L’Italia si afferma come il Paese con la crescita più significativa al mondo nel turismo congressuale scientifico.
Negli ultimi quattro anni, dal 2021 al 2025, il numero di congressi scientifici internazionali ospitati è aumentato di quasi il 20%, un risultato che non ha eguali tra i principali competitor europei e che consolida il posizionamento del nostro Paese come hub globale della conoscenza.
Il dato emerge dalla ricerca realizzata dalla società specializzata GainingEdge e presentata il 16 dicembre a Roma, nella cornice del Campidoglio, in occasione dell’edizione 2025 degli Italian Knowledge Leaders (IKL). Il progetto, promosso da Convention Bureau Italia insieme all’Assessorato ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, è sostenuto da Enit, Crui e Frecciarossa e rappresenta oggi uno dei principali osservatori sul valore strategico della meeting industry italiana.
L’Italia cresce mentre l’Europa rallenta
Le cifre di un successo: +20% di congressi scientifici internazionali in quattro anni:
Secondo lo studio, l’Italia ha registrato un incremento del +19,98%, pari a 204 congressi scientifici internazionali in più rispetto al quadriennio precedente. Un risultato che assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con l’andamento dei principali Paesi concorrenti, molti dei quali segnano performance stagnanti o negative nello stesso periodo.
Ma il dato quantitativo è solo una parte della storia. Il vero elemento distintivo emerso dalla ricerca riguarda il capitale umano e scientifico che sostiene la competitività italiana nel settore MICE.
Knowledge Leaders: il motore silenzioso del successo italiano

Negli ultimi quattro anni, 396 professionisti italiani – tra accademici, ricercatori, clinici e scienziati – sono entrati nei board delle associazioni scientifiche internazionali. Un numero nettamente superiore a quello registrato da Spagna (+295), Regno Unito (+265), Germania (+241) e Francia (+216).
Sono i cosiddetti Knowledge Leaders, protagonisti dell’evento romano, che ha riunito oltre 50 portabandiera italiani della conoscenza. Figure spesso lontane dai riflettori del turismo, ma determinanti nei processi di candidatura e assegnazione dei grandi congressi internazionali.
Come sottolinea lo studio GainingEdge, «la presenza dei Knowledge Leaders nei board mondiali ha un impatto diretto sul peso internazionale del Paese e sulla sua capacità di attrarre eventi scientifici ad alto valore aggiunto». Sono loro a promuovere l’Italia come sede congressuale credibile, autorevole e competitiva, trasformando il sapere in leva di sviluppo territoriale.
Le istituzioni: il turismo congressuale come strategia di sistema

All’evento hanno partecipato, accanto ai Knowledge Leaders, Alessandra Priante (Presidente Enit Spa), Manlio Galiè (Presidente Advisory Board IKL), Carlotta Ferrari (Presidente Convention Bureau Italia), Tobia Salvadori (Direttore Convention Bureau Italia) e Alessandro Onorato, Assessore al Turismo di Roma Capitale. Il Ministro del Turismo Daniela Santanché ha affidato il proprio intervento a un messaggio istituzionale.
«L’Italia non è solo il Paese dell’arte, dei paesaggi e dell’enogastronomia: è un leader della conoscenza – ha dichiarato il ministro –. Il turismo congressuale attiva filiere di altissima qualità, è programmabile con largo anticipo, coinvolge persone alto spendenti e valorizza il made in Italy senza gravare sulle destinazioni. È inoltre pienamente coerente con le strategie nazionali di destagionalizzazione e qualificazione dei flussi turistici».
Un messaggio che rafforza il ruolo del MICE come segmento strategico e strutturale, non accessorio, delle politiche turistiche nazionali.
Il ruolo di Convention Bureau Italia nel turismo congressuale e la sfida del futuro
Per Carlotta Ferrari, presidente di Convention Bureau Italia, i numeri certificano un potenziale ormai maturo:
«I risultati raggiunti dimostrano che il sistema italiano del turismo congressuale possiede competenze, credibilità e asset per competere ai massimi livelli internazionali. Per consolidare questo posizionamento è però fondamentale un supporto strutturale e continuativo, che consenta al Paese di pianificare nel medio-lungo periodo e di giocare ad armi pari con i principali competitor globali».

Una visione che richiama la necessità di investimenti, coordinamento pubblico-privato e strategie di legacy, elementi sempre più centrali nelle politiche MICE internazionali.
Premi, legacy e impatto sul territorio
Nel corso della giornata sono stati assegnati i Premi Nazionali Italian Knowledge Leaders, con riconoscimenti dedicati alle categorie Congresso Inclusivo e Congresso Sostenibile, oltre ai premi per i Destination Champions. Particolare attenzione è stata riservata anche al Premio Legacy, destinato a studenti e giovani ricercatori distintisi in esperienze congressuali di respiro internazionale.
Un segnale chiaro di come il turismo congressuale italiano guardi sempre più all’impatto di lungo periodo: non solo eventi, ma valore per le comunità, crescita delle competenze e rafforzamento del posizionamento internazionale del Paese.
Un modello italiano per la meeting industry globale
La partecipazione attiva di oltre 50 Knowledge Leaders e i risultati certificati dalla ricerca GainingEdge confermano che l’Italia è oggi una delle destinazioni più dinamiche e competitive al mondo nel panorama MICE. Un modello fondato sulla conoscenza, sulle relazioni scientifiche e sulla capacità di fare sistema: la vera chiave per trasformare i congressi in motore di sviluppo sostenibile e duraturo.













