Welcome Travel Group a Casablanca con 1.500 ospiti fra partner, associati, media, guarda al futuro con un piano ben delineato che rappresenta continuità ed evoluzione del network al tempo stesso.
Forte della solidità che è stato capace di costruire nel passato, facendo affidamento su un presente ricco di opportunità di mercato, da cogliere, Welcome Travel Group conclude con grande autorevolezza l’evento di Casablanca, ConnAction organizzato in Marocco.
I numeri sono impressionanti per un evento legato al mondo agenziale: oltre 1500 ospiti presenti tra agenti di viaggio, provenienti dalle oltre 2600 agenzie del network e 65 partner che hanno animato l’evento estero più imponente di sempre della distribuzione turistica organizzata italiana, con l’appoggio imprescindibile dell’ ONMT (l’Ufficio Nazionale del Turismo del Marocco) Alpitour World, Costa Crociere, Neos e Royal Air Maroc.

Paese protagonista dell’evento il Marocco una destinazione turistica in forte crescita, come ha confermato anche il ceo dell’Ente di promozione del turismo marocchino Visit Morocco, Achraf Fayda, che si aspetta di moltiplicare nei prossimi anni le presenze turistiche nel Paese, soprattutto dall’Italia dove opera uno strutturato e presente ufficio del turismo.
Degli oltre 17,4 milioni di arrivi registrati in Marocco nel 2024, meno di un milione proveniva dall’Italia, ma non è stato tutto turismo, bensì circa la metà sono stati movimenti etnici di marocchini che vivono in Italia, quindi non ascrivibili a cifre di movimenti turistici.
Il Marocco si sta impegnando con un importante piano di investimenti sia pubblici che privati, con l’obiettivo di far crescere il paese nordafricano quale destinazione turistica in vista dei mondiali di calcio “diffusi” che avranno luogo nel 2030 tra Marocco, Spagna e Portogallo, segno di una evidente integrazione del paese con i dirimpettai Europei.
Connessione, intesa come reciproco collegamento tra tutte le persone che compongono il network, e azione, e cioè un invito a partecipare in maniera attiva a tutte le attività organizzate dal network sono stati i due punti cardini che hanno dato origine alla crasi, titolo dell’evento.

Chi altri avrebbe potuto essere l’anfitrione dell’evento dal palcoscenico del The View Bouznika, teatro degli incontri con agenti e partner se non Adriano Apicella, l’amministratore delegato di Welcome Travel Group, network partecipato da Alpitour World e Costa Crociere, entrambi con il 50% del capitale sociale?
Apicella ha mostrato i numeri del network confrontando il periodo “pre-Covid” e la chiusura dello scorso anno.
Nonostante una contrazione numerica delle agenzie (-13%) il volume d’affari del gruppo è cresciuto del 22% e anche il dato relativo al numero di passeggeri processati ha fatto registrare un +4%.
Il viaggiatore post-Covid sembra più incline a scegliere le agenzie di viaggio, forse proprio perché si è scottato con il “fai da te” proprio durante i mesi più bui per il turismo, e non solo, e si è finalmente convinto a contare sulla sicurezza e sui meccanismi di un’industria organizzata piuttosto che con il fai da te che troppo spesso porta ad amare sorprese, a consuntivo.

Sull’onda del momento positivo, l’invito di Apicella a tutti gli agenti di Welcome Travel Group presenti è stato di non sedersi sugli allori ma, anzi, di approfittare di tutti i nuovi strumenti che il network sta sviluppando a beneficio dei propri associati.
Tra questi ci sarà sicuramente un tool destinato a sfruttare il “plus” del momento, quell’intelligenza artificiale che pur facendo storcere il naso a molti, potrebbe facilitare ancora di più il lavoro degli agenti di viaggio e rendere ancora più “phigital” le adv, che sono fortissime per quanto riguarda la presenza fisica sul territorio ma, ancora oggi, hanno alcune lacune dal punto di vista della presenza digitale, cosa ormai obbligatoria per presideiare più segmenti di mercato in maniera trasversale.
Obbligo in questo senso l’ascolto.
Apicella ha sottolineato come la forza di Welcome Travel Group non si debba intendere come la possibilità di avere una marginalità maggiore su questa o su quella pratica, ma nella consapevolezza di avere al proprio fianco un gruppo solido cui far sentire la propria voce per poter ottimizzare, tutti assieme, i processi e le sinergie.
Non si è discostato molto da questo leit motiv anche Pier Ezhaya, uno degli ospiti principali di Welcome Travel Group, il cui tema, al centro dell’intervento è stato “Far sentire la propria voce”, insomma “fare sistema” cosa di cui si parla molto ma nella cui direzione si agisce meno.

