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martedì, Gennaio 20, 2026

Turismo fluviale: l’Università Ca’ Foscari scommette sul binomio acqua e cultura

Il team di ricerca dell’Ateneo veneziano dà voce alla seconda azione pilota del progetto “Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative” dedicata al turismo outdoor

Focus su bacini idrografici, fiumi e laghi del Nordest veneto

Tutti i riflettori sul turismo fluviale. L’acqua come filo conduttore di un nuovo racconto territoriale: è questa la visione con cui Università Ca’ Foscari Venezia apre la seconda fase del progetto di ricerca“Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative” dedicata al turismo outdoor.

Dopo aver esplorato le possibilità di un turismo culturale sostenibile in montagna – grazie ai prototipi culturali co-creati insieme a tre artisti negli Altipiani Cimbri – il team cafoscarino guarda ora ai paesaggi d’acqua del Nordest veneto. Le rive, i bacini idrografici e i contesti naturalistici legati ai corsi d’acqua e alle storie del Piave, del Bacchiglione e del Brenta sono soltanto alcuni dei protagonisti del percorso di valorizzazione culturale e ambientale. Nuova luce sul turismo fluviale.

Il turismo fluviale, un fenomeno emergente

«Il turismo fluviale è un fenomeno ancora emergente, almeno dalle nostre parti, ed è proprio per questo che lo abbiamo scelto come fulcro del secondo Lab Village per l’innovazione turistica. –  dichiara il professor Fabrizio Panozzo, docente di Politiche Culturali e responsabile scientifico dello Spoke 6 di iNEST – Il contesto del fiume si presta quasi naturalmente ad una forma di turismo sostenibile: non richiede grandi infrastrutture né evoca grandi flussi, ed è in profondo dialogo con le caratteristiche dello spazio segnato dall’acqua, così come con il patrimonio culturale, economico e tecnologico che nei secoli si è sedimentato lungo le rive. Un contesto ideale, dunque, per fare innovazione turistica non tanto e non solo attraverso nuove “esperienze”, ma a partire dallo sguardo e dall’immaginazione degli artisti che ci accompagneranno in questo percorso alla scoperta dei legami profondi tra cultura e turismo».

Innovazione turistica: l’opportunità del turismo fluviale

In qualità di capofila dello Spoke 6 nell’ambito delle attività promosse da Consorzio iNEST, l’Università Ca’ Foscari Venezia guiderà tre laboratori che metteranno al centro l’acqua come risorsa ecologica, bene comune, memoria viva e spazio di innovazione turistica. Un invito a riscoprire fiumi, laghi e coste come paesaggi narranti, intrecci di storia, identità e relazioni con le comunità che li abitano.  Attraverso i linguaggi dell’arte e le pratiche della creatività contemporanea, il progetto mira a generare forme di turismo outdoor sostenibile, promuovendo processi di rigenerazione culturale e territoriale.

Business e tutela: gli aspetti del turismo fluviale

«Vogliamo proporre riflessioni e azioni concrete sul fenomeno del turismo fluviale dove tendono ad emergere due prospettive opposte: da un lato abbiamo un approccio del tutto economico che mira a “sfruttare” le risorse fluviali per scopi turistici e di business, dall’altro una visione iper tutelante che sottolinea i danni causati dalle attività antropiche. – spiega il professor Maurizio Busacca, docente di Sociologia Economica e responsabile del progetto “Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative” – Si tratta di una dicotomia che noi tentiamo di sbrogliare con un approccio di sperimentalismo democratico, insieme a istituzioni locali, imprese, cittadini, esperti e artisti».

