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sabato, Giugno 6, 2026

Milano a ritmo di tasti: Piano City conquista (anche) il Grand Hotel et de Milan

Dal 15 al 17 maggio, Milano si trasformerà in una colonna sonora diffusa.
Ma c’è un luogo dove la musica incontra la leggenda: l’hotel che fu la casa di Giuseppe Verdi apre le porte alla magia del pianoforte.

Milano non si limita a ospitare eventi; li trasforma in geografie emotive.
Con il ritorno di Piano City Milano, la metropoli si prepara a una “tre giorni” di pura evasione sonora: oltre 250 concerti gratuiti e altrettanti artisti che animeranno più di 140 location. Dalla Galleria d’Arte Moderna (GAM) — che inaugurerà il festival venerdì 15 con il talento contemporaneo di Sofiane Pamart — alle piazze più nascoste, la città diventerà un unico, immenso palcoscenico.

Tuttavia, tra i tanti indirizzi della mappa, ce n’è uno che profuma di storia e di spartiti: il Grand Hotel et de Milan. Qui, dove ogni corridoio sussurra aneddoti su Verdi, la musica torna a casa.

Il programma: dal Barocco allo Swing

Il “Milan”, come lo chiamano i fedelissimi, ospiterà due appuntamenti imperdibili nel cuore del Quadrilatero della Moda:
Sabato 16 maggio (ore 12.00): Il testimone passa a Yazan Greselin. Talentuoso organista e hammondista già premiato al Jazz Altro, Greselin guiderà il pubblico in un viaggio funambolico che parte dal rigore di Bach per arrivare alle sperimentazioni jazz più moderne.
Domenica 17 maggio (ore 12.00): La pianista britannica Beatrice Nicholas trasformerà l’atmosfera con “Classical Swing”. Un omaggio a Hazel Scott, la leggenda che negli anni ’30 faceva “oscillare” i classici. Aspettatevi un dialogo serrato tra la perfezione della classica e l’anima ribelle del jazz.

Un brindisi “in nota” al Gerry’s Bar

L’esperienza di Piano City al Grand Hotel et de Milan non si esaurisce con l’ultima nota. Per l’occasione, il celebre Gerry’s Bar ha creato un cocktail signature: il “Montenapoleone District”. A base di Gin, Lillet Rouge, Prosecco e Soda, è il compagno ideale per godersi la performance in un’atmosfera intima e raccolta (fino a esaurimento posti).

Pranzo gourmet tra fiori e design

Terminato il concerto, la sosta d’obbligo è al Caruso Nuovo Bistrot. Qui l’ospitalità milanese incontra la consulenza stellata di Gennaro Esposito e la maestria dell’Executive Chef Francesco Potenza.

Lo spazio è una meraviglia per gli occhi: firmato da Dimorestudio, il bistrot fonde mood coloniale e accenti bohémien, con poltroncine in vimini di Bonacina e dettagli Art Nouveau. Se il tempo lo permette, il dehors affacciato su piazzetta Croce Rossa è un giardino segreto sospeso tra il dinamismo di via Montenapoleone e la quiete di un angolo di Milano dimenticato dal caos.

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