Un fitto calendario di eventi, laboratori e percorsi esperienziali trasforma la storica tenuta di Grottaferrata in un’officina culturale dedicata alla biodiversità dei Colli Albani e alle tradizioni gastronomiche nazionali.
Il 19 marzo 2026 segna una data spartiacque per il turismo d’esperienza ai Castelli Romani. Con l’inaugurazione ufficiale della Terrazza di Villa Cavalletti, la storica dimora tuscolana completa un ambizioso percorso di rigenerazione che unisce agricoltura biologica, ospitalitĂ contemporanea e tutela del patrimonio immateriale. Dopo il successo del restauro del Villino Rosso e del Museo dell’Olio, la nuova struttura si pone come il cuore pulsante di un programma annuale dedicato alla Cucina Italiana, proclamata Patrimonio dell’UmanitĂ dall’UNESCO.
Uno spazio di dialogo tra storia e contemporaneitĂ
Situata all’ultimo piano dell’edificio dell’Accademia, attiguo alla villa storica, la Terrazza non è solo un punto panoramico, ma una vera e propria “officina esperienziale”. Il progetto architettonico reinterpreta l’identitĂ del luogo attraverso un linguaggio da agriturismo contemporaneo: materiali autoctoni come il cotto e il travertino dialogano con elementi di design industriale e icone del XX secolo, come le sedute Thonet N.14 recuperate dai depositi della villa.
«Abbiamo immaginato la Terrazza come uno spazio conviviale aperto – spiega la proprietà – dove il cibo diventa linguaggio culturale. Qui la cucina italiana si trasforma in un’esperienza condivisa capace di unire comunità locale e flussi turistici internazionali».

Il convegno inaugurale: i custodi del patrimonio
L’apertura del 19 marzo sarĂ accompagnata da un dibattito di alto profilo moderato dalla giornalista Ornella D’Alessio. Al centro del confronto, il tema “La Cucina Italiana come Patrimonio UNESCO: tra identitĂ , territorio e sostenibilitĂ ”.
Tra i relatori d’eccezione figurano Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia, che approfondirĂ il ruolo dei Presidi nella tutela della biodiversitĂ , e il Prof. Pier Luigi Petrillo, Direttore della Cattedra UNESCO presso l’UniversitĂ Unitelma Sapienza. Il punto di vista tecnico e professionale sarĂ affidato ad Alessandro Circiello (FIC Lazio), mentre Stefano Corbari (Fiavet Lazio) analizzerĂ il nesso inscindibile tra offerta gastronomica e attrattivitĂ territoriale. La giornata si concluderĂ con una sessione tecnica di degustazione di oli extravergine di oliva, eccellenza della produzione biologica della tenuta.

Un calendario di “Riti Collettivi”: da aprile a novembre
Il palinsesto di Villa Cavalletti per il 2026 è pensato per celebrare il cibo come atto sociale. Gli appuntamenti, con prezzi a partire da 50 euro, spaziano dalla didattica alla pura convivialità :
- 18 Aprile & 9 Maggio: “A Tavola con Slow Food”, focus su carni tradizionali, legumi e grani antichi.
- 23 Maggio: “Eppur Fila…”, laboratorio di filatura del formaggio per famiglie in collaborazione con ONAF.
- Estate in Jazz: Il 20 giugno, 18 luglio e 22 agosto saranno dedicati alla scoperta dei vini del territorio con l’apporto tecnico di ONAV, tra degustazioni consapevoli e musica dal vivo.
- 21 Novembre: Chiusura stagionale con “Il tempo come ingrediente”, un viaggio alla scoperta dei tesori caseari di fossa.
Percorsi culturali e il richiamo del “Grand Tour”
Oltre alla gastronomia, Villa Cavalletti propone percorsi culturali (a partire da 12 euro) che mirano a riscoprire il locus amoenus celebrato dai viaggiatori del passato. Il 26 aprile un tour speciale collegherĂ le Ville Tuscolane (Cavalletti, Falconieri e Mondragone) tramite navetta, mentre il 21 giugno l’incontro “Lo sguardo dell’altro” analizzerĂ come gli autori stranieri hanno raccontato i Castelli Romani nei secoli.
Non mancheranno presentazioni editoriali, come quella del volume Vite & Vite di Elvia Gregorace (28 maggio), che intreccia letteratura e identitĂ enologica.

Il Villino Rosso e il Museo dell’Olio
Fiore all’occhiello della tenuta è il Villino Rosso, un manufatto del XVII secolo oggi trasformato in un museo multimediale. Al suo interno, il frantoio tradizionale del ‘900 è stato restaurato per raccontare l’evoluzione della produzione olearia, culminando nel Laboratorio Olfattivo, dove la ricerca contemporanea incontra l’analisi sensoriale.
Un ecosistema tra archeologia e natura
Villa Cavalletti sorge su un’area di enorme valore archeologico risalente al X secolo a.C., parte dell’antico complesso di Tusculum. Gestita dall’Azienda Agricola Biologica Tierre, la tenuta rappresenta oggi un modello di sostenibilitĂ nel cuore del Parco Regionale dei Castelli Romani. Con i suoi 15.000 ettari di biodiversitĂ vulcanica, il Parco fornisce la cornice ideale per questo progetto di valorizzazione che non dimentica le radici sociali ed economiche del Lazio.











