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sabato, Giugno 6, 2026

Venezia, Palazzo Erizzo Ligabue: “Collecto”, viaggio nell’umanità tra arte, scienza e culture globali

Dal 7 al 24 maggio 2026, in concomitanza con la Biennale d’Arte di Venezia, Venezia si arricchisce di un nuovo, ambizioso polo culturale: l’apertura al pubblico del Palazzo delle Arti e delle Culture della Fondazione Giancarlo Ligabue, ospitato nello storico Palazzo Erizzo Ligabue affacciato sul Canal Grande.

Un’inaugurazione che si inserisce perfettamente nel calendario internazionale dell’arte e che propone ai visitatori un’esperienza immersiva e trasversale, tra discipline e civiltà, attraverso la mostra “Collecto”.

Un’apertura straordinaria per il pubblico internazionale

Per celebrare il debutto, la Fondazione ha previsto un’iniziativa speciale: ingresso gratuito su prenotazione con visita guidata dal 7 al 24 maggio.
Un’occasione unica per scoprire uno spazio che ambisce a diventare un punto di riferimento per la divulgazione culturale e scientifica in città.

Dopo questa fase inaugurale, il Palazzo riaprirà con ingressi a pagamento a partire dal 17 settembre 2026, sempre con formula guidata, consolidando una proposta culturale di alto profilo pensata per un pubblico internazionale e attento.

“Collecto”: un viaggio nella storia dell’umanità

«Collecto è molto più di una mostra – spiega il Presidente della fondazione, Inti Ligabue – è un racconto articolato che attraversa miliardi di anni e mette in relazione culture, simboli e forme archetipiche dell’umanità. Il percorso prende avvio da un oggetto straordinario: un meteorite di 4,5 miliardi di anni, testimonianza delle origini dell’universo, per arrivare all’arte contemporanea, passando attraverso oltre 20.000 anni di storia umana».

In esposizione oltre 400 opere e reperti che spaziano dalla paleontologia all’archeologia, fino alle arti figurative e contemporanee.
Tra i nomi presenti, veri pilastri della storia dell’arte come Ambrogio Lorenzetti, Leonardo da Vinci e Giambattista Tiepolo dialogano idealmente con artisti contemporanei come Arcangelo Sassolino e Nico Vascellari.

Il risultato è un percorso non cronologico, ma tematico, che affronta grandi questioni universali: la nascita e la morte, il potere, la bellezza, il rapporto con il divino e con gli antenati.

Dalle civiltà antiche al contemporaneo globale

Inti Ligabue Venezia Collecto
Inti Ligabue

Il cuore della mostra è un dialogo continuo tra mondi apparentemente distanti.
Le civiltà mesopotamiche, con tavolette e sigilli alle origini della scrittura, si affiancano alle antichità classiche greche ed etrusche, fino ad arrivare alle culture precolombiane e oceaniche.

Tra i pezzi più significativi emergono una maschera funeraria della cultura Lambayeque in tumbaga, sculture maya e manufatti africani e oceanici di grande valore simbolico.

Accanto a questi, opere di fotografia contemporanea come quelle di Thomas Struth e installazioni di artisti internazionali creano un ponte tra passato e presente, evidenziando la continuità dell’immaginario umano.

Venezia come crocevia culturale contemporaneo

L’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture rafforza ulteriormente il ruolo di Venezia come crocevia globale di cultura e conoscenza.
Non solo sede di eventi iconici come la Biennale, ma anche laboratorio permanente di dialogo tra discipline, epoche e visioni.

La Fondazione, nata dall’eredità del Centro Studi e Ricerche Ligabue e oggi guidata da Inti Ligabue, ha costruito negli anni una rete internazionale di collaborazioni con istituzioni di primo piano, tra cui il British Museum e il Quai Branly, contribuendo a una diffusione ampia e qualificata della conoscenza.

La residenza d’artista: Marta Spagnoli

Ligabue Venezia Marta Spagnoli
Marta SPagnoli

Un elemento distintivo del progetto è la residenza d’artista affidata a Marta Spagnoli, tra le voci emergenti più interessanti della scena italiana.

Il suo lavoro, sviluppato in dialogo con la collezione, si traduce in una grande tela monumentale e in una serie di opere che esplorano il tema della stratificazione e della memoria.
Attraverso segni, cancellazioni e sovrapposizioni, Spagnoli costruisce un linguaggio visivo che riflette l’idea stessa di “Collecto”: un accumulo di esperienze, simboli e tracce che attraversano il tempo.

Ligabue Collecto Venezia elmo Spartano
Un prezioso reperto di un guerriero spartano, l’ elmo

Un’esperienza culturale per il turismo evoluto

«Credo che Collecto rappresenti una proposta culturale di grande rilevanza anche dal punto di vista turistico – conclude Ligabue – In un’epoca in cui i viaggiatori cercano esperienze autentiche, interdisciplinari e di alto valore culturale, Venezia risponde con un progetto capace di unire arte, scienza e riflessione sull’identità umana».

La visita al Palazzo delle Arti e delle Culture diventa così un’esperienza immersiva e guidata, pensata per chi desidera andare oltre la superficie della destinazione e approfondire i legami tra passato e presente.

Con questa nuova apertura, Venezia conferma ancora una volta la propria capacità di reinventarsi, restando fedele alla sua vocazione storica: essere ponte tra mondi, culture e visioni del futuro.

Massimo Terracina
Massimo Terracina
Giornalista dal 1987 si è sempre occupato di sport e turismo, con incursioni professionali su radio e tv. Ha sempre la valigia pronta per esplorare il mondo, inesauribile fonte di spunti. Viaggiare allarga la mente. "State viaggiati" (con licenza)

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