Tempo di Giro d’Italia e tempo di pedalare. Dalle strade tranquille di Lubiana, una delle capitali europee più ciclabili, ai boschi primordiali del Kočevsko, la Slovenia si racconta una pedalata alla volta.
Qui la bicicletta non è una tendenza, ma un’abitudine radicata.
Un ecosistema unico, capace di generare campionissimi come Tadej Pogačar, Primož Roglič o Matej Mohorič, ma soprattutto di offrire splendide storie a due ruote a chiunque decida di mettersi in sella.

Radici d’acciaio: dove nasce il mito della bicicletta
Per comprendere questo legame profondo, bisogna partire dal centro di Lubiana.
Sopra l’ingresso del Center Rog, grande hub culturale sul fiume Ljubljanica, un’insegna di tubi metallici omaggia le storiche Rog Pony prodotte qui negli anni Cinquanta e Sessanta. Erano city-bike usate per andare al lavoro o fare la spesa: modelli spartani fatti per durare, che oggi vivono come oggetti d’uso comune anche tra le nuove generazioni.
Con il 70% della popolazione attiva, strade poco trafficate e una natura sempre a portata di mano, è da questo substrato quotidiano che nascono i campioni mondiali.

Le Slovenia Green Routes: sei itinerari d’autore
Proprio negli anni in cui i ciclisti sloveni hanno acceso i riflettori sul Paese, sono nate le Slovenia Green Routes: sei itinerari tematici certificati per il loro reale impegno nella sostenibilità ambientale e nel rispetto delle comunità locali.
Slovenia Green Gourmet Route: 15 giorni e oltre 860 km (tra bici e treno) per abbinare lo sport alla grande cucina. Da Lubiana si attraversano le Alpi Giulie e la Valle dell’Isonzo — patria di Hiša Franko di Ana Roš (tre stelle Michelin) — per poi scendere verso il Carso, la Valle del Vipava e le storiche Ptuj e Maribor, valorizzando piccoli produttori artigianali.
Slovenia Green Wellness Route: Collega in 16 tappe i principali centri termali. Permette di pedalare al mattino e rilassarsi nelle acque alcaline di Dobrna (attive dal 1542) o alle Rimske Terme, le cui piscine risalgono al 39 a.C. Il tracciato tocca anche Kostanjevica, il castello di Otočec sul fiume Krka e la celebre fontana di birra artigianale a Žalec.

Slovenia Green Pannonian Route: Un anello di tre giorni nel Pomurje, al confine orientale. È la Slovenia della pianura pannonica, dei vigneti e dei sapori mitteleuropei come la gibanica e il bograč. Tappa imperdibile è Lendava, il cui castello del 1192 custodisce la mummia del generale Mihael Hadik.
Slovenia Green Kočevsko Cycling Loop: Quattro giorni nelle Alpi Dinariche. Il Kočevsko è coperto al 91% da foreste e ospita la Foresta Vergine di Krokar (patrimonio dell’Umanità). Qui lupi, linci e orsi bruni convivono con i pochi abitanti locali lungo il fiume Kolpa, il più caldo e pulito del Paese.
Slovenia Green Capitals Escape Route: Unisce Lubiana alla Bela Krajina, tra boschi di betulle bianche e tradizioni folk. È il secondo itinerario al mondo a collegare mete con certificazione Gold di Green Destinations. Il rientro avviene comodamente in treno con la bici al seguito.

Slovenia Green Solčava Panoramic Route: Sei giorni tra le Alpi di Kamnik-Savinja, alternando bici e trekking. Tra valli glaciali come la Logarska dolina, si incontrano la cascata Rinka (90 metri), la grotta Potočka zijavka — con i suoi resti di 35.000 anni fa — e il leggendario tasso millenario di Solčava.
Un modello di sostenibilità certificato
Dietro questa rete ciclistica si nasconde il Green Scheme of Slovenian Tourism, il programma dell’Ente Sloveno per il Turismo che valuta la sostenibilità della filiera secondo rigorosi standard internazionali riconosciuti dal Global Sustainable Tourism Council.
Un Paese piccolo, certo, ma con le idee chiarissime su dove vuole andare e sul come arrivarci: rigorosamente in bicicletta.
Photocredit I feel Slovenia











