del futuro, sta avvenendo adesso: chi non comincia oggi a posizionarsi sui motori di terza generazione, domani sarà semplicemente invisibile».

Elena Pizzetti
Elena Pizzetti
Laureata in lingue e letterature straniere moderne e giornalista professionista free lance, si occupa di giornalismo di viaggio e di hôtellerie da oltre 25 anni, con una particolare attenzione al turismo del lusso, del benessere e al termalismo.

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