Il direttore generale della divisione tour operating di Alpitour World e presidente ASTOI Confindustria Viaggi ha espresso la speranza di poter vedere presto più unione e coesione nel settore del turismo organizzato, troppo frammentato e con associazioni di categoria replicate in più declinazioni, coesione utile al fine di poter dialogare al meglio con le istituzioni, come per esempio la lettera inviata all’Ue qualche giorno fa, per puntare i riflettori sulla riforma della direttiva pacchetti. E comunque tutto per agevolare il compito di rappresentare un settore, visto che lo stesso Ezhaya nel suo quinquennio in sella ad ASTOI si è confrontato con tre diversi ministri del turismo, ripartendo sempre da zero.
Luigi Stefanelli, vice president worldwide sales di Costa Crociere, ha poi enfatizzato davanti alla platea di Casablanca le Sea Destinations di Costa, commercializzate a partire dallo scorso giugno.
«Si tratta di mete inattese vissute durante la navigazione, collegate profondamente ai luoghi toccati dalle crociere Costa, dove la nave si ferma o rallenta, che possono essere vissute davvero solo nel “qui ed ora” – ha spiegato Stefanelli – Un esempio su tutti: davanti ai faraglioni di Capri la nave rallenta all’alba, per fare colazione con torta caprese e caffè servito nelle ceramiche tipiche. Questo è un elemento fortemente differenziante, e molto apprezzato dai passeggeri.
Spero che diventi ancor di più un elemento distintivo che possa risultare decisivo in fase di promozione del prodotto. Anche perché, al momento, Costa Crociere è l’unica compagnia al mondo a proporre qualcosa del genere».

Sul fronte Alpitour, Exhaya ha mandato un forte messaggio alle agenzie: fondamentale per Alpitour rimane il dialogo con il trade, anche rispetto al tema delicato delle commissioni.
“Non sempre offriamo la commissione più redditizia – ha ammesso Ezhaya – ma la cosa importante è l’effetto moltiplicatore dato dalla quantità visto che con un solo to si puà accedere a oltre 740mila posti aerei garantiti verso destinazioni strategiche, cosa che viene fatta senza richiedere commitment stringenti ai partner della distribuzione».
Guardando al futuro, Exhaya identifica quattro azioni fondamentali per il settore: reinvestire i profitti nello sviluppo, puntare sulla qualità, creare capacità e investire in comunicazione.
«La nostra missione è difendere il turismo organizzato, punto fondamentale. La morte dell’intermediazione più volte annunciata, con internet, con le Torri Gemelle, con il Covid, non è mai avvenuta. Siamo sopravvissuti, ci siamo adattati.
Ora l’IA ci sfratterà e ci farà sparire, stanno già chiosando i “soliti soloni”: qualche insidia c’è, perché cambierà la socialità delle persone, ma tutti i mutamenti vanno gestiti e sfruttati e sono certo che il settore saprà, come sempre, farlo. Vieppiù che in questo sistema del turismo organizzato c’è un po’ di resistenza al cambiamento, manca la capacità di accogliere l’innovazione. Invece dobbiamo accettare il cambiamento dei costumi e della società, fugando la troppa ritrosia che ci è tipica».
Il cambiamento e il prodotto
Se il cambiamento è inevitabile, Alpitour vuole guidarlo. «Dobbiamo evolverci dalla vendita di un viaggio, dobbiamo proporre quello che non c’è, esperienze incredibili – prosegue Ezhaya – Tra le novità più rilevanti lanciate quest’anno c’è Voyager, linea travelling individuale dedicata a chi non ama viaggiare in gruppo, che punta su unicità ed esclusività. Abbiamo inviato i nostri product manager in giro per il mondo per scovare esperienze uniche e irripetibili. Tra queste, la possibilità di vivere una serata esclusiva al MoMA di New York, aperto solo per pochi ospiti, o incontri straordinari come quello nella Monument Valley con una famiglia Navajo».

Alpitour investe anche in maniera importante sui propri asset alberghieri: il Tarika Domus in Sardegna subirà un importante restyling delle camere; Capo Verde Villa Do Farol sarà completamente ricostruito con un investimento di 28 milioni di euro per 300 camere mentre a a Zanzibar il gruppo è impegnato nella realizzazione del Nungwi Beach, struttura che, con un investimento di 16 milioni di euro, sorgerà su una delle spiagge più belle dell’arcipelago.
Sul tema sostenibilità, per concludere Ezhaya lancia una provocazione alle agenzie. «Parlando dei cataloghi – dice – spendiamo 3,4 milioni l’anno, e per distribuirli ci vogliono 70 autocarri e, per questo, vi chiedo: è ancora uno strumento valido di vendita? Secondo me è ora di fare un p asso avanti, infatti stiamo cercando strumenti alternativi più moderni ed efficaci».










