A bordo del “El Chepe Express” un’esperienza messicana rivoluzionaria, firmata da Latin Word, che conduce al cuore della civiltà Maya e fra i misteriosi Tarahumara
Tren Maya ovvero la rivoluzione messicana che corre sui binari. Dopo quella di Pancho Villa, è Latin World a raccogliere l’eredità delle eroiche locomotive centroamericane, grazie al lancio del nuovo tour individuale “Tren Maya”: un itinerario di 11 giorni che permette di percorrere parzialmente i 1.154 chilometri e le 34 stazioni della linea ferrata fra Yucatán e Chiapas, con possibilità di saltare a bordo anche del mitico “El Chepe” per la Barranca del Cobre.
Tren Maya, la speranza corre sui binari
Conclusi gli ultimi lavori di posa della ferrovia nel dicembre 2024, lo Tsíimin K’áak’ – com’è conosciuto in lingua maya – ha tagliato il traguardo di un milione di passeggeri lo scorso aprile, ma in Italia sono ancora pochi a conoscerne le meraviglie. Per Óscar David Lozano Águila, direttore generale del Tren Maya, è un vero e proprio “simbolo di orgoglio, unità e speranza per il sud-est del Messico”, tant’è che il numero di nuovi passeggeri cresce oggi a una media del 22% ogni mese.
Per la scuola elementare serale a Citilcum
Benefici importanti anche a livello sociale: il tour di Latin World non offre infatti solo un’inedita prospettiva sugli straordinari paesaggi di due dei cinque Stati messicani attraversati – visto che la ferrovia prende le mosse da Cancún nel Quintana Roo, per lanciarsi verso Yucatán, Campeche, Tabasco, sino a Palenque nel Chiapas – ma contribuisce indirettamente a consolidare anche i servizi di comunità del territorio perché parte dei proventi turistici della ferrovia viene infatti reinvestito nella costruzione di una scuola elementare serale a Citilcum, nello Yucatán, di cui proprio lo scorso 9 maggio è stata posata la prima pietra.
Scoprire lo Yucatàn con Tren Maya
Con partenze consigliate il martedì, il tour “Tren Maya” prende avvio il secondo giorno dall’arrivo in Messico, dopo aver trascorso la prima notte presso l’hotel quattro stelle Four Points by Sheraton Cancún Centro. Compiuti i necessari trasferimenti in autonomia per la stazione, è quindi possibile fare tappa ogni giorno in una località differente, esplorando l’area più orientale della Penisola dello Yucatán: oltre a includere un’immancabile tappa a Chichén Itzá, con pernottamento nel quattro stelle Ikal Chichen Mayaland, già dal terzo giorno è possibile raggiungere Mérida con due fermate intermedie e alloggiare in loco al Courtyard Marriott Mérida. Qui sono quindi previste 24 ore completamente libere, mentre il quinto giorno si torna a bordo in direzione Playa del Carmen con altre due fermate intermedie e un nuovo pernottamento nel quattro stelle HM Playa del Carmen. L’ultimo scalo è Bacalar, a circa tre ore e 45 minuti di treno, dove il sesto giorno è in programma il pernottamento presso il Rancho Encantado Eco Resort e, il successivo, si gode di altre 24 ore in loco in piena libertà. Dall’ottavo giorno comincia invece il ripiegamento verso Playa del Carmen e, dopo due notti di relax, il tour giunge a conclusione dove tutto è iniziato: Cancún.
