Contrariamente alle previsioni di un crollo del turismo estivo, il turismo USA rimane resiliente, sostenuto dalle prenotazioni “high spending” del turismo interno.
I grandi brand come Hilton, Hyatt ed Expedia hanno rivisto al rialzo le loro previsioni di fatturato, grazie alla continua crescita di domanda nei segmenti di lusso che compensa il calo dei viaggi di fascia media e low cost.
Mentre gli arrivi internazionali, soprattutto dal Canada, sono diminuiti, la curva complessiva della domanda interna ha fornito un cuscinetto contro le recessioni più ampie.
Detto questo, i viaggi dall’estero devono affrontare “venti contrari”, tra cui aumenti delle tasse sui visti e riduzione degli investimenti di marketing, come ad esempio, tagli al budget dell’agenzia di promozione, Brand USA, contribuendo a un divario strutturale tra la ripresa nazionale e quella internazionale.

Gli analisti suggeriscono che la sostenibilità delle prestazioni dipenderà dal miglioramento delle politiche di accesso dei visitatori e dalla riattivazione dell’interesse per la destinazione, dei mercati esteri.
Ad esempio Las Vegas continua ad affrontare un calo poiché gli arrivi internazionali si sono indeboliti e, gli operatori del settore alberghiero attribuiscono l’aumento dei costi come un importante ostacolo alla fidelizzazione dei visitatori.
C’è anche un fattore legato al lavoro: l’impatto dei nuovi contratti sindacali del settore culinario, che hanno aumentato i costi dei dipendenti e portato a tagli nelle assunzioni o alla riduzione delle ore part-time.
Allo stesso tempo, “aggressivi rincari”, come l’acqua del minibar a 18 dollari e i cocktail a 37 dollari, hanno scatenato la reazione negativa dei clienti. (e dai loro torto!!!)
Di conseguenza, alcuni ospiti hanno reagito, riducendo le spese discrezionali ed evitando offerte foriere di alto margine, con un impatto negativo sui ricavi in loco.
Gli operatori stanno valutando soluzioni di rivisitazione dei costi ma cercando, al contempo, di mantenere la qualità dell’esperienza.
Nel complesso, sebbene le sfide permangano, adeguamenti mirati dei prezzi e della struttura dei costi potrebbero contribuire a stabilizzare le dinamiche del turismo.

La Florida, per fare un altro esempio, sta vivendo una solida ripresa del turismo interno. Sono stati 34,4 milioni di visitatori nel secondo trimestre del 2025, di cui oltre il 91% provenienti dagli Stati Uniti. Nel frattempo, gli arrivi internazionali sono cresciuti dell’11,4%, mentre il numero di visitatori canadesi è crollato del 20%, intaccando la ripresa complessiva.
Le cause? Secondo gli esperti l’aumento dei costi dei biglietti aerei, i severi controlli sull’immigrazione e le crescenti tensioni politiche sono i deterrenti chiave per i canadesi.
Le autorità stanno rafforzando le iniziative di marketing per gli americani in viaggio su strada e pianificando promozioni rivolte ad altri mercati internazionali per compensare il deficit numerico canadese.
Resort e parchi a tema, soprattutto a Orlando e Miami, stanno estendendo gli incentivi per il soggiorno e creando pacchetti vacanza per attrarre visitatori durante le basse stagioni.
Nonostante questa sfida, i funzionari della Florida sono ottimisti: la solida performance degli Stati Uniti fornisce le basi per una crescita turistica diversificata e resiliente.

Secondo l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di viaggio autunnali della RV Industry Association (RVIA), oltre 7,4 milioni di americani viaggeranno in camper durante il weekend del Labor Day (1 settembre).
Il dato segna un aumento rispetto al 2024, rafforzando lo status del camper come uno dei modi più popolari per esplorare il paese durante la stagione autunnale, con una spesa minore.
I risultati del sondaggio mostrano che la convenienza è la ragione principale per cui i viaggiatori scelgono i viaggi in camper questo autunno, con il 60% degli intervistati che la indica come fattore decisivo. Altre motivazioni importanti includono il piacere dello stile di vita in camper e la fuga dallo stress della vita quotidiana.
Il sondaggio ha anche rivelato cambiamenti nelle abitudini di pianificazione dei viaggi.
Circa il 32% dei viaggiatori per piacere prevede di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per progettare i propri itinerari, sebbene siti web, social media e app rimangano risorse fondamentali.
Quasi la metà dei camperisti (46%) prevede di fare del viaggio su strada la propria destinazione, mentre altri si concentrano su parchi nazionali e statali, spiagge, festival, fiere, concerti e parchi a tema.
Il Nord-Est è stato individuato come una delle regioni migliori per i viaggi in camper in autunno, grazie alle sue opportunità di ammirare il verde.

Anche i fattori economici stanno alimentando l’interesse per i viaggi in camper. Quasi la metà (47%) dei camperisti ha citato l’incertezza economica come motivo della scelta di un camper in questo autunno, in netto aumento rispetto al 33% dell’estate.
Le fughe più brevi rimangono popolari, con la maggior parte dei camperisti che pianifica viaggi entro un raggio di quattro-sette ore di auto da casa. Anche le preferenze di stile di vita stanno influenzando i viaggi: il 72% dei camperisti intende portare con sé i propri animali domestici e un numero crescente prevede di lavorare da remoto, unendo svago e produttività.
Con comfort, flessibilità e accesso all’aria aperta in primo piano, il camperismo è destinato a svolgere un ruolo importante nel definire le tendenze di viaggio autunnali negli Stati Uniti nel 2025.












