Un risultato che segna una svolta per la tutela degli oceani e rafforza l’immagine delle Seychelles come destinazione d’eccellenza non solo per il turismo balneare, ma anche per l’innovazione ambientale: 18.101 colonie di corallo coltivate in vivaio e trapiantate con successo rappresentano il traguardo più significativo del progetto regionale promosso dalle Nazioni Unite per il ripristino delle barriere coralline dell’arcipelago.
Dopo cinque anni di attività ininterrotta, il programma è entrato nel suo ultimo anno operativo, consolidando le Seychelles come laboratorio internazionale di resilienza climatica. A guidare le operazioni è la Marine Conservation Society Seychelles (MCSS), organizzazione non governativa di riferimento nazionale per la salvaguardia dell’ambiente marino.

Il cuore del progetto: lo Ste Anne Marine National Park
La maggior parte degli interventi si è concentrata nello Ste Anne Marine National Park (SAMNP), uno dei tesori naturalistici più preziosi dell’arcipelago.
Qui sono state trapiantate 16.678 colonie in quattro diversi siti di ripristino, contribuendo alla rigenerazione di circa 4.280 metri quadrati di barriera corallina.
Un quinto sito completa l’azione su scala regionale.
Il metodo adottato è quello delle nursery marine: i frammenti di corallo vengono coltivati in strutture dedicate e, una volta raggiunta la dimensione adeguata, trapiantati su reef degradati. Si tratta di una tecnica riconosciuta a livello internazionale per accelerare la capacità di recupero delle barriere coralline, sempre più minacciate dall’aumento della temperatura degli oceani, dai fenomeni di sbiancamento e dalle pressioni antropiche.
Un patrimonio naturale che sostiene turismo e comunità
Le barriere coralline delle Seychelles non sono solo un simbolo di bellezza tropicale, ma un pilastro strategico per l’economia e la sicurezza dell’arcipelago. Agiscono come difesa naturale contro erosione e mareggiate, proteggendo le coste dagli eventi estremi; sostengono la pesca artigianale, fondamentale per l’alimentazione locale; e rappresentano una risorsa chiave per il turismo, settore trainante dell’economia nazionale.

Inoltre, questi ecosistemi ospitano una biodiversità straordinaria, rendendo le Seychelles uno degli ambienti marini più preziosi e vulnerabili dell’Oceano Indiano. Il ripristino delle barriere, quindi, non è solo un intervento ambientale, ma un investimento concreto nella resilienza climatica e nello sviluppo sostenibile del Paese.
Ricerca, educazione e coinvolgimento dei viaggiatori
La Marine Conservation Society Seychelles affianca al programma coralli un ampio ventaglio di attività: monitoraggi a lungo termine su tartarughe marine e terrestri, progetti scientifici sostenuti da fondi internazionali e iniziative supportate da aziende e privati locali.
Elemento distintivo del progetto è il forte coinvolgimento della comunità e dei volontari, che partecipano attivamente alle attività di vivaio, monitoraggio e trapianto. Un’opportunità che si estende anche ai visitatori: il centro di ricerca della MCSS a Beau Vallon, sull’isola di Mahé, è aperto a chi desidera vivere un’esperienza diretta di conservazione marina. Qui è possibile partecipare ad attività educative e operative sul campo, adottare un corallo o un’intera colonia e contribuire concretamente alla rinascita delle barriere.

Per il turismo, si tratta di un esempio virtuoso di integrazione tra esperienza di viaggio e responsabilità ambientale: il visitatore non è solo spettatore di un paradiso naturale, ma parte attiva nella sua tutela.
Un modello replicabile per il futuro
Con l’ingresso nell’ultima fase del progetto ONU, l’obiettivo è consolidare i risultati ottenuti, monitorare la sopravvivenza e la crescita delle colonie trapiantate e rafforzare le competenze locali affinché le attività di ripristino proseguano anche oltre la durata del programma.
Il superamento delle 18.000 colonie trapiantate dimostra che il ripristino su larga scala è possibile quando scienza, comunità e cooperazione internazionale lavorano in sinergia. In un momento storico in cui le barriere coralline globali affrontano sfide senza precedenti, le Seychelles si affermano così come un modello concreto per altri Stati insulari e regioni tropicali.
Non solo destinazione da sogno, dunque, ma esempio tangibile di come il turismo possa diventare alleato della conservazione e motore di un futuro più sostenibile per gli oceani del pianeta.










