In Małopolska, la regione meridionale della Polonia con Cracovia come cuore pulsante, il tempo si misura pedalata dopo pedalata. È così che si assapora il sud del paese fatto di boschi, vigne e villaggi, tra favola e realtà. La bici diventa il mezzo perfetto per andare alla scoperta dell’anima autentica di un territorio che affascina curva dopo curva.
L’itinerario inizia da Cracovia, dove, ritirate le biciclette da PolarSport, si parte per una cinquantina di km che intrecciano natura, storia e gusto. A fianco della guida Tomasz Steinmetz -appassionato di viaggi su due ruote, vino e cucina locale ogni tappa diventa racconto.

Primo capitolo: l’abbazia di Srebrna Góra, arroccata sulla collina, con panorami unici. Poi si scende verso l’abbazia romanica di Tyniec, fondata nell’XI secolo, custode di preghiera e architettura. Il percorso si snoda lungo le rive tranquille della Vistola, attraversando i villaggi di Czernichów e Rybna, per arrivare al pittoresco vigneto Winnica Jura: una piccola cantina immersa nel verde dove ogni calice racconta la passione locale.
Più avanti, la valle del torrente Rudno accoglie con boschi segreti e aria pura, preludio al maestoso castello Tenczyn, uno scrigno di pietra affacciato sulla storia, custode di tante leggende.
Così si percorre questo frammento malopolese del percorso ciclabile lungo la Vistola: 210 km su 232 già realizzati secondo gli standard EuroVelo, un filo che lega montagna e mare in una bellezza che toglie il fiato.
Al ritorno a Cracovia, la Malopolska non ha ancora finito di sorprendere: i suoi gioielli nascosti attendono solo di essere scoperti.

Il viaggio continua verso Sromowce Niżne, villaggio incastonato tra le vette dei monti Pieniny e le acque limpide del fiume Dunajec. Qui, con poco più di mille abitanti, si scopre l’equilibrio perfetto tra la gentilezza rurale e i panorami mozzafiato. È da questo angolo remoto che prende vita una discesa fluviale incredibile: due ore su zattere che scivolano fra gole rocciose, fitte foreste e cieli di un blu incredibile.
Ad accompagnare l’avventura sono Piotr Jagiełło e suo figlio Artur – rafter esperti e guide di una natura silenziosa. Il loro abbigliamento tradizionale (camicia bianca, gilet ricamato e cappello di feltro) non è solo un costume ma la memoria viva del legame tra la gente del luogo e il paesaggio.
Alla fine del tratto acquatico si raggiunge Szczawnica, punto di partenza per risalire in sella lungo il sentiero dei Pieniny: un percorso ciclabile (il tratto sino a Sromowce Niżne è di circa 12 km) che scorre tra gole profonde e pareti rocciose, regalando scorci d’acqua e boschi ombrosi.

Durante il ritorno si attraversa anche la Slovacchia quel che basta per raggiungere al Červený Kláštor, il “Monastero Rosso” certosino del XIV secolo. Avvolto dalla leggenda del monaco volante e dal verde delle sponde del Dunajec, è un’oasi da visitare con calma.
Qui, in un’accogliente taverna monastica, si possono anche assaporare i “pierogi” fatti in casa o il “vypražaný syr” fritto: piatti semplici che raccontano l’essenza di queste terre. Poi si riprende il cammino su due ruote sino a rientrare a Sromowce Niżne con il cuore colmo di meraviglia.

Da questo villaggio partono numerosi itinerari ciclistici, fra cui uno che unisce un po’ di impegno fisico e bellezza. Dopo i primi tratti su strada e alcune sezioni immerse nella natura, si raggiunge il Castello di Niedzica, fortezza gotica del XV secolo che domina il lago artificiale di Czorszyn.
Tante leggende avvolgono le pietre di questo luogo: tra queste, il misterioso testamento degli Inca inciso su pelle di lama. Dopo la visita, si prosegue lungo le rive del lago fino alla chiesa di San Michele Arcangelo a Dębno Podhalańskie, un autentico capolavoro dell’architettura sacra in legno, priva di chiodi, con affreschi gotici del XV secolo che brillano ancora oggi, straordinariamente conservati.
Al suo interno si possono ammirare motivi floreali e simbolici, cromie vivaci e legno che racconta la storia.

Dopo questa immersione nel sacro, si prosegue in sella con leggerezza sino a fermarsi al ristorante Rowerowe Burgerowe per ricaricare l’energia con sapori semplici ma tipici di questa terra. Si riprende a pedalare per poi salire sul traghetto tra Czorsztyn e Niedzica che invita a godersi l’acqua e i castelli che si specchiano, fermandosi a guardare il mondo da un’altra prospettiva.
Gran parte dell’itinerario segue i percorsi VeloDunajec e VeloCzorsztyn, traiettorie amate dai cicloturisti per i panorami spettacolari, le infrastrutture curate e l’equilibrio tra natura e storia. Dopo circa 60 km, si rientra a Sromowce Niżne.

L’ultima tappa riprende la strada verso Cracovia. Ma prima, vale la pena fare una deviazione: Brama w Gorce, alle porte del Parco Nazionale dei Gorce, offre una passeggiata sospesa nel bosco (la più lunga di Polonia) con 1,3 km tra chiome di alberi, postazioni interattive e punti di osservazione sulla fauna locale. L’idea, nata nel 2013 da alcuni abitanti del villaggio di Waksmund, voleva valorizzare senza snaturare questo territorio. Oggi, camminare tra gli alberi (lo si può fare anche con gli amici a quattro zampe) cambia il punto di vista sulla natura. “Vogliamo che chi viene qui impari ad amare il bosco” raccontano dal parco.
Infine è Cracovia a riaccogliere con il suo fascino senza tempo.
Accompagnati da Agnieszka Dubel, simpatica e preparatissima guida con più di 15 anni di esperienza (parla molto bene l’italiano), il tour riparte dall’imponente castello del Wawel, dimora reale, scrigno di opere d’arte.
La cattedrale del Wawel custodisce tombe, reliquie e panorami unici sulla città. Poi si scende verso la vivace piazza del Mercato: tra bancarelle, caffè e carrozze, la basilica di Santa Maria s’innalza con le sue torri asimmetriche e l’altare scolpito da Veit Stoss.
Al segnale dell’ora, il suono improvviso del hejnał risuona tra le pietre antiche, evocando leggende medievali. Poco distante, il silenzio del cortile del Collegium Maius (casa dell’Università Jagellonica) custodisce strumenti antichi, mappe e il ricordo di Copernico.

Dove dormire: Golden Tulip Kazimierz (Cracovia), moderno 4 stelle nel cuore del quartiere ebraico, ideale per esplorare la città tra sinagoghe, caffè e mercatini. Camere spaziose, colazione abbondante e posizione strategica; Hotel Nad Przełomem (Sromowce Niżne), affacciato sul Dunajec e circondato dai Pieniny, è perfetto per chi cerca natura e tranquillità. Ottima cucina tradizionale: gulasz, trota alla griglia e zuppe ai funghi.
Dove mangiare: Bazaar Bistro (Cracovia), bistrò contemporaneo con ottimi vini e cucina creativa a base di ingredienti locali. Da provare: tartare, roast beef, uova alla turca ;
NOAH (Cracovia), atmosfera conviviale e cucina da condividere, tra sapori polacchi e mediorientali. Imperdibili le costine d’agnello e l’hummus speziato ; Va Bene (Rybna), piccolo ristorante autentico con piatti tipici polacchi: pierogi, zuppe e specialità locali.
foto di Sonja Vietto Ramus