Ecosotenibilità del turismo fluviale

Il progetto punta a costruire una rete territoriale ampia che metta in dialogo realtà diverse per favorire una cultura della sostenibilità condivisa legata al turismo fluviale. «Con questa azione ci allineiamo all’impegno della Regione Veneto per un turismo sostenibile, promuovendo forme innovative di fruizione dei territori legati ai corsi d’acqua. – conclude Valeria Bruzzi, assegnista di ricerca che segue lo sviluppo delle ricerche – L’intento è di riscoprire questo elemento naturale come elemento culturale e vivo, capace di offrire letture contemporanee del territorio anche passando attraverso le sfide ambientali e climatiche del nostro tempo.

Attraverso laboratori sperimentali che intrecciano arte, scienza, tecnica ed educazione, ci concentreremo su tre filoni principali: l’esplorazione lenta dei cammini, come spazi di ricerca turistica e presìdi di innovazione culturale, la lettura di infrastrutture contemporanee per la gestione dell’acqua, come strumenti educativi e chiavi di comprensione del paesaggio, e infine l’attivazione di forme partecipative di racconto in spiagge e rive fluviali, abitate come spazi di socialità diffusa e di riappropriazione collettiva del territorio».

ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE iNEST (Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem)

è il Consorzio finanziato dal Pnrr che coinvolge 23 soggetti, tra cui 9 Università del Nordest, e opera attraverso una struttura formata da un Hub coordinatore, l’Università degli Studi di Padova, e da 9 Spoke, a ciascuno dei quali è affidata un’area tematica.

Info:  www.consorzioinest.it

UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI VENEZIA è capofila dello Spoke 6 – Tourism, Culture And Creative Industries, di cui sono partner: Libera Università di Bolzano, Università degli Studi di Trento, Università degli Studi di Verona, Fondazione Università Ca’ Foscari.

Info: www.consorzioinest.it/tourism-culture-and-creative-industries

LAB VILLAGE – TURISMO, CULTURA E INDUSTRIE CREATIVE è un’azione trasversale nell’ambito di iNEST. Il progetto è coordinato da Università Ca’ Foscari Venezia, insieme al Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e alla società di comunicazione integrata Meneghini&Associati Inventia.

turismo fluviale
Università Ca’ Foscari Venezia

Storia del progetto

Università Ca’ Foscari Venezia e il progetto “Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative” l’università che si fa laboratorio di comunità, cultura e sostenibilità

L’Università Ca’ Foscari Venezia, tra i principali atenei italiani ed internazionali, è da oltre 150 anni impegnata nella produzione e diffusione del sapere, ma anche nel promuovere un dialogo concreto e costante con la società. In un’epoca attraversata da cambiamenti profondi – ambientali, sociali, culturali – Ca’ Foscari sceglie di rinnovare la propria vocazione pubblica portando l’università fuori dalle aule, a contatto diretto con le persone e i territori.

All’interno delle attività promosse dal Consorzio iNEST, e in qualità di capofila dello Spoke 6, Ca’ Foscari Venezia guidatre laboratori che mettono al centro l’acqua come risorsa ecologica, bene comune, memoria viva e spazio di innovazione turistica. Il progetto si inserisce nel quadro del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e mira a generare forme di turismo outdoor sostenibile, promuovendo processi di rigenerazione culturale e territoriale.

È così che nasce la seconda azione pilota di Lab Village, un laboratorio diffuso che intreccia ricerca scientifica, linguaggi dell’arte e pratiche di creatività contemporanea, con l’obiettivo di riscoprire i paesaggi d’acqua – fiumi, laghi, coste, canali – come ambienti narranti, luoghi di identità e relazioni da ripensare insieme alle comunità che li abitano.

Tre laboratori pilota – distribuiti in diverse aree del territorio veneto – diventano il motore di questa sperimentazione partecipativa e culturale:

  • Le rive come spazi culturali permanenti: un laboratorio a cielo aperto che trasforma cammini e percorsi d’acqua in itinerari culturali e narrativi, dove la dimensione artistica si intreccia con la progettazione turistica sostenibile.
  • Pedagogia e riappropriazione delle opere idriche: un percorso che unisce ricerca, educazione e creatività per riscoprire acquedotti, canali e infrastrutture come elementi di valore culturale e identitario, capaci di raccontare una storia collettiva.
  • Frammenti di quotidianità: un laboratorio che osserva e valorizza gli usi spontanei delle rive – dallo sport alle feste di quartiere, dal tempo libero alla socialità – come forme di cittadinanza attiva e risorsa per il benessere delle comunità.

