Dal 7 al 24 maggio 2026, in concomitanza con la Biennale d’Arte di Venezia, Venezia si arricchisce di un nuovo, ambizioso polo culturale: l’apertura al pubblico del Palazzo delle Arti e delle Culture della Fondazione Giancarlo Ligabue, ospitato nello storico Palazzo Erizzo Ligabue affacciato sul Canal Grande.
Un’inaugurazione che si inserisce perfettamente nel calendario internazionale dell’arte e che propone ai visitatori un’esperienza immersiva e trasversale, tra discipline e civiltà, attraverso la mostra “Collecto”.
Un’apertura straordinaria per il pubblico internazionale
Per celebrare il debutto, la Fondazione ha previsto un’iniziativa speciale: ingresso gratuito su prenotazione con visita guidata dal 7 al 24 maggio.
Un’occasione unica per scoprire uno spazio che ambisce a diventare un punto di riferimento per la divulgazione culturale e scientifica in città.
Dopo questa fase inaugurale, il Palazzo riaprirà con ingressi a pagamento a partire dal 17 settembre 2026, sempre con formula guidata, consolidando una proposta culturale di alto profilo pensata per un pubblico internazionale e attento.
“Collecto”: un viaggio nella storia dell’umanità
«Collecto è molto più di una mostra – spiega il Presidente della fondazione, Inti Ligabue – è un racconto articolato che attraversa miliardi di anni e mette in relazione culture, simboli e forme archetipiche dell’umanità. Il percorso prende avvio da un oggetto straordinario: un meteorite di 4,5 miliardi di anni, testimonianza delle origini dell’universo, per arrivare all’arte contemporanea, passando attraverso oltre 20.000 anni di storia umana».

In esposizione oltre 400 opere e reperti che spaziano dalla paleontologia all’archeologia, fino alle arti figurative e contemporanee.
Tra i nomi presenti, veri pilastri della storia dell’arte come Ambrogio Lorenzetti, Leonardo da Vinci e Giambattista Tiepolo dialogano idealmente con artisti contemporanei come Arcangelo Sassolino e Nico Vascellari.
Il risultato è un percorso non cronologico, ma tematico, che affronta grandi questioni universali: la nascita e la morte, il potere, la bellezza, il rapporto con il divino e con gli antenati.
Dalle civiltà antiche al contemporaneo globale
Il cuore della mostra è un dialogo continuo tra mondi apparentemente distanti.
Le civiltà mesopotamiche, con tavolette e sigilli alle origini della scrittura, si affiancano alle antichità classiche greche ed etrusche, fino ad arrivare alle culture precolombiane e oceaniche.
Tra i pezzi più significativi emergono una maschera funeraria della cultura Lambayeque in tumbaga, sculture maya e manufatti africani e oceanici di grande valore simbolico.
Accanto a questi, opere di fotografia contemporanea come quelle di Thomas Struth e installazioni di artisti internazionali creano un ponte tra passato e presente, evidenziando la continuità dell’immaginario umano.
Venezia come crocevia culturale contemporaneo
L’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture rafforza ulteriormente il ruolo di Venezia come crocevia globale di cultura e conoscenza.
Non solo sede di eventi iconici come la Biennale, ma anche laboratorio permanente di dialogo tra discipline, epoche e visioni.
La Fondazione, nata dall’eredità del Centro Studi e Ricerche Ligabue e oggi guidata da Inti Ligabue, ha costruito negli anni una rete internazionale di collaborazioni con istituzioni di primo piano, tra cui il British Museum e il Quai Branly, contribuendo a una diffusione ampia e qualificata della conoscenza.
La residenza d’artista: Marta Spagnoli

Un elemento distintivo del progetto è la residenza d’artista affidata a Marta Spagnoli, tra le voci emergenti più interessanti della scena italiana.
Il suo lavoro, sviluppato in dialogo con la collezione, si traduce in una grande tela monumentale e in una serie di opere che esplorano il tema della stratificazione e della memoria.
Attraverso segni, cancellazioni e sovrapposizioni, Spagnoli costruisce un linguaggio visivo che riflette l’idea stessa di “Collecto”: un accumulo di esperienze, simboli e tracce che attraversano il tempo.

Un’esperienza culturale per il turismo evoluto
«Credo che Collecto rappresenti una proposta culturale di grande rilevanza anche dal punto di vista turistico – conclude Ligabue – In un’epoca in cui i viaggiatori cercano esperienze autentiche, interdisciplinari e di alto valore culturale, Venezia risponde con un progetto capace di unire arte, scienza e riflessione sull’identità umana».
La visita al Palazzo delle Arti e delle Culture diventa così un’esperienza immersiva e guidata, pensata per chi desidera andare oltre la superficie della destinazione e approfondire i legami tra passato e presente.
Con questa nuova apertura, Venezia conferma ancora una volta la propria capacità di reinventarsi, restando fedele alla sua vocazione storica: essere ponte tra mondi, culture e visioni del futuro.












