Qual è la direzione del turismo italiano nei prossimi anni?
Se n’è discusso nella cornice della Sala Koch di Palazzo Madama, che ha ospitato “Visione Turismo: politiche, territori, competenze, futuro”, una giornata di confronto che ha riunito istituzioni, imprese e protagonisti della filiera per analizzare lo stato di salute del settore e tracciarne le prospettive.
Promosso dal Dipartimento Turismo della Lega, guidato dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, l’incontro ha messo al centro un tema chiave: il turismo come asset strategico del Paese, non solo in termini economici, ma anche culturali, territoriali e occupazionali.

Ad aprire i lavori è stata Daniela Santanchè, ministro del turismo, che ha delineato un quadro incoraggiante per il 2025, segnato dall’aumento degli arrivi e da una crescita della spesa turistica.
Un segnale positivo che conferma la forza attrattiva dell’Italia, ma che richiede politiche coerenti per essere consolidato nel tempo.
A seguire, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle infrastrutture e sull’eredità dei Giochi Olimpici Milano-Cortina, indicati come leva strategica per la competitività futura delle destinazioni.
Il primo panel, “Il turismo visto dalla politica”, ha offerto un confronto trasversale tra forze parlamentari diverse. Dai temi della governance alla regolamentazione degli affitti brevi, fino al peso che il turismo dovrebbe assumere nelle politiche nazionali, il dibattito ha messo in luce una consapevolezza condivisa: il settore ha bisogno di visione, stabilità normativa e strumenti adeguati alla sua crescente complessità.

La formazione è stata uno dei fili conduttori dell’intera giornata.
In collegamento, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sottolineato come la conoscenza dei territori e la qualità del capitale umano rappresentino una leva decisiva per rafforzare la competitività del turismo italiano, soprattutto in un contesto globale sempre più selettivo.
Ampio spazio è stato dedicato all’incoming, un segmento di vitale importanza nel quadro economico del paese, con un confronto tra amministratori locali e operatori dell’ospitalità. Dal punto di vista dei territori, è emersa la necessità di politiche mirate e di una narrazione più coerente delle destinazioni, capaci di valorizzare identità, qualità e sostenibilità dell’offerta.
Il messaggio è chiaro: il potenziale del Sistema Italia è enorme, ma va governato con strategie condivise.

Non meno rilevante il focus su outgoing e distribuzione organizzata, che ha restituito una fotografia delle nuove dinamiche del mercato, delle trasformazioni della filiera trade e delle aspettative di viaggiatori sempre più informati, esigenti e attenti al valore dell’esperienza.
Uno sguardo più ampio è arrivato dall’intervento del professor Germano Dottori, che ha analizzato il peso della geopolitica sui flussi turistici internazionali, evidenziando come instabilità e scenari globali incidano in modo diretto sulle scelte di viaggio e sulle strategie delle imprese.
A chiudere la giornata, un ultimo approfondimento dedicato al capitale umano, con un messaggio condiviso: senza investimenti strutturali nelle competenze, il turismo rischia di perdere competitività proprio nel momento di maggiore crescita.

Nelle conclusioni, Gian Marco Centinaio ha ricordato la ricchezza dei “molti turismi” italiani – dal congressuale al wellness, dall’enogastronomico al wedding, fino allo sport e ai grandi eventi – sottolineando la necessità di valorizzarli in modo coordinato. «Non un’autocelebrazione – ha spiegato – ma un confronto concreto sulle priorità che il mondo del turismo chiede oggi alla politica, a partire dalla formazione».
I lavori sono stati coordinati e moderati da Nicola Romanelli di Travel Hashtag Advisory.