Queste azioni non sono solo esperienze temporanee, ma mattoni fondamentali per la costruzione di veri e propri prototipi culturali: modelli replicabili di valorizzazione sostenibile dei territori, nati dall’incontro tra università, creatività, cittadinanza attiva e patrimonio naturale. Ca’ Foscari Venezia mira così a sviluppare nuovi strumenti per immaginare e abitare il futuro, ponendo la cultura come leva di innovazione sociale, educativa e turistica.

In questo progetto, Ca’ Foscari Venezia non è solo promotrice di contenuti: è facilitatrice di visioni, catalizzatrice di processi, parte attiva nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile. Lab Village è un invito a rallentare, ad ascoltare, a camminare insieme. Una prova concreta che l’università può essere, oggi più che mai, motore di innovazione sociale e culturale.

Il background

L’Italia è una potenza turistica mondiale: è stabilmente tra le prime cinque destinazioni al mondo per arrivi internazionali. Il turismo rappresenta circa il 13% del PIL diretto e indiretto (Fonte: WTTC), coinvolge più di 3 milioni di lavoratori e ha un impatto trasversale su infrastrutture, trasporti, cultura, artigianato e agroalimentare.

Il patrimonio è immenso: 58 siti UNESCO (primato mondiale condiviso con la Cina), oltre 7.000 musei, 25.000 borghi, 8.000 km di costa, aree naturali protette, parchi nazionali e paesaggi agricoli storici. Questo mosaico rende il turismo un driver cruciale per lo sviluppo sostenibile dei territori.

Arginare l’overtourism

L’overtourism – ovvero la pressione eccessiva di turisti in determinati luoghi – sta però compromettendo:

  • l’ambiente (consumo di risorse, inquinamento, fragilità ecosistemiche);
  • la qualità della vita dei residenti (gentrificazione, aumento dei costi, perdita d’identità);
  • la qualità dell’esperienza turistica stessa (sovraffollamento, lunghe code, stress);
  • la conservazione del patrimonio culturale e naturale (deterioramento fisico e culturale dei siti).

Esempi evidenti sono Venezia, Firenze, Cinque Terre, ma anche località alpine, lacustri e costiere ormai in stato di saturazione durante l’alta stagione. La sostenibilità nel turismo non è più un’opzione: è una necessità sistemica.

Serve un cambio di paradigma basato su:

  • Destagionalizzazione e delocalizzazione: per distribuire i flussi su più mesi e più territori, anche interni o meno noti.
  • Digitalizzazione e personalizzazione dell’esperienza turistica, anche grazie a intelligenza artificiale e realtà aumentata.
  • Turismo esperienziale e di comunità: che valorizza le persone, i mestieri, le culture locali.
  • Mobilità sostenibile: intermodale, lenta, integrata.
  • Accessibilità e inclusività: per aprire il turismo a tutte le categorie di cittadini.
  • Economia circolare e imprenditorialità locale: per fare del turismo un motore di crescita durevole.

In questo contesto, il progetto iNEST (e in particolare lo Spoke 6) mira a costruire e sperimentare nuovi modelli di fruizione turistica sostenibile e digitale, generando valore:

  • per i territori (attraverso attrattività diffusa e rigenerazione dei luoghi);
  • per le imprese culturali e creative (con nuove tecnologie e filiere);
  • per i visitatori (con esperienze più autentiche, fluide, inclusive);
  • per le comunità locali (che tornano a essere protagoniste).
turismo fluviale
Università Ca’ Foscari Venezia

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