A Sarajevo, la bellezza non si ferma alle strette vie del centro storico o al profumo di caffè tradizionale che avvolge Baščaršija.
Per chi è alla ricerca di una prospettiva diversa, più ampia e
suggestiva, basta alzare lo sguardo verso il massiccio che abbraccia la capitale bosniaca: il
Monte Trebević.
Grazie alla rinascita della sua funivia, oggi salire su questa montagna è diventata un’esperienza imprescindibile, un ponte sospeso tra il cuore urbano della città e un
polmone verde fatto di boschi, sentieri e memorie indelebili.
La funivia: un simbolo di resilienza
La funivia del Trebević non è solo un mezzo di trasporto, ma un potente simbolo di rinascita.
Inaugurata originariamente nel 1959, ha rappresentato per decenni un luogo del cuore per gli abitanti di Sarajevo, fino a quando il drammatico assedio della città – iniziato nel 1992 e durato ben 1.425 giorni – non ne ha decretato la chiusura.
Per oltre un quarto di secolo, il silenzio ha regnato dove un tempo vi era il viavai di turisti e cittadini.
La sua riapertura nel 2018 non è stata solo un traguardo tecnico, ma un atto di riconciliazione con il passato.

Il progetto di ricostruzione ha una storia affascinante, legata indissolubilmente a Edmond Offermann, fisico nucleare di origini olandesi, e Maja Serdarevic, originaria di Sarajevo.
La coppia, che si era incontrata proprio durante una gita sul Trebević quando l’impianto era
ancora in funzione, ha deciso di trasformare un ricordo personale in un dono prezioso per
l’intera città, contribuendo in modo decisivo al finanziamento e alla realizzazione del nuovo
impianto, oggi gestito con tecnologia all’avanguardia dall’azienda altoatesina Leitner.
Dalla frenesia urbana alla pace del bosco in pochi minuti
Il tragitto in funivia è un’esperienza sensoriale che cambia rapidamente il panorama. Partendo dalla stazione vicina al cuore pulsante di Sarajevo, si scivola silenziosamente sopra i tetti della città. In pochi minuti, il rumore del traffico e il fermento commerciale lasciano il posto alla quiete del bosco. È un passaggio repentino che permette di comprendere, meglio di qualsiasi guida turistica, il profondo legame geografico ed emotivo che esiste tra Sarajevo e le sue montagne.
Dall’alto, la capitale rivela la sua morfologia unica: una città incastonata in una stretta valle, dove il centro storico, i quartieri moderni, le colline verdeggianti e la natura selvaggia coesistono in uno spazio sorprendentemente contenuto.

Cosa fare sul Trebević: tra trekking e patrimonio olimpico
Una volta raggiunta la vetta, il Monte Trebević si apre a innumerevoli possibilità. Per i viaggiatori più attivi, l’area offre una rete di sentieri per il trekking e percorsi dedicati alla mountain bike che si snodano tra alberi secolari. Non mancano punti panoramici mozzafiato da cui osservare l’intera valle di Sarajevo in tutta la sua estensione.
Un aspetto particolarmente toccante della visita riguarda il patrimonio olimpico. Il Trebević
conserva ancora le tracce dei Giochi Olimpici Invernali del 1984, un evento che segnò l’apice della visibilità internazionale della città. Esplorare i resti di alcune strutture sportive, immerse oggi nella vegetazione che lentamente le sta riprendendo, offre un momento di riflessione profonda sulla storia recente di Sarajevo, tra gloria sportiva e cicatrici belliche.
Perché includere il Trebević nel vostro itinerario

Visitare Sarajevo senza salire sul Trebević significa vedere solo una faccia della medaglia.
Questa montagna non è solo un “belvedere” dal quale scattare foto spettacolari, ma è un
testimone oculare di tutto ciò che la città ha attraversato. È il luogo dove la natura si fonde con la memoria e dove il visitatore può finalmente respirare l’aria fresca di una capitale che guarda al futuro senza dimenticare il suo passato.
Se arrivate a Sarajevo per la prima volta, fate della funivia del Trebević la vostra prima tappa.
Non troverete solo un panorama mozzafiato, ma il contesto necessario per innamorarvi di una città che, come la sua montagna, ha saputo rialzarsi più forte di prima.
Ph courtesy Visit Sarajevo













