Secondo l’ultima ricerca sull’impatto economico del World Travel & Tourism Council (WTTC), quest’anno l’economia statunitense dovrebbe perdere 12,5 miliardi di dollari in spese di viaggio internazionali.
Questo rappresenta un calo significativo, passando da 181 miliardi di dollari nel 2024 a poco meno di 169 miliardi di dollari nel 2025.
Gli Stati Uniti sono l’unico Paese tra le 184 economie analizzate dal WTTC e da Oxford Economics che dovrebbe registrare un calo della spesa dei visitatori internazionali, con un calo del 22,5% rispetto al picco precedente.
Il WTTC constata che questo non rappresenta solo un duro colpo per il settore dei viaggi e del turismo, piĂą volte messo a dura prova in USA come per 9/11 (le Torri Gemelle, 2001), il crack Lehman Brothers bank, ma per l’economia statunitense nel suo complesso, con ripercussioni su posti di lavoro, comunitĂ e imprese a livello nazionale.

Julia Simpson, Presidente e CEO del WTTC, lo ha definito un “campanello d’allarme” per il governo degli Stati Uniti, affermando che il Paese sta andando nella direzione sbagliata “non per mancanza di domanda, ma per incapacitĂ di agire” con una velata allusione alla politica trunpiana.
Mentre altre nazioni attraggono aggressivamente visitatori internazionali, Simpson afferma che gli Stati Uniti stanno di fatto “chiudendo le porte”.
Nel 2024, quasi il 90% della spesa turistica complessiva proveniva da viaggi nazionali, mascherando le profonde vulnerabilitĂ nella crescita del mercato internazionale. La vera opportunitĂ economica risiede all’estero e gli Stati Uniti stanno perdendo terreno.
Secondo il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, a marzo 2025 si sono registrati forti cali nei principali mercati di origine: Regno Unito (-15%), Germania (-28%), Corea del Sud (-15%) e cali a due cifre da Spagna, Colombia, Irlanda, Ecuador e Repubblica Dominicana.

Anche il mercato canadese, tradizionalmente forte, sta arretrando, con le prenotazioni di inizio estate in calo di oltre il 20%. Il WTTC sottolinea che non si tratta solo di un calo stagionale, ma di un chiaro indicatore di un calo della competitivitĂ internazionale. Mentre altri Paesi si stanno riprendendo e ampliando, gli Stati Uniti stanno arretrando, affidandosi eccessivamente ai viaggiatori nazionali senza una solida strategia di ripresa internazionale.
Le conseguenze dell’inazione sono profonde.
Nel 2024, il settore Viaggi e Turismo ha contribuito all’economia statunitense con 2,6 trilioni di dollari, ha sostenuto oltre 20 milioni di posti di lavoro e ha generato 585 miliardi di dollari di entrate fiscali, circa il 7% delle entrate totali del governo.
Con flussi di visitatori internazionali piĂą consistenti, queste cifre potrebbero aumentare ulteriormente. Nel frattempo, i viaggi in uscita sono in forte espansione, a dimostrazione del desiderio degli americani di esplorare il mondo, mentre la ripresa in entrata si blocca, erodendo l’attrattiva e la competitivitĂ globali degli Stati Uniti.

Il WTTC avverte che questo squilibrio mette a repentaglio il ruolo degli Stati Uniti come destinazione leader per il commercio, la cultura e gli affari. Nel 2019, i visitatori internazionali hanno generato 217,4 miliardi di dollari e sostenuto quasi 18 milioni di posti di lavoro.
Questa eredità è ora a rischio. Il WTTC sollecita un’azione governativa urgente volta a migliorare l’accesso ai viaggi, a potenziare il marketing internazionale e a ripristinare la fiducia dei viaggiatori, al fine di ripristinare il ruolo degli Stati Uniti come destinazione di punta a livello mondiale.
E quindi, l’agognata cifra di 100 milioni di arrivi promessa da Barack Obama quando firmò il Travel Promotion Act, si sta sempre più allontanando nonostante gli sforzi della U.S. Travel Association (organizzatrice del prossimo IPW a Chicago)  e di Brand U.S.A.












