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mercoledì, Febbraio 18, 2026

Viaggi d’affari in Italia: l’internazionalizzazione diventa una necessità

Il mercato italiano dei viaggi d’affari attraversa una fase di trasformazione profonda.
A fotografarla è l’Osservatorio Business Travel 2026, che restituisce l’immagine di un settore chiamato a rivedere strategie, priorità e geografie in risposta a uno scenario internazionale sempre più complesso.

Tra tensioni geopolitiche, politiche protezionistiche, nuovi dazi e una generale incertezza macroeconomica, le aziende italiane mostrano un approccio più prudente alle trasferte, privilegiando spostamenti a corto raggio o verso destinazioni considerate meno critiche.

Nel 2025, secondo i dati dell’Osservatorio, il business travel in Italia ha registrato un rallentamento, pur senza arrestarsi. Un’eccezione significativa è rappresentata dal picco di viaggi verso gli Stati Uniti nel primo semestre dell’anno, interpretato dagli analisti come una corsa alla chiusura di accordi commerciali prima dell’entrata in vigore di nuove tariffe doganali.

Un segnale che conferma come le dinamiche geopolitiche influenzino sempre più direttamente le scelte di mobilità aziendale.

Affari
Giorgio Garcea

In questo contesto articolato si inserisce la strategia di Cisalpina Tours International (CTI), che ha affiancato l’Osservatorio Business Travel 2026 in qualità di partner, partecipando al dibattito sul futuro del settore con l’intervento del Chief Commercial & Operations Officer, Giorgio Garcea.
La lettura di CTI è chiara: il mercato italiano dei viaggi d’affari non può più restare confinato entro i propri confini, ma è chiamato a internazionalizzarsi per restare competitivo.

I numeri raccontano una crescita in controtendenza rispetto al quadro generale.
Dal 2015 al 2025, CTI ha più che raddoppiato il proprio travel value, passando da 300 a 640 milioni di euro, ed è oggi operativa in nove Paesi.
Nel solo ultimo anno, i volumi sono cresciuti del 6,8% e le transazioni del 7,9%, sostenuti da un aumento del 27% dei clienti e da un tasso di fidelizzazione che sfiora il 98%.

Un risultato che riflette la capacità di intercettare le esigenze di settori complessi e altamente strutturati: utilities, trasporti e logistica, servizi avanzati, che insieme rappresentano il cuore della clientela business.

Garcea:, C.T.I viaggi d’affari più consapevoli

«Le aziende continuano a viaggiare, ma lo fanno in modo più consapevole – spiega Garcea – Se da un lato top manager e figure tecniche mantengono un’elevata frequenza di trasferte, dall’altro il middle management adotta un approccio più selettivo, pianificando con attenzione e ottimizzando i costi. In questo scenario, il ruolo della travel management company evolve: non più semplice fornitore, ma consulente strategico capace di costruire soluzioni su misura, dalla gestione dei flussi internazionali ai servizi Premium e VIP Concierge, pensati per migliorare l’esperienza del business traveller».

Accanto alla dimensione economica e organizzativa, emerge con forza il tema del Travel Risk Management.
L’Osservatorio evidenzia come il Duty of Care resti un’area critica: quasi la metà delle aziende italiane ne ha una conoscenza limitata o nulla e solo il 45% dispone di una travel policy pienamente conforme agli obblighi normativi. Un dato particolarmente rilevante se si considera che, nel periodo post-Covid, le trasferte verso destinazioni con fattori di rischio sono aumentate del 36%.

«Proteggere i dipendenti in viaggio non è solo un dovere morale o legale, ma un investimento strategico», sottolinea Garcea. Prevenzione, monitoraggio e preparazione diventano elementi centrali per garantire continuità operativa e tutela della reputazione aziendale, andando oltre la semplice gestione dell’emergenza.

VIaggio d'affari C.T.I. COnsulenza
Immagine AI by Grok

Guardando al 2026, CTI prevede un ulteriore incremento del travel value del 6%, confermando una visione orientata alla crescita internazionale, all’innovazione dei servizi e alla personalizzazione dell’offerta. In un mercato dei viaggi d’affari sempre più selettivo e globale, la capacità di coniugare efficienza, sicurezza e consulenza avanzata appare destinata a diventare il vero fattore distintivo.

CTI – Cisalpina Tours International

È la TMC (travel management company) del gruppo, che organizza e gestisce i viaggi d’affari di 800 aziende clienti, sia nazionali che internazionali, per circa 2,2 milioni di transazioni all’anno. Oltre al business travel, Cisalpina è dedicata all’organizzazione e alla gestione di eventi aziendali, viaggi di incentivazione, programmi congressuali e possiede al suo interno un’agenzia di live communication che si chiama Out of the Blu. Parte della società anche Cisalpina VAAM, specializzata nei viaggi del Terzo Settore: voluntary, adoption, association, missionary.

Con headquarter a Rosta (TO) conta oltre 600 dipendenti e 9 Business Travel Service Center. È presente con uffici a New York, in Turchia (Istanbul e Izmir), a Cipro (Limassol), in Brasile (Santos), ad Amburgo, Madrid, Parigi, Londra e Ginevra; prossimamente è prevista l’apertura nel Middle East e nel Far East.

Massimo Terracina
Massimo Terracina
Giornalista dal 1987 si è sempre occupato di sport e turismo, con incursioni professionali su radio e tv. Ha sempre la valigia pronta per esplorare il mondo, inesauribile fonte di spunti. Viaggiare allarga la mente. "State viaggiati" (con licenza)

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