Dall’astronomia dei Maya alle lagune di smeraldo
A bordo di Tren Maya l’avventura è un’avventura di conoscenza, un autentico viaggio nel tempo. Negli undici giorni di tour sono dunque incluse visite ad alcuni dei più stupefacenti siti messicani, tenuto conto che la piramide di Chichén Itzá è oggi considerata una delle nuove sette meraviglie del mondo per il livello di conservazione delle sue testimonianze maya; a Playa del Carmen è invece la quint’essenza del mare cristallino caraibico, grazie in particolare alla ricchezza della fauna ittica che vive lungo la sua barriera corallina, ma impreziosita pure dalla presenza di un piccolo e interessantissimo museo dedicato alla celebre artista Frida Kahlo. Capitale culturale e gastronomica dello Yucatán, Mérida conserva invece eleganti architetture coloniali, fregiandosi pure del titolo di “Best small city in the world”. In una costruzione d’avanguardia ispirata all’albero sacro della Ceiba, qui è ospitato il Gran Museo del Mundo Maya, uno dei più importanti nell’intera America Latina per la presenza di oltre un migliaio di reperti archeologici, mentre la non distante cittadina di Dzibilchatún offre l’opportunità di osservare una delle porte più misteriose della cultura maya: conosciuta come il “Tempio delle Sette Bambole”, in occasione degli equinozi di primavera e autunno dà vita allo scenografico fenomeno di allineamento archeoastronomico del Sole, ma lasciando in realtà il pubblico sbalordito a ogni alba dell’anno. Non manca poi la possibilità di visitare la “laguna dai sette colori” di Bacalar, celebre in tutti i Caraibi per le sette differenti tonalità di verde che ne fanno un vero e proprio paradiso terrestre: le sue acque sono però di origine lacustre, raggiungono i 30 gradi, e grazie alle bianche sabbie del fondale tendono a sfumare in un turchese brillantissimo quando il cielo è luminoso. Per gustarsi meglio le sue atmosfere, così come la magia dell’intera Riviera Maya, è oggi disponibile anche un libro di culto fra i viaggiatori: “Mahahual” di Pino Cacucci.

Un’estensione nella regione dei Tarahumara
Se tutto questo non dovesse bastare, Latin World ha in serbo anche un’estensione al tour di quattro giorni nella remota regione del popolo Tarahumara, “i corridori del deserto”, assurto a leggenda del Centroamerica dopo il viaggio del drammaturgo francese Antonin Artaud sulle orme del loro culto del peyote. Atterrati a Chihuahua, il paesaggio cambia radicalmente, passando dal clima tropicale dello Yucatán alle temperature secche dei canyon del nord-ovest messicano, costellati di pueblos magicos, caverne ancestrali e vegetazione aromatica. La linea del “El Chepe”, ufficialmente conosciuta come Ferrocarril Chihuahua al Pacifico, attraversa la Sierra Madre Occidentale fra la cittadina di Creel, a 2.340 metri d’altezza, a Los Mochis sull’oceano, correndo per 350 chilometri e altre tre stazioni.
Nella leggendaria Barranca del Cobre
Se il primo giorno è dedicato alla scoperta delle comunità indigene montane, nei pressi dell’incantevole lago di Areco e con pernottamento presso l’hotel Villa Mexicana, il secondo fa tappa a Divisadero, località di caverne disabitate, ponti sospesi, vertiginose teleferiche e surreali fenomeni geologici come la Pedra Volada: un enorme macigno in bilico tra due rocce sottostanti. Dopo il pernottamento presso il Divisadero Barrancas, il terzo giorno prevede l’attraversamento in treno tra ponti e tunnel di straordinaria panoramicità verso El Fuerte, il cui nome deriva da un antico forte spagnolo oggi riprodotto nelle forme del museo locale. Teatro del leggendario cavaliere mascherato Zorro, il villaggio custodisce una specialità che avrebbe certamente fatto gola al suo antagonista, il pingue sergente Garcia: il gelato dei portici di El Fuerte infonde infatti un sapore indimenticabile alla visita delle antiche architetture coloniali.Trascorsa la notte all’hotel La Choza, il tour si conclude col volo di rientro da Los Mochis.
Che si scelga il solo tour “Tren Maya”, o anche l’estensione a bordo del “El Chepe Express”, i binari dello Yucatán così come quelli della Barranca del Cobre conducono ugualmente là dove ogni visitatore desidera: dritto al cuore di un viaggio che possa far urlare a squarciagola “Viva Mexico!”, “Viva la Revolución!”, “Viva Latin World!”.
Per informazioni: https://www.qualitygroup.it/latin-world












