Parte da Bologna, alla presentazione dei programmi di viaggio 2026 di Petroniana Viaggi, l’agenzia di viaggi-tour operator presieduta da Andrea Babbi, di proprietà della Curia Arcivescovile di Bologna, la riproposizione di Israele e della Terra Santa come meta di pellegrinaggi del 2026.
«Abbiamo accolto l’accorato appello di una terra cui vogliamo stare vicini e non parlo solo di Israele ma anche di Palestina e di tutto quello che rappresenta per l’Umanità questa area, non solo geografica – spiega ad una attenta platea Babbi al Centro polifunzionale dedicato al Card. Giacomo Lercaro – e ci siamo rifatti al Cardinale Pizzaballa e ad una sua intervista sull’Eco di Bergamo e al suo appello per riprendere il coraggio di proporre la Terra Santa nella nostra programmazione. Vogliamo far ripartire la filiera del pellegrinaggio religioso e dare nuova linfa vitale e vicinanza a questi due popoli che tanto stanno soffrendo».
«Petroniana viaggi – ha aggiunto Babbi- oltre alle proposte per la terra Santa ha in catalogo per il 2026 oltre 60 occasioni di viaggio per tutti i continenti. Alaska, Giappone, Perù, Marocco, Europa e Bologna per chi vuole scoprirla veramente».
Maria Grazia Falcone, responsabile media dell’Ufficio del Turismo Israeliano in Italia, ha evidenziato quanto ci sia di nuovo in Israele a partire dai collegamenti.
«La prima buona notizia è che la Farnesina ha tolto lo “sconsiglio” per i Viaggi in Israele – spiega Falcone – cioè in parole povere la buona notizia è che le assicurazioni di viaggio coprono nuovamente i sinistri nel Paese.
Anche la connettività aerea è aumentata: a fianco di El Al, la compagnia di bandiera che vola 14 volte a settimana da Milano e Roma e 3 a settimana da Venezia, Wizz Air ha eletto il Ben Gurion Airport a base operativa, con 10 voli da Milano e Roma, Blue Bird opera un volo quotidiano da Roma, Easy Jet riprenderà gli operativi da marzo prossimo, con 3 voli da Bologna, e anche ITA avrà i suoi collegamenti, cose che dimostrano che Israele non si è mai fermata e che ora punta nuovamente al turismo culturale e religioso, per una normalizzazione dei flussi».
Spazio anche alle novità in campo alberghiero ed ai progetti legati alla cultura e alla storia come la mostra “A Voice from the Desert”, che, a partire da gennaio, sarà dedicata al Rotolo di Isaia, il più antico e completo manoscritto ebraico del Libro di Isaia, parte dei Manoscritti del Mar Morto, scoperto a Qumran nel 1947, datato al II secolo a.C. e oggi conservato allo Shrine of the Book di Gerusalemmeuno, uno dei testi più preziosi del patrimonio ebraico antico, e che si prevede attirerà pubblico e studiosi internazionali.
Un altro progetto innovativo riguarda la Geniza del Cairo, un archivio storico di oltre mille anni di storia ebraica, che sarà ora consultabile online grazie a una tecnologia proprietaria israeliana. Questo rappresenta una svolta per la ricerca e la diffusione del sapere sulle comunità ebraiche del bacino Mediterraneo.
Dalle pagine dell’Eco di Bergamo il Cardinale Pizzaballa esorta la ripresa dei pellegrinaggi con (più o meno) queste parole.
Israele, un invito al pellegrinaggio: La Terra Santa rinasce sotto il segno della speranza

In un’epoca segnata dalla difficoltà e dal silenzio, la Terra Santa si prepara ad accogliere nuovamente i pellegrini. Le strade di Gerusalemme, un tempo affollate di fedeli provenienti da ogni angolo del mondo, oggi sembrano quasi deserte. Luoghi iconici come il Santo Sepolcro, il Getsemani e la basilica della Natività a Betlemme sono ancora lontani dal vivere l’effervescenza di un tempo, eppure il messaggio del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Cardinale Pierbattista Pizzaballa, è chiaro: «Il pellegrinaggio è sicuro e oggi è il momento giusto per venire in Terra Santa, per esprimere vicinanza a questa Chiesa».
Nonostante le difficoltà economiche e sociali generate dal conflitto, che hanno costretto molti commercianti e strutture ricettive a chiudere, le zone più sacre di Israele restano lontane dalle aree conflittuali.
«I luoghi di Gesù – sottolinea Pizzaballa – sono fuori dai confini delle tensioni, e il pellegrinaggio in queste terre resta un’esperienza sicura e spirituale».
Con un invito diretto a ritrovare il contatto con la storia sacra, Israele si pone come destinazione di speranza, dove il silenzio dei luoghi santi è interrotto solo dal passo dei pellegrini, portatori di fede e di solidarietà. Non è solo un viaggio nel passato, ma un atto di sostegno per le comunità locali, che soffrono a causa della crisi, ma continuano a custodire l’anima della Terra Santa.
Ora più che mai, il viaggio verso la Terra Santa è un gesto di vicinanza, di solidarietà e di riscoperta di una fede che non conosce frontiere. Un invito a tornare, a rivivere la spiritualità di Gerusalemme, di Betlemme e dei luoghi di Gesù, per contribuire al rilancio di una regione che, nonostante tutto, continua a custodire il suo sacro mistero.